Archive for aprile, 2006
Non ho più forza.
Difficilmente uso un così utile strumento di divulgazione per rattristire inutilmente chi volente o per caso finisce per passare di qui. Preferisco un riservato foglio di carta per sfogarmi, ma una volta si può provare.
Sono solito stare chino a sorreggere pesi troppo grandi per le mie braccia, ma ho sempre avuto la fortuna di avere qualcuno accanto in grado di aiutarmi a sbarazzarmi delle pietre della vita.
Mai avrei pensato che sotto una delle grandi pioggie di sassi ci fossi finito da solo e soprattutto che solo mi avrebbe reso.
Oggi è un altro giorno?
Non ho tanta voglia di commentare seriamente l’esito di queste elezioni e mi appoggio allo spaccato di Jazzer che condivido in toto.
Come tutti ero convinto di poter far trasparire la mia soddisfazione in questo post del giorno dopo, invece mi ritrovo che dovrei fare un’attenta analisi politica e sociale (che ovviamente vi risparmio). Non ho voglia di dire che Berlusconi ha comunque vinto la sua partita, non ho voglia di dire che Prodi l’ha comunque persa e che quei toni trionfalistici che usa dal camion con un Fassino sempre più sorridente e sempre più cupo, se sono un giusto ringraziamento per i militanti eroicamente rimasti in Piazza Santi Apostoli fino alle 3 di notte, sono ridicoli e fuoriluogo per tutti gli altri.
I numeri per governare non li abbiamo, è inutile prendersi per il culo, si può gioire solo di aver i numeri per scongiurare altri cinque anni di Berlusconi (e non è un successo da sminuire). C’è poco altro ormai da dire, c’è che il Berlusconismo, ormai è lampante, è un vius, un virus pericoloso, morboso e virulento almeno quanto l’HIV, l’H5N1 e il Cattolicesimo, generalmente colpisce pensionati, casalinghe,e telespettatori in genere, ma uccide il futuro dei giovani, la crescita economica, lo stato sociale, la ricerca e l’istruzione, per poi tornare ad infettare nuove leve di aspiranti portatori sani.
A proposito dei sondaggi ubriachi voglio dire anch’io quello che tutti gogliardamente hanno detto, certo dimostro tutta l’assenza in me di intelligenza politica, ma in fondo è così, i sondaggi davano per certa la vittoria dell’Unione perché chi vota Berlusconi in genere se ne vergogna e non lo dice ne in giro, ne all’intervistatore, “e fa bene” aggiungo io.
L’unica cosa che mi rincuora è che in una politica in ci il mattatore sorride e tutti gli altri tentano di sorridere di più, noi “coglioni”, come dimostra la foto, quando siamo felici ancora piangiamo.
Ho fatto il coglione
Anche ’sta volta è andata, fatto il nostro dovere non dobbiamo far altro che attendere ciò che forse potrebbe decidere il futuro del nostro paese.
Certo oggi è stato divertente, non capita sempre di sbandierare ai quattro venti il proprio status di coppia di coglioni e soprattutto non capita sempre in un seggio elettorale, però la giornata è stata pesante: trascorso il weekend con Simona che vota in “burinia del nord” ho fatto chilometri e chilometri per tornare qua a Siena e votare entro ’sta sera (non se sa mai domani me dimenticassi…). In tutto ciò non è capitato granché di pubblicamente rilevante, non ho avuto nemmeno pensieri interessanti su queste elezioni , solo una particolare speranza:
che parecchi cattolici, dopo il Ruiniano invito all’astensione di referendaria memoria, non abbiano capito che valesse solo per quella volta.
“Tanti saluti Italia, la Ricerca”
Ci sono cartoline speciali che giungono a Repubblica.it
“Cara Repubblica.it
anche noi ricercatori di Boston ci sentiamo un po coglioni: ci aiutate a farlo sapere?
cordiali saluti,
Andrea Ballabeni”
Vi aiuto anch’io, cari amici coglioni!
Perché? Perché? Perché?
Colgo l’assist di Procionegobbo e rispondo ai miei tre perché:
Perchè questo mezzo?
Risposta di figura (per gli intimi “Risposta alla Ciabocco”)
Perché amo la possibilità rendere partecipi diverse persone delle informazioni e delle impressioni che colgo, il blog è un mezzo potente, libero ed economico che permette di raggiungere un vastissimo numero di persone.
La realtà
Sono egocentrico e affetto dalla sindrome di Del Debbio, l’”opinionite parziale cronica”, non ce la faccio a non esprimere ovunque e su qualunque argomento la mia opinione: commento la guida dell’autista su un autobus, la tecnica di pulizia della nettezza urbana, ho un’opinione sul fatturato annuo della “Escort” del piano di sotto, sull’efficenza della nuova campagna pubblicitaria di assorbenti lines e sulle ultime lezioni d Joga del maestro Zeng Jhang della palestra “Millenium” che non frequento.
Così dopo aver riempito caselle di posta più o meno elettronica, forum e aver rotto i coglioni (guarda caso ce semo sempre, semo tantissimi) a chiunque con i miei punti di vista, non avendo i soldi per aprire un network televisivo terrestre ho optato per un blog.
Perchè questo argomento?
Risposta alla Ciabocco
In realtà mi occupo di diversi argomenti, certo qello centrale rimane sempre la politica, perché espressione più alta del pensare comune e perché unico argomento veramente universale che, almeno in potenza, dovrebbe interessare tutti.
La realtà
E’ vero, amici, parenti o conoscenti, sono completamente fissato con la politica, sono un invasato, trascorro il mio tempo a leggere quotidiani e blog o a scrivere fregnacce sul mio, sogno la notte Ciampi e Mitterand che giocano a golf e penso a Rosy Bindi quando faccio sesso. Ricoveratemi.
Perchè questo nome?
Risposta alla Ciabocco
Fiaschi.org per rendere omaggio al mio cognome portato con onere ed onore pima da mio nonno e poi da mio padre ed infine da me.
La realtà
M’è capitato, che ci volete fare? La fìa uno se la sceglie, il cognome no. Comunque per andare un po’ indietro, i cognomi in Toscana e in generale nel centro italia credo finiscano per -i per una forma di genitivo (ai figli veniva dato l’appellativo “di -” legandoli al soprannome del padre), Fiaschi nasce dunque con i figli di un tale detto “Fiasco”, ora ditemi uno che veniva soprannominato Fiasco che razza di stirpe poteva generare? Ecco, la mia.
Oa chiamo a rispondere ai “tre perché sul Blog” Lorenzo Ganbini perché ricordo la nascita, ma non conosco la causa, Riccardo Pedica perché è un invasato come me e d infine Terzoocchio perché in fondo è stato il primo blog che ho letto.
Statistiche del cazzo
Beh certo, che fossi coglione non c’erano dubbi, sono anni che me lo dicon’ tutti, figuratevi Berlusconi non ha scoperto certo nulla di nuovo, ciò che non considera è che con quella simpatica uscita non ha fatto altro che una bella previsione sul voto di domenica.
“Cosa c’entra?” vi chiederete, c’entra perché una piuttosto lineare legge anatomica afferma che di coglioni, per quanto nascosti e fastidiosi, ce ne son’ sempre due per ogni testa di cazzo. La conta è breve, di coglioni siamo un oceano, la sua sconfitta sarà assordante.
Annuntio vobis gaudium magnum habemus sententiam
Ebbene si, come le casalinghe di Voghera a meno di una settimana dalle elezioni ho deciso a chi dare il mio voto.
Ovviamente la mia indecisione non verteva sullo schieramento, sono “un coglione” convinto!
Come un paio di mesi fa dicevo, il proporzionale mi ha reso dubbioso sul partito da votare all’interno dello schieramento stesso (che poi in realtà la scelta proporzionale c’era anche prima, ma è sempre una buona scusa)…
La scelta si è profilata tristemente per esclusione, tolto l’Udeur a priori per motivi lampanti che non sto a spiegare il campo rimaneva comunque largo, da esso è stato escluso Di Liberto e Rifondazione per le nostre divergenze di natura economica ma anche per le candidature comiche per quanto riguarda il PRC: vedi Caruso, vedi Luxuria (poi dimostratasi migliore di molti altri suoi futuri colleghi). Fatta questa prima elisione il cerchio si è iniziato a stringere attorno all’ala socialista con l’opzione “Verdi” (che ho votato alle europee) di cui leader è Pecoraro Scanio, anche detto uomo BUH!, capace di portare un partito come i Verdi a cozzare tragicamente a sinistra con Bertinotti e di riuscire ad esprimere in 5 anni 2 opinioni: “No alla guerra, no alla TAV”, una anche condivisibile, ma sempre 2 opinioni.
Ce rimasero 2 rose, una in un pugno (sadico l’inventore del simbolo dell’internazionale), una nel sottobosco di quercia… e la margherita? Ecco la margherita è il problema… Io avrei voluto far contente per una volta mia madre, mia sorella e parentele varie convinte diessine, ma data la mia giovane età dovrò aspettare di compiere 25 anni per votare al Senato… e alla Camera, magia dei progetti democratici, DS e Margherita si presentano
insieme. Se proprio devo tapparmi il naso e fare si che con il mio voto vada in Parlamento
qualche ex demoristiano, preferisco tapparmelo per un Pannella qualunque.
Per essere più seri, sono convinto che l’Italia non abbia bisogno di un partito democratico, o almeno di quello che la Margherita ha in mente, credo che questo partito abbia bisogno di una ventata di novità Zapateriana. Voterò socialista, liberale, laico e radicale.



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