articolo

Nuove mode di ingresso. Stroncate.

Chi ogni tanto esce la sera e frequenta qualche locale si sarà sicuramente accorto che negli ultimi anni dilaga la moda per i locali di non far pagare all’ingresso, ma di rilasciare un tagliandino (il cosiddetto “enter”) che verrà poi sostituito con un tagliandino differente al consumo della prima consumazione, da mostrare all’uscita (il cosiddetto “exit”).
Per il cliente non cambia nulla, prima all’ingresso si pagava il biglietto che comprendeva anche una consumazione gratuita, ora si rimanda il pagamento dell’ingresso alla comunque obbligatoria consumazione.

Per anni ho creduto che “il movente” fosse dato solo da questioni pratiche: meno casse, meno fila all’ingresso… poi ho cominciato a rendermi conto che le file all’ingresso fossero comunque date dalla folla interna al locale e dunque l’attesa che qualcuno se ne vada e ci lasci il posto e che questo sistema abbia invece creato lunghissime e molto più scomode file al bar. Così la mia curiosità mi ha portato ad una semplice indagine.

Risultato? Una colossale elusione fiscale: l’aliquota IVA sugli ingressi è al 20% come sulla maggior parte dei beni, sulle consumazioni l’aliquota invece è al 10%. I proprietari di discoteche hanno dunque per anni intascato un 10% degli incassi sugli ingressi invece destinato allo Stato, a “noiantri” come si dice a Roma.

Fortunatamente il celebre decreto Bersani ha messo fine a questa violenza sessuale al fisco imponendo il 20% anche per le consumazioni. (Questa virtù del decreto era passata piuttosto in sordina)

2 Responses

  1. Jazzer Says:

    Interessante ’sta cosa… si vede che sono anni che non frequento locali vari, pressapoco da quando non va pi?’entrata tipo “oste della malora, buttami da bere!” :-)

  2. Anima Salva Says:

    e in effetti non lo sapevo…

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.