Archive for ottobre, 2006

L’isola dei volenterosi.

“Daniele (rivolgendosi a Capezzone), come faccio a dirti che non ci sei solo tu? Che una delle cose importanti che è successa è quello che si sta facendo sull’eutanasia, che persino nel mio piccolo sò persino importante in quello che faccio io, PORCO DI UN DIO?”

Min. Emma Bonino, Riunione della direzione dei Radicali Italiani

Amen!

Nella diretta nessuno si è accorto di nulla, ma gli autori durante il break pubblicitario hanno deciso che Emma Bonino sarà espulsa dall’isola dei volenterosi.

10 Comments

Finanza creativa

Tessera del codice fiscale, Carta d’identità elettronica, Tessera sanitaria, Patente di guida ed ora… Passaporto elettronico;

- Bello spreco, perché non tutti insieme? - Perché nel caso dovesse essere ritirata una delle tessere, non possono essere ritiritate le altre, verrebbe da pensare di getto.

Un tipo sveglio asserirebbe che l’eventuale ritiro di patente o passaporto potrebbe essere inserito elettronicamente all’interno, no? No e vi dico io il perché: avete mai visto un lettore di carte d’identità elettroniche o di tessere sanitarie da qualche parte?

Spendiamo i soldi per le tessere, ma non abbiamo i lettori, mi viene pensato a quel bischero di un mio amico che si comprò il carrello per il trasporto cavalli possedendo solo qualche topo in cantina e un’Ape Piaggio.

Ci guadagnerà qualcuno da tutte queste tessere attualmente inutili? Non so, ma con tutta la pelle dei portafogli che uno deve avere per portarsi dietro tessere e tesserine, Frau ci fa tre poltrone.

1 Comment

La lobby parzialmente libera.

Terzoocchio.org oggi parla dell’uscita del nuovo rapporto annuale sulla libertà di stampa redatto da Reporters sans frontières e disponibile a questo indirizzo.

Come è immaginabile, riferendosi alla situazione del corso dell’anno 2006, la quarantesima posizione in cui si piazza l’Italia (sotto Namibia, il Benin e Trinidad & Tobago come Terzoocchio stesso fa notare) manderà a molti la mente verso l’impero mediatico di Mr. B. o verso la tossicodipendenza finanziaria dell’informazione nei confronti dei contributi statali (di cui tra l’altro parlavo giorni orsono), in effetti il rapporto cita proprio l’utilizzo del suo potere mediatico dell’ex premier durante la campagna elettorale come principale penalizzazione per la libertà di stampa in Italia nel 2006.

Molti però dimenticano una particolarità dell’informazione italiana che non ha eguali in Europa (a parte il Portogallo per alcuni versi), in Italia non tutti possono fare informazione anche se sembrerebbe un diritto scontato, per poter esercitare la professione del giornalista in Italia è necessario essere iscritti all’albo dell’ordine dei giornalisti, iscrizione per cui sono previste limitazioni scelte dallo stesso ordine (formato da altri giornalisti entrati a suo tempo nell’albo) che può, a sua discrezione, revocare l’iscrizione all’albo per chi non rispetti la deontologia della professione.

Nutrendo comunque numerosi dubbi su cosa sia la deontologia di una professione che dovrebbe fondare i propri principi sulla libertà di opinione, la mia domanda si focalizza su un altro punto, su come sia possibile nel XXI secolo per uno Stato democratico ed europeo affidare l’informazione esclusivamente agli appartenenti ad una casta, ad una lobby, che ha il diritto di scegliere i nuovi appartenenti e di decidere chi possa e chi non possa informare i cittadini.
La risposta che l’odg stesso da è simile a quella data dai tassisti, dai farmacisti o dagli avvocati. Tutti sono concordi nell’affermare che la presenza dell’ordine (della casta) aiuti a preservare una garanzia di qualità per gli utenti, controllando l’operato degli appartenenti. Condivisibile in effetti, ma nell’ottocento.

Abbiamo uno strumento efficacissimo di controllo, che si chiama mercato. Milioni di persone ogni giorno in Italia leggono giornali, riviste, guardano TG e ascoltano giornali radio, milioni di persone che possono facilmente girare canale, stazione o acquistare un diverso quotidiano se non soddisfatti dei servizi o della linea editoriale, abbiamo la magistratura con il compito di punire chi maschera per informazione il falso o la calunnia, il successo dei blog poi è un esempio straordinario di come la libera informazione possa giovare ad un mercato ristagnante e chiuso. Eppure nessuno ne parla…

Forse perché chi può parlare fa parte della casta?

2 Comments

Anch’io un fonero.

Dopo più di 100000 utenti nel mondo e 5500 italiani, anch’io sono entrato a far parte del grande movimento “FON“.

FON è un movimento e un ambizioso progetto collaborativo, coprire il mondo con una rete wi-fi libera. Il funzionamento è semplice: basta registrarsi ed acquistare dal sito web lo speciale router wireless detto “la fonera” a 5 euro (IVA e sped. escluse), attaccarlo al proprio modem ed il gioco è fatto, da quel momento si è un tassello della grande rete FON.

In pratica, unendovi al movimento, darete la possibilità di accedere ad internet in wi-fi tramite la vostra ADSL a qualunque “fonero” passi nei paraggi, in cambio, viceversa, potrete accedere gratuitamente ad internet trovandovi nei paraggi della casa o dell’ufficio di un altro fonero. Esistono già 100000 access point nel mondo e si pensa raddoppieranno nel corso dei prossimi mesi.

Unitevi al movimento!

1 Comment

L’Italia dei poveri

Come le cronache di questi giorni riportano, l’Italia è piena di insospettabili poveri, che nascondono onorevolmente le loro difficoltà all’opinione pubblica. Per questo vi chiedo di aderire ad una necessaria campagna di solidarietà:

Adotta un gioielliere.

Tu che sei un ricco maestro elementare, un impiegato, un operaio specializzato, un pensionato o addirittura un professore o un ricercatore, tu che sei fortunato, puoi fare molto per lui. Basta poco, quando guardi la sua vetrina con quel tuo fare superiore, piena di povera merce destinata alle categorie povere come lui: dentisti, titolari di autosaloni o di agenzie immobiliari, etc, entra e donagli qualche spicciolo. Ricordati, un sorriso vale molto di più della tua nuova polo della Coop.

Disponibile qui anche una versione minimale del banner

10 Comments

Quando carta canta

Travaglio è l’uomo più fastidioso al mondo, ma sicuramente è uno dei migliori giornalisti in circolazione e la sua rubrica su Repubblica “Carta Canta” oggi, trattando lo stesso argomento da me trattato qualche giorno fa, ma molto più concisamente, non posso che copiarla ed incollarla:

“Chiaramente l’approvazione della legge Gasparri è un fatto positivo, ma quello che è accaduto non è nè un primo passo nè un traguardo. Semplicemente una nuova legge che fa chiarezza sul sistema dei media in Italia e che introduce una tecnologia nuova come il digitale terrestre. Veramente questa è una legge che non avvantaggia nessuno. L’unica cosa, al limite, che può aver fatto nei nostri confronti è quella di non aver ucciso Rete4. Ma qui c’era un errore di partenza grandissimo: perché Rete4 sarebbe stata da uccidere?” (Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, La Stampa, 3 dicembre 2003)

“Basta con le accuse di essere beneficiati dalla politica, pretendiamo rispetto”
(Marina Berlusconi, vicepresidente Fininvest, Il Giornale, 3 dicembre 2003)

“Io sono fuori dal gruppo, dal 1994 non entro nella gestione, sono solo l’azionista, stacco cedole. Ho buttato in acqua i miei figli a nuotare”. Buone cedole, da quando è presidente del Consiglio gli affari sono migliorati. “Sì, i miei figli sono più bravi di me”
(Silvio Berlusconi, all’epoca presidente del Consiglio, intervistato da Alberto Statera, “La Repubblica”, 27 marzo 2005)

“La legge sulle tv di Gentiloni? Non ci credo, sarebbe un atto di banditismo e non sarebbe più una democrazia quel paese in cui una parte politica andasse al governo e intendesse colpire l’avversario attraverso le sue aziende e le sue proprietà private” (Silvio Berlusconi, 12 ottobre 2006)

1 Comment

Se la Margherita distribuisce petali.

Ieri è venuto alla luce un tremendo terremoto per il Partito Democratico. Tutti lo hanno sentito, molti lo hanno riportato, ma pochi lo hanno interpretato.

Valerio Staffelli ha consegnato il classico “Tapiro” al Presidente della Margherita Francesco Rutelli. Il poco ambito premio è stato consegnato per via di una serie di denuncie, arrivate alla redazione del TG satirico di Canale5, di elettori che lamentavano di essersi visti recapitare tessere della Margherita senza averne assolutamente fatto richiesta. Rutelli ha promesso di far luce sulla vicenda e ha comunque ipotizzato l’errore, certo è che a ogni persona, anche con poche capacità logiche, viene il dubbio che nomi, cognomi, date di nascita, recapiti postali e telefonici saltino fuori “per errore”.

Visto che i Partiti nei palazzi istituzionali si misurano con i voti degli elettori, che le tessere generalmente sono un modo per racimulare denaro ed organizzare i militanti (cosa che la Margherita non avrebbe fatto inviandole gratis a cittadini a caso e non di certo militanti DL), qualcuno si dovrà pure essere chiesto quale movente abbia spinto un Partito come la Margherita a tesserare gente più o meno a caso. Quel qualcuno, a parte me, Radio Radicale e una manciata di blogger (non ho la presunzione di aver monitorato tutto e ce li metto a “occhio e croce”) sembra latitare.

È ovvio che l’unico motivo che possa spingere la Margherita a tesserare elettori non consenzienti è l’imminente formazione del Partito Democratico in cui gli apparati di due grandi Partiti si dovranno fondere, creando nuovi organismi dirigenti e dunque riposizionando le poltrone. È altrettanto ovvio che il peso con cui questi organismi verranno misurati sarà dato, in larga parte, proprio dal numero delle tessere dei due Partiti del centrosinistra.

I DS stanno per basare il proprio futuro e quello della sinistra italiana su una fusione con chi adotta sistemi cavernicoli per fregarli? Oh mamma, misà che io abbandono la carrozza.

No Comments