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L’antisemitismo dagli occhi di un ventenne

Zapatero con la kefiahC’è qualcosa nella politica internazionale che sfugge a me come ad un mio qualsiasi coetaneo. Nati troppi anni dopo l’olocausto per sentirne il rinculo, cresciuti studiando le deportazioni sui libri di scuola come una qualunque crociata o campagna napoleonica, forse siamo gli unici ad avere così poca coscienza del passato da poter ridere davanti all’aggettivo “antisemita”.
Si, perché io, non capisco. Non capisco perché ogni posizione nemmeno contro la politica del governo Israeliano, ma solo non ciecamente a favore “senza se e senza ma” di tutto quello che accade in nome della stella di David, venga tacciata di antisemitismo. Anche solo una piccola manifestazione di amicizia con un popolo che è vittima, insieme a quello Israeliano, di una guerra ormai fisiologica viene subito additata come antisemita.
Io, spesso, ho quasi paura di manifestare la mia personale idea sul conflitto arabo-israeliano, io che certamente non sono un filoislamico, che faccio dei diritti civili, della parità sessuale e del rispetto delle diversità la mia bandiera, io che fortunatamente non ho una qualche congenita intolleranza se non alla frutta secca ed io che evito e aborro ogni orba generalizzazione verrei sicuramente additato come un antisemita. Perché io, pur cosciente della complessità di un’attenta analisi del caso e dell’attribuzione di colpe, credo che troppo spesso, con tante scuse per il passato, la comunità internazionale abbia chiuso due occhi davanti alle terribili colpe che Israele ha avuto e continua ad avere in un conflitto, che per questa via è ormai irrisolvibile.

5 Responses

  1. Procionegobbo Says:

    Sono d’accordo…purtroppo la politica internazionale si piega sempre quando arriva lo spettro dell’antisemitismo perdendo completamente il senso critico.
    Ci sono persone, ebrei e non ebrei, che considerano l’essere contrari alla politica del governo israeliano come un segno di antisemitismo e sono prontissime a gridarlo e a troncare cos?gni possibile discussione.
    Ne ho conosciuto almeno uno cos?.

  2. ale Says:

    A QUANTO PARE SE SI HA VOGLIA DI CONOSCERE LE COSE SI RIESCE AD ESPRIMERE UN GIUDIZIO NONOSTANTE LE CARENZE DELLA SCUOLA. IL RICORDO DELL’OLOCAUSTO A MIO PARERE AVREBBE DOVUTO PORTARE AL TOTALE RISPETTO DELLE DIFFERENZE, ALLA COMPRENSIONE DEL CREDO ALTRUI, ALL’ABORRIMENTO DI QUALSIASI FORMA DI VIOLENZA. INVECE, PURTROPPO NON ?OS? NON CI SI NASCONDA DIETRO UN DITO PARLANDO SEMPRE DI NECESSIT?I DIFESA PERCHE’ ALTRIMENTI IL RICORDO DELL’OLOCAUSTO NON DIVENTA UN MODO PER DIRE: “NON DEVE PI?UCCEDERE” MA :”SICCOME ?UCCESSO ORA TUTTO CI ?ONCESSO!”

  3. Jazzer Says:

    Sono totalmente d’accordo con te. Trovo invicile qualsiasi forma di intolleranza (vabb?passi la frutta secca!) in particolar modo quella razziale/religiosa. Quando si parla di Ebrei - ha ragione il Procione - si perde il senso critico: l’olocausto e tutta la persecuzione anti-semita che prosegue da secoli (e qui neppure la Chiesa cattolica ?sente da colpe) fanno perdere di vista il fatto che Israele ? deve essere un paese come gli altri e quindi che le porcate fatte sono tali e quali alle porcate fatte dagli altri. Senza giustificazioni, senza falsi alibi. ?ene ricordarlo, il tanto osannato Sharon ?tato anche un boia. Confondere la critica alla politica assassina e prevalicatrice di Israele con l’antisemitismo ?na facile accusa che serve per giustificare qualsiasi cosa. ?ra che anche Israele si comporti da paese civile!
    Questo non vuol dire che le continue minacce contro la sua esistenza fatte da diversi paesi islamici siano da prendere sottogamba, ma quando il minacciato diventa minaccia allora le cose non vanno.

  4. stefano Says:

    …Ce fosse mai uno a dire: “Aoh, me stai sul cazzo!” :)
    Potrebbe sembrare che abbia opinioni universalmente condivise, ma spero, tanto per non convincermi di non essere cos?contato, che ci?ia dovuto al fatto che chi non condivida non riesca nemmeno a leggermi.

  5. swampthing Says:

    avevo fatto pure io, sul mio blog, un post dal titolo “Ti fai fotografare con la kefiah? ma allora sei antisemita! ma allora sei amico dei terroristi!”.

    Sembra che con la scusa di antisemitismo si mettano a tacere troppe opinioni, non allineate con la difesa ad oltranza di Israele.. mi viene in mente la Guzzanti…

    Israele sbaglia. Cos?acendo svuoter?a parola “antisemita” del suo vero significato.

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