In questo post tratto un argomento piuttosto strano per questo blog, reality show.
Mi è capitato di vedere una striscia notturna della traslitterazione italiana del reality show d’oltreoceano “Beauty and the Geek”, tradotto dalla Endemol Italia come “La pupa e il secchione”, a parte il trash che di certo non mi disturba pur facendo sorridere, quello che più mi ha colpito è il provincialismo di chi l’ha introdotto in Italia: certo funzionerà anche, alla Endemol sanno impacchettare qualuque cavolata e venderla a mezzo paese, non a caso sono i migliori nel campo, ma di certo non potrà mai avere lo stesso successo che ha avuto negli USA.
Per quale motivo?
Perché in Italia non esistono ne le “Beauty” ne i “Geek”, è semplice. Le beauty, tra di noi, non ci sono, Paris Hilton non potrebbe mai essere nata in Europa e non esiste nessun personaggio nostrano assimilabile a lei o alla stessa Pamela Anderson che qualche post più in giù riferivo dichiarasse di spendere 9000 dollari il giorno per il trucco. A maggior ragione non esistono i geek, che non sono dei secchioni, tantomeno dei geni, ma una categoria di ragazzi americani ben precisata (per loro) e anche di moda, celebrata da molti personaggi di serie di successo, che sta tra il fissato con i fumetti, con l’informatica, con i videogiochi e colui che non guarda MTV, qualcosa insomma che da noi non c’è o che comunque non è ben delimitato in una categoria. Sarebbe come esportare negli Stati Uniti un reality basato sui romanissimi “coatto”, “zecca” e “pariolino”, riescono difficilmente ad identificarli nella loro società i milanesi o i palermitani, figuriamoci a Los Angeles.
Così le beauty diventarono cubiste e i geek dei semplici destabilizzati mentali con una laurea.
Poi magari ha un successo pazzesco e mi picchiate, però il ragionamento non fa una piega.
Settembre 19th, 2006 at 20:24
Ci si ritrova…:) Bel post. S? geek non sono quelli, sono una versione socialmente pi?impatica e quotata dei nerd, delle specie di geniacci che preferiscono il pc o i libri alle discoteche e cose del genere. Tra l’altro come donna non gradisco l’accostamento delle categorie: quella delle beauty, in Italia pure molto diversa e pi?ciocca (le veline insegnano) che edonistica e concentrata sull’aspetto fisico, ?i?in troppo presente nei reality. A quando un programma di qualsiasi tipo che dia spazio alle donne intelligenti (magari pure belle, sfatando i luoghi comuni dell’oca bellissima e della racchia col cervello)?Dobbiamo consolarci con le Invasioni barbariche?:)