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Ma che mi frega del Mibtel?

Una vecchia immagine della sigla del telegiornale RaiL’informazione italiana, in particolare quella televisiva, ha seri problemi; i veri professionisti del giornalismo si contano sulle dita di una mano, si mescola troppo spesso l’informazione con lo spettacolo ed i giochi di potere ed io vado a notare ciò che di più effimero c’è tra i difetti di un telegiornale. Ma lo stesso sottotitolo del blog ricorda lo scarso interesse ed impegno di quanto scrivo.
Quello che non capisco è la finestra finanziaria a fine telgiornale. Non contesto certo la sua esistenza, ma le informazioni che ci dona:
“Oggi a Milano il Mib è salito dello 0.2%, mentre l’indice telematico scende di 1 punto, chiusura negativa anche per Francoforte e Zurigo, a Wall Street è invece andata meglio. Il titolo migliore è stato Telecom Italia che ha chiuso in rialzo del 2.2% mentre il peggiore è stato Olivetti (Par Condicio) che perde il 4%”.
Questa è la quantità e la varietà di informazioni sul mercato finanziario che ogni giorno un telegiornale qualsiasi ci lascia… Mi chiedo cosa cavolo freghi alla gente dell’indice Mibtel, è ovvio che se mi interessi di mercato, possegga dei titoli o semplicemente voglia sapere qualcosa sulla giornata finanziaria le informazioni di cui sopra mi sarebbero completamente inutili e che dovrei acquistare un quotidiano, cercare in rete o semplicemente accendere il televideo e seguire le notizie finanziarie, seguire dei titoli specifici o comunque leggere il mercato nel suo insieme.
Spesso mi immagino la citazione di sopra tradotta in termini calcistici, la domenica sera:
“Oggi a Milano sono stati segnati 4 goal e sono stati commessi 12 falli, a Roma è andata bene, mentre a Torino le cose sò andate un po’ peggio, la prima in classifica è la Juventus e l’ultima è Treviso con 14 punti.”
Interessante no?

3 Responses

  1. Anima Salva Says:

    ma lo sai che hai preceduto una gag della litizzetto a riguardo?

  2. stefano Says:

    Che sia il suo autore involontario? :D

  3. betta Says:

    No, ti sbagli. Io, come la maggior parte degli italiani, ho qualche titolo che spero integrerà la magra pensione che il futuro ci prospetta. Dalla Gabanelli abbiamo imparato che i titoli vanno tenuti d’occhio, ma se comprassi un giornale finanziario tutti i giorni (il Sole costa un euro e cinquanta, mica brustulini!) praticamente ci spenderei quello che prendo di interessi. Una controllatina in fretta all’andamento generale è tutto quello che mi sento di dedicare all’argomento e le notizie del telegiornale assolvono perfettamente a questo compito. Quindi sopporta con pazienza. D’altra parte pensa che a me non me ne importa una cucuzza dello sport e tutti i giorni devo sopportarne molto di più.

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