Sinceramente ci avevo sperato, avevo veramente creduto che anche nella vecchia Italia fosse arrivato il momento delle riforme, che nuovi ministri portassero un fresco vento di abbattimento di vecchie corporazioni. Ma la speranza spesso è vana e l’attualità me lo dimostra, bastano due proteste nemmeno troppo fini, la minaccia della perdita di qualche manciata di puzzolenti voti e il castello delle liberalizzazioni crolla inesorabile davanti agli occhi di chi aveva gioito.
I tassisti, le corporazioni hanno vinto ancora, loro continueranno a godere dell’assenza di concorrenza e noi a trovare scarsi taxi, vecchi, sporchi e costosi. E domani tocca alle farmacie.