Credo che ciò che manca al calcio italiano sia un approccio più pulito, più umano, sportivo e stomacale. Gli azzurri si allenano seriosi a porte chiuse, il Brasile non fa caso nemmeno a tifosi e telecamere sugli spalti e fa in tempo ad organizzare tra una flessione e un giro di campo, stacchetti di samba e incontri di amichevole lotta “Adriano contro tutti”. È l’approccio giusto che ci manca, non è una questione di “guadagnano troppo” e non hanno più voglia di giocare e vincere, Brasile e le squadre africane come il Ghana (i cui giocatori, a parte i luoghi comuni, vivono sicuramente meglio di me e te che leggi, giocando perlopiù nelle stesse squadre degli italiani e degli inglesi) ci insegnano che si può avre voglia di giocare a calcio e vincere anche da milionari.
Appena iniziati i mondiali, parlando con gli amici davanti al tabellone, è uscito il discorso “dobbiamo passare per primi, altrimenti incontriamo il Brasile agli ottavi di finale”. Io, non avendo grossi complessi di inferiorità, ho affermato che tanto per vincere bisogna battere anche le grandi squadre, prima o dopo cambia poco. Sono stato coperto di obiezioni, “bisogna arrivare più avanti possibile”, “bla, bla”…
Oggi guardando la TV vedo un giornalista che chiede ad Emerson del Brasile: “Chi preferite incontrare agli ottavi? Italia, Repubblica Ceca o Ghana?” Ed Emerson: “Chiunque, tanto per vincere la Coppa dobbiamo battere tutti.”
Giugno 23rd, 2006 at 21:18
che figona, dove hai preso la foto?
Giugno 25th, 2006 at 11:42
Repubblica.it, mi pare.