Ott 14
No Comment!
Posted by Fiaschi in Politic on 10 14th, 2006| icon31 Comment »

C’è poco da commentare sui risultati dell’indagine dell’ANSA sulle dichiarazioni dei redditi del 2005. Basta presentare qualche dato:

Metalmeccanici: 16.000 € / Ristoratori: 14.818 €
Maestri elementare: 21.500 € / Gioiellieri: 21.533 €

Poliziotti: circa 25.000 € / Dentisti: circa 25.000 €

Ora con in mano i dati del P.R.A. e del Catasto vorrei paragonare case e auto delle suddette categorie, ci sarebbe tanto da ridere, ma con un po’ di fantasia e la testa fuori dalla finestra si può immaginare facilmente lo stesso.

Hanno ragione a manifestare poverini. Visco, pensaci tu a fargli aggiungere uno zero.

Ott 13
Lo sciopero degli evasori.
Posted by Fiaschi in Politic on 10 13th, 2006| icon33 Comments »

Maramotti, manifestazione professionisti

Maramotti sull’Unità.

N

Ott 12
I conflitti non finiscono mai.
Posted by Fiaschi in Politic on 10 12th, 2006| icon32 Comments »

Berlusconi e CraxiIl governo approva la riforma delle TV che libererà le frequenze di Rete 4 (e di Raitre) condannando le due reti a trasmettere solo sul digitale (terrestre e/o satellitare).
Berlusconi tuona: «È un atto di banditismo!»

Per affrontare decentemente la notizia è necessario tornare un po’ indietro, al 1999 per l’esattezza, quando l’imprenditore Francesco di Stefano partecipa ad un’asta pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali. I posti disponibili sono undici, di cui tre riservati per il servizio pubblico e otto per le emittenti private, Di Stefano con un budget di dodici miliardi di lire conta di aggiudicarsi due frequenze, una per Europa7 ed una per Europa7 plus (derivate da Italia7, che era un network di reti locali che l’imprenditore contava di trasformare, iniziando la diffusione nazionale, in una sorta di Sky Cinema in chiaro). Non riesce ad acquistare la frequenza per Europa7 plus, ma si aggiudica quella per Europa7 soffiando la frequenza per la terza rete dell’impero Mediaset (che per legge non poteva possedere più di due reti). Alla fine del 1999 Europa7 con un importantissimo piano di investimento si prepara alla partenza delle trasmissioni, che non iniziarono mai. Il Ministero delle comunicazioni con un’autorizzazione ministeriale, contravviene alla gara e concede una proroga a tempo indeterminato a Rete4. Europa7 ricorre in tribunale che con la sentenza della Corte di Cassazione 466/2002 sottolinea che nessun privato può possedere più di due frequenze e che dunque quella di Rete4 vada assegnata ad Europa7, fissando il termine improrogabile per il passaggio del testimone al 31 dicembre 2003. Nell’estate del 2003 però Gasparri, l’allora ministro delle Comunicazioni nel Governo Berlusconi, presenta un ddl che verrà approvato nel dicembre 2003. La legge è conosciuta come “Legge Gasparri”, rifiutata dal Presidente Ciampi, torna in discussione e approvata definitivamente nell’aprile 2004 contiene un decreto che permette a Rete4 di trasmettere finché la migrazione verso il digitale non sarà ultimata (il celebre decreto “salva Rete4″).

Il Governo Prodi si trova ora ad affrontare questa situazione che comprende diverse altre nefandezze nel campo della migrazione verso il digitale, palesemente a vantaggio dell’impero Mediaset. Ha dunque approvato una riforma che seppur in ritardo, cerca di rimettere le cose apposto nel campo delle trasmissioni televisive e di fare ritardata giustizia per l’imprenditore Francesco di Stefano, privando (per una sorta di controparte?) lo Stato del diritto di possedere tre reti (come se l’Italia avesse due Stati, quello ufficiale e Berlusconi).

Ora conoscete la storia, è stata dura, ma vi chiedo di fingere di non averla mai sentita:

Il capo dell’opposizione lamenta che una riforma varata dal Governo in carica colpisca il suo impero mediatico (a suo dire per una sorta di ritorsione), ubriacati dal sistema Italia e senza conoscere il calvario della frequenza di Rete4, la cosa ci parrebbe anche condivisibile e giusto il piagnisteo di Berlusconi. Peccato che anche così fosse, nulla sarebbe imputabile al Governo, è impensabile una legge che non permetta al Governo di prendendere provvedimenti che abbiano l’effetto collaterale di colpire gli interessi di un capo dell’opposizione. Il problema è che dovrebbe esistere una legge che non permetta ad una persona con interessi privati che conflittuino con quelli pubblici di fare il capo dell’opposizione.

Tutto quello che leggiamo e ascoltiamo è solo un triste rovescio della medaglia del più grande conflitto di interessi della storia delle democrazie occidentali.

I conflitti, come gli esami, non finiscono mai.

Ott 11
Riflessi di uno studente in pensione.
Posted by Fiaschi in Politic on 10 11th, 2006| icon35 Comments »

Il concetto l’avevo espresso in un precedente post, ma lo ribadisco. Scrivo post talmente lunghi e pallosi che nemmeno io ho voglia di rileggerli.

Ott 11

Come nella peggiore catena di bufale via email esordisco con un “Queste informazioni possono essere lette solo via internet”, ma questa volta è praticamente vero e capirete, leggendo, il perché.

Molte testate giornalistiche in Italia vivono grazie ai contributi dello Stato e questo si sa, penserete all’Unità, al Secolo d’Italia, a Liberazione, etc, e chiunque può avere la propria opinione in merito.
Quello che è interressante è il fatto che il panorama editoriale che non solo riceve contributi Statali, ma vive dei contributi Statali è comicamente più ampio di quello che è immaginabile.

Per fare chiarezza diciamo subito che le erogazioni sono divise per categorie e che parlerò solo della carta stampata. Le categorie sono: testate di partito e di minoranze linguistiche, cooperative speciali già organi di movimenti rappresentati da almeno due parlamentari, cooperative semplici, testate per i non vedenti, giornali italiani pubblicati all’estero, giornali pubblicati in Italia e diffusi prevalentemente all’estero ed infine quotidiani italianissimi distribuiti anche all’estero. Poiché mi armo sempre di dati, cliccando sulle varie categorie potete scaricare le relative tabelle emesse dal governo italiano con i rispettivi contributi ricevuti dalle testate nel 2003 e ridere da voi, se non avete voglia potete tranquillamente solo continuare a leggere.

La prima categoria, scontata, contiene tutte le testate legate in vario modo ad un partito politico, potete trovarci L’Unità, il Secolo e via via gli organi di praticamente tutti i partiti, formiche comprese.

La seconda categoria comprende i quotidiani editi da cooperative rappresentate in Parlamento prima del 2001 da almeno due parlamentari e qui si va dai 5.371.151,76 € che abbiamo sborsato di tasca nostra nel 2003 per Libero di Feltri, ai 3.511.906,92€ per il Foglio di Ferrara, fino ai 2.179.597,05€ del Riformista. Nella mischia potete trovare il “famosissimo” Borghese che nel 2003 ha preso dalle nostre tasche 2.582.284,49€ o il Nuovo Campanile che si è limitato a prelevarci 1.153.084,00€ e via via discorrendo sino ai 10000 euro e spicci dell’edizione milanese di Metropoli.

So benissimo che state iniziando a piangere e farò in modo di farvi sorridere leggendo la tabella successiva, quella delle cooperative semplici, dove il Governo nel 2003 ha inserito tutte quelle testate che hanno dato un notevole contributo all’informazione, premiandole con una pioggia di milioni, detto in stile Lotteria Italia: tra tutte si è distinto Avvenire che ha meritato il primo premio di 5.990.900,04€ seguito da Italia Oggi con 5.061.277,60€. Nel mucchio si possono leggere tutti i capisaldi della nostra pluralità di informazione come Chitarre che giustamente ha ricevuto 338.723,00€ per il suo contributo fondamentale alla cultura, Fare Vela a cui abbiamo pagato 516.456,90€ per la grande informazione che ci dona ogni mese, come la coomparazione degli spinnaker o i consigli su dove acquistare un ormeggio. Che dire invece de Il Granchio o di Jam (non mi chiedete di cosa trattino e non lo voglio sapere), di Motocross con mezzo milione volati nelle sue casse come d’altronde Qui (tranquilli non ci sono anche Quo e Qua). Ci sono Trenta giorni nella chiesa e nel mondo (non è uno scherzo), Cavalli e corse, Primorski Dnevnik, TuttiFrutti e chi più ne ha, più ne metta (di testate, non di frutti).

Se qualcuno si stesse chiedendo dove siano finiti in tutto questo gli amati Corriere e Repubblica non si preoccupi, vengono teletrasmessi all’estero e attingono da li, in compagnia di altre 150 testate italiane diffuse prevalentemente o totalmente all’estero.

Ora avete capito perché queste informazioni possono essere lette solo via internet?

Fonte: Governo Italiano

Ott 9
Lo diceva Capezzone…
Posted by Fiaschi in Altro on 10 9th, 2006| icon35 Comments »

Lo avrete letto quasi tutti:

“Un onorevole su tre fa uso di droga”

Un quarto dei deputati userebbe Cannabis, il resto dei “drogati” cocaina.
La prova viene da un servizio delle Iene, in onda domani sera martedì 10 ottibre su italia1. La “iena” Matteo Viviani ha dismesso la solita divisa Tarantiniana mettendosi in borghese fingendo un’intervista seria a vari deputati della Camera, accompagnato solo dal cameraman e da una truccatrice, che “notando troppa lucidità nella pelle dell’intervistato” l’ha asciugata a tutti con un fazzoletto apparentemente normale. In realtà il fazzoletto era il Drug Wipe, un precisissimo test antidroga usato dalle polizie di tutto il mondo per individuare, analogamente al test dell’etilometro, l’eventuale uso di sostanze stupefacenti negli automobilisti.

Il test, prodotto dalla stessa azienda del celebre “etilometro” della Polizia stradale, risulta essere affidabile al 100%, o meglio, qualche volta sbaglia, ma a favore dell’assuntore, spiega un tecnico della stessa azienda. In pratica, è possibile che qualcuno, pur avendo fatto uso di droga, risulti negativo; impossibile invece il contrario.

Va detto anche che il Drug Wipe individua tracce solo su chi abbia assunto sostanze stupefacenti nelle 36 ore precedenti il test. Un onorevole su tre dunque, a parte qualche malcapitato saltuario, farebbe un uso abbastanza intenso di droga. Questo mi fa pensare, senza ovviamente ogni minimo dato o base statistica, che siano almeno la maggioranza gli assuntori saltuari, in Parlamento.

Non mi indigno assolutamente per l’uso di droghe, mi indigno del fatto che i Parlamentari varino leggi che loro stessi non rispettano. Insomma, anche a me capita in qualche occasione di farmi una canna, ma io non voterei mai leggi restrittive in tal senso. Invece loro si fanno la loro cannetta o la loro tiratina di coca nei bagni del transatlantico, poi varano leggi che sbattano in galera qualcuno che, fuori dalle mura di Palazzo, si fuma, come loro del resto, una canna in santa pace. Tutto ciò mi fa schifo.
Ah, Capezzone sono anni che diceva “se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della politica ufficiale, prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe”.

Breaking news

Il garante della privacy ha disposto il blocco del servizio. Questa sera dunque, le Iene non potranno trasmetterlo se non ci saranno nuovi aggiornamenti del caso.

Un po’ è anche giusto, mi pare decisamente scorretto sottoporre una persona ad un test tossicologico con una truffa, un po’ però sono convinto che i Parlamentari e i rappresentanti del popolo in generale dovrebbero sottostare ad un regime speciale di tutela della privacy. Non che sia interessante sapere quanti amanti abbia un Assessore regionale, ma dal momento in cui mi rappresenti vorrei sicuramente conoscere di te qualcosa in più che di Briatore. Insomma se truffi gli elettori firmando leggi proibizioniste, facendo campagne contro l’uso di droghe, equiparando droghe leggere e pesanti e poi distruggendoti di canne, forse gli elettori hanno il diritto di saperlo.

Ott 8
Metafore democratiche.
Posted by Fiaschi in Politic on 10 8th, 2006| icon33 Comments »

Diciamo che il partito democratico per me è come un volo con il paracadute: l’idea mi entusiasma, mi incuriosisce, mi attrae, ma prevalentemente mi fa cacare sotto.

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