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L’informazione è nostra, è proprio il caso di dirlo.

Come nella peggiore catena di bufale via email esordisco con un “Queste informazioni possono essere lette solo via internet”, ma questa volta è praticamente vero e capirete, leggendo, il perché.

Molte testate giornalistiche in Italia vivono grazie ai contributi dello Stato e questo si sa, penserete all’Unità, al Secolo d’Italia, a Liberazione, etc, e chiunque può avere la propria opinione in merito.
Quello che è interressante è il fatto che il panorama editoriale che non solo riceve contributi Statali, ma vive dei contributi Statali è comicamente più ampio di quello che è immaginabile.

Per fare chiarezza diciamo subito che le erogazioni sono divise per categorie e che parlerò solo della carta stampata. Le categorie sono: testate di partito e di minoranze linguistiche, cooperative speciali già organi di movimenti rappresentati da almeno due parlamentari, cooperative semplici, testate per i non vedenti, giornali italiani pubblicati all’estero, giornali pubblicati in Italia e diffusi prevalentemente all’estero ed infine quotidiani italianissimi distribuiti anche all’estero. Poiché mi armo sempre di dati, cliccando sulle varie categorie potete scaricare le relative tabelle emesse dal governo italiano con i rispettivi contributi ricevuti dalle testate nel 2003 e ridere da voi, se non avete voglia potete tranquillamente solo continuare a leggere.

La prima categoria, scontata, contiene tutte le testate legate in vario modo ad un partito politico, potete trovarci L’Unità, il Secolo e via via gli organi di praticamente tutti i partiti, formiche comprese.

La seconda categoria comprende i quotidiani editi da cooperative rappresentate in Parlamento prima del 2001 da almeno due parlamentari e qui si va dai 5.371.151,76 € che abbiamo sborsato di tasca nostra nel 2003 per Libero di Feltri, ai 3.511.906,92€ per il Foglio di Ferrara, fino ai 2.179.597,05€ del Riformista. Nella mischia potete trovare il “famosissimo” Borghese che nel 2003 ha preso dalle nostre tasche 2.582.284,49€ o il Nuovo Campanile che si è limitato a prelevarci 1.153.084,00€ e via via discorrendo sino ai 10000 euro e spicci dell’edizione milanese di Metropoli.

So benissimo che state iniziando a piangere e farò in modo di farvi sorridere leggendo la tabella successiva, quella delle cooperative semplici, dove il Governo nel 2003 ha inserito tutte quelle testate che hanno dato un notevole contributo all’informazione, premiandole con una pioggia di milioni, detto in stile Lotteria Italia: tra tutte si è distinto Avvenire che ha meritato il primo premio di 5.990.900,04€ seguito da Italia Oggi con 5.061.277,60€. Nel mucchio si possono leggere tutti i capisaldi della nostra pluralità di informazione come Chitarre che giustamente ha ricevuto 338.723,00€ per il suo contributo fondamentale alla cultura, Fare Vela a cui abbiamo pagato 516.456,90€ per la grande informazione che ci dona ogni mese, come la coomparazione degli spinnaker o i consigli su dove acquistare un ormeggio. Che dire invece de Il Granchio o di Jam (non mi chiedete di cosa trattino e non lo voglio sapere), di Motocross con mezzo milione volati nelle sue casse come d’altronde Qui (tranquilli non ci sono anche Quo e Qua). Ci sono Trenta giorni nella chiesa e nel mondo (non è uno scherzo), Cavalli e corse, Primorski Dnevnik, TuttiFrutti e chi più ne ha, più ne metta (di testate, non di frutti).

Se qualcuno si stesse chiedendo dove siano finiti in tutto questo gli amati Corriere e Repubblica non si preoccupi, vengono teletrasmessi all’estero e attingono da li, in compagnia di altre 150 testate italiane diffuse prevalentemente o totalmente all’estero.

Ora avete capito perché queste informazioni possono essere lette solo via internet?

Fonte: Governo Italiano

2 Responses

  1. Anima Salva Says:

    terribile, vero. fu l’argomento di una puntata di Report della scorsa edizione. La cosa pi?isgustosa ?l caso di Libero, che fa della questione sugli sprechi pubblici il suo cavallo di battaglia.

  2. Fiaschi Says:

    Tra libero e Motocross…

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