Non so se sono io a crescere o è la politica a regredire, ma mi è divenuto insopportabile seguire dibattiti politici incentrati su qualcosa di meramente tecnico quanto effimero. Nessuno parla più di idee o di prospettive, tutti mi promettono migliori condizioni economiche, più lavoro, meno tasse e bischerate varie, ma nessuno mi parla della sua ricetta per il futuro, di come intende realizzare tutto ciò che promette; fortunatamente è ancora uno sketch comico, ma non mi stupirei se tra altri cinque anni qualcuno promettesse più figa per tutti.
Tutte le promesse economiche che odo sono solo un gioco per i dibattiti televisivi. Molto approssimativamente governare significa spesso manovrare una sola manopola, non è possibile come avviene trasversalmente promettere servizi, incentivi, opere e allo stesso tempo un abbassamento delle tasse, o almeno è impossibile senza avere un serio progetto di crescita economica. Questa sera ho visto e sentito blaterare Francesco Rutelli e Gianfranco Fini nel solito siparietto teatrale di Porta a Porta: solo promesse e sorridenti querelle sul fatto/nonfatto dell’attuale governo, nessuno mi dice che l’economia italiana va a rotoli perché non essendo praticamente tassate le rendite finanziarie i vecchi imprenditori sono stati sostituiti da nuovi finanzieri, un tempo si parlava di Agnelli con tutta la Fiat, il lavoro e la ricchezza che creava, ora si parla di Ricucci che il 99% della gente non sa nemmeno cosa faccia (assolutamente nulla che aiuti l’economia italiana, ve lo assicuro), nessuno mi dice che se volessimo un futuro per questo paese sarebbe necessario investire sui giovani, sulle loro capacità, sull’innovazione e la rigenerazione del paese (e ci ritroviamo con due candidati che potrebbero essere tranquillamente miei nonni, che sono gli stessi di quasi 15 anni fa e che dicono sempre le solite quattro cazzate). Nessuno mi dice che se per l’UNESCO l’Italia dovrebbe essere il Paese con la più alta attrattività artistica e turistica e nel mercato del turismo la stessa Italia si fa fregare dalla Croazia (che fino a 3 anni fa non sapeva nemmeno lei che avesse il mare) vuol dire che tutti quanti qua non capiamo un cazzo di cosa i turisti stranieri vogliano e che forse dovremmo rivoluzionare un po’ tutto. Nessuno dice che è inutile che cambino governi e parlamenti finché i singoli non capiranno che mafiosi ed evasori non sono furbi da imitare e votare, ma sanguisughe di futuro da schiacciare.
Mi fermo per questioni temporali, ma potrei proseguire inutilmente per ore, tanto ogni mia proposta o idea risulterebbe assolutamente fuori dal coro politico.
Sono veramente pessimista per il futuro del mio Paese, della terra che amo come un figlio e che come per un figlio vorrei il meglio, vorrei che l’Italia stessa facesse il meglio per se stessa, eppure proprio come un figlio (come me) non fa assolutamente nulla di quello che vorrei.
Poi una mattina come quella di oggi, quando sono in auto tra gli scazzi della vita quotidiana, mi fermo un secondo, mi guardo intorno e…
…e il figlio tanto disobbediente diventa la mia felicità.


Febbraio 7th, 2006 at 12:35
Sottoscrivo.Belle le foto.Campagne toscane?
Bella
Febbraio 7th, 2006 at 12:52
Si, Val d’Orcia.
Febbraio 8th, 2006 at 13:11
caro fiaschi in preda a spirito di emulazione anche io ho deciso di aprire un blog gradirei se potessi entrare a far parte dei tuoi link visto che tu gia sei nei miei
grazie
http://pedica.splinder.com
Febbraio 8th, 2006 at 14:14
Caro compagno dell’occupazione, come potrei non linkarti?
Febbraio 8th, 2006 at 15:42
Ciao omonimo !
Bellissime le foto della Val d’Orcia.
Ciao,
roby
Febbraio 9th, 2006 at 02:24
bentornato a casa!
Febbraio 9th, 2006 at 17:45
Non credevo avessi nascosta in te questa vena poetica e melanconica! cmq la seconda foto ?ecisamente la faccia che pi?i addice alla situazione italaiana da te descritta sopra!
Un bacio!