Lungi da me generalmente mettere il naso nei fatti tutti interni al Vaticano, però visto che la Chiesa nei miei tende a metterci naso, testa e tre quarti di busto, posso permettermelo di farlo una volta.
Mai, in questi anni anni, si era notata una così intensa battaglia dall’altra parte del Tevere per difendere la conservazione del tempo che per sua natura fortunatamente scorre. Negli ultimi mesi, negli ultimi giorni, si è impennato esponenzialmente il numero di documenti emanati, di parole eminenti e papali, di manovre sotteranee dedite a difendere una “moralità dorotea” persa ovviamente dagli “infedeli”, ma soprattutto dagli stessi fedeli, ultimo baluardo di una realtà superata dai fatti.
Il divorzio, la libertà sessuale, la contraccezione, la rivoluzione dei costumi sono ormai entrati nel vocabolario di chi un tempo la Chiesa sfruttava per difendere le proprie reazioni, il successo di romanzi come “il Codice da Vinci” non è tanto una minaccia per la religiosità, quanto un ormai tardo segnale che milioni di lettori non certo iscritti all’UAAR o all’Arcigay mettono in dubbio con una facilità quasi incondivisibile quello che la Chiesa stessa ha costruito come verità incontrovertibile in duemila anni di favole e sudore. In poche parole la Chiesa non ha più senso di esistere in questa società e non sa più come esistere senza le gambe che per secoli l’hanno sorretta, incapace di rimodernizzarsi alla velocità del tempo tenta con ogni arma a sua disposizione di rallentarlo.
È lampante che l’attacco ai PACS, alle unioni civili in generale, alla fecondazione assistita e alla ricerca da parte della Chiesa è mosso più da motivazioni pragmatiche che spirituali, dubito che nella sale vaticane si possa credere che un eventuale dio guardando il mondo possa perdere il sonno per l’eredità di un omosessuale, è invece credibile che nelle sale vaticane ci sia coscienza che ogni attacco che tocca argomenti comuni (guerra, spiritualità, divorzio..) destabilizza la precaria situazione della Chiesa e peggio ancora la allontana da i pochi (almeno rispetto alle sue abitudini) disposti ancora ad ascoltarla. Così si rivolgono meschinamente verso le minoranze gli attacchi con i quali il Vaticano si fa forza sui fedeli e per i seguaci di San Pietro diventano gli omosessuali e le coppie infertili i capri espiatori dei mali del mondo.
Poi la storia ci insegna, arriverà un Papa qualunque che prendendosela con i calvi, con i cinefili o con i dentisti chiederà scusa agli omosessuali.
Pacs e male!
One Response
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Giugno 10th, 2006 at 21:09
Come non essere d’accordo?
Di solito non mi piace mettere questo tipo di commento, ma davvero non ho altro da aggiungere se non che, pi?he della Chiesa, mi fanno paura quei politici che vorrebbero applicare alla politica, alla “res-publica”, i suoi precetti.