Ott 6
La strada più breve contro l’evasione
Posted by Fiaschi in Politic on 10 6th, 2006| icon31 Comment »

Con il decreto Bersani il Governo ha dato prova di avere le capacità di fare importanti riforme non guardando in faccia alle lobby di turno, c’è da proseguire su quella strada però, con ulteriori liberalizzazioni certo, ma anche con provvedimenti più impopolari e c’è da farlo in fretta (si sa, più si avvicinano le elezioni e più è difficile prendere provvedimenti drastici).

Una delle critiche sollevate a questa finanziaria è quella di “rubare ai ricchi” si, ma ai ricchi onesti che non rubano ai poveri e pagano le tasse, quando in Italia esiste un’immensa fetta di contribuenti evasori o addirittura di non-contribuenti evasori. La finanziaria stessa introduce qualche provvedimento palliativo a questo grave problema del fisco ed in parte rema dalla parte giusta, ma si rimane comunque lontani dal risolvere il problema:

Il potenziamento degli studi di settore (accurati studi statistici su esercizi ed imprese che permettono di determinare il reddito minimo che ogni tipo di attività possa far fruttare in base a diversi canoni come tipo di attività, ubicazione, “anzianità”, etc) è sicuramente un passo nella buona direzione, ma si deve e si può andare oltre, soprattutto per poter combattere efficacemente tutto quel sistema di economia sommersa che per il fisco nemmeno esiste. Un’idea per riuscire in questa impresa, utopica e piena di problemi, seppur interessante, è ribaltare il sistema del prelievo fiscale sui consumi piuttosto che sui redditi. L’idea è quella di tassare lo stile di vita dei contribuenti, differenziando in maniera decisa beni e servizi di prima necessità, accessori e di lusso. L’utopia di una manovra simile ,però, vive nell’impossibilità di poter catalogare così accuratamente i consumi e di poter sconvolgere il sistema fiscale, i problemi risiedono invece nell’immobilità finanziaria che un sistema simile scatenerebbe (le persone tenderebbero a consumare meno frenando così l’economia).

Esiste però una strada che passa parallelamente tra quella utilizzata attualmente e quella sopra illustrata e che potrebbe risolvere l’annoso problema dell’evasione fiscale. Questa strada non consiste nel monitorare il più possibile i redditi delle persone come oggi si cerca di fare e nemmeno nel tassare i consumi, ma nel monitorare i consumi, insieme ai redditi. I dati li abbiamo, registro delle immatricolazioni dei veicoli, dei natanti, abbiamo il catasto e le bollette. Tutto sta nell’incrociare questi dati: è lampante che un contribuente non possa guidare un’auto da 40000 euro dichiarando al fisco 10000 euro l’anno se non nulla, è lampante che un contribuente non possa guadagnare 600 euro il mese e pagare nello stesso arco 1000 euro tra luce, gas e telefono. Questa strada, tecnicamente percorribile, in realtà è stata citata più volte anche dallo stesso Ministro Bersani, ciò che si chiede è che i fatti sostituiscano le citazioni, certo questa strada per quanto apparentemente liscia è piena di buche nel tratto che passa per il Parlamento, ma se si vuole governare seriamente, si deve tentare.

Ott 5

Questo post è pubblicato anche su dsforum.it

Vent’anni fa il compagno Enrico Berlinguer sollevava la questione morale, oggi, in un panorama politico tutto italiano dove tangentopoli è servita solo a dare il via ad una stagione politica fatta sempre più di intrecci tra politica ed affari, è sempre attuale come allora.
La nota trasmissione Rai “Report” domenica scorsa ha messo alla luce come molti partiti, concentrandosi sui DS per il centro-sinistra, mantengano i propri apparati grazie alle ingenti donanzioni di imprese private. Ovviamente molte delle donazioni, per i DS, provengono dal mondo delle coop, ma così come quasi tutti gli altri partiti (dei grandi sono esclusi Italia dei Valori e Verdi che rifiutano donanzioni di tali imprese), molte provengono da imprese private che poco hanno a che fare con i DS dal punto di vista etico e spesso anche titolari di importantissime concessioni pubbliche come Autostrade s.p.a. che ha finanziato per 100000 euro la campagna elettorale della quercia.
Volendo escludere le coop che, è inutile nasconderlo, hanno un lecito legame consolidato con la sinistra, con cui condividono gran parte dei principi e di cui finanziano le campagne da tempi ormai remoti, quando di certo, se non in alcuni ambiti locali, non potevano certo ricavarne grandi vantaggi, rimangono queste grandi imprese e queste associazioni di categoria (farmacisti compresi), che, ma è solo un mio parere, vorranno anche qualcosa in cambio a queste elargizioni di contanti.

Posso credere che le coop finanzino le campagne elettorali dei DS (così come degli altri partiti ex PCI) solo per sostenere una politica che condividono (a prescindere, è evidente che le politiche di sinistra siano favorevoli alle coop rispetto quelle di destra), non riesco invece a credere lo stesso per quanto riguarda Autostrade s.p.a. o l’associazione dei farmacisti. Mi viene più facile pensare che questi soggetti in cambio, vogliano necessariamente qualcosa.
Spero se ne discuta di questo argomento, perché ne vale il futuro non solo dei Ds, ma di tutta la sinistra italiana e a maggior ragione, dell’eventuale Partito Democratico.
Per chi avesse voglia di vedere la puntata di Report in questione, è possibile rivederla in streaming dal sito della trasmissione
Ott 5
Caccia al bisonte
Posted by Fiaschi in Politic on 10 5th, 2006| icon32 Comments »

Risulterò un “coglione” assoggettato alle azioni di Bersani&C. ma a me, questa finanziaria, mi garba. Non mi metto a nascondere che comunque un po’ tutti, compresi noi poveri, dovremo pagare la nostra parte; quello che mi piace, a parte le manovre veramente strutturali come l’abbassamento del cuneo fiscale o la lotta all’evasione, è il valore simbolico di molte delle manovre in essa contenute:
- il sistema di sconti sull’IRPEF per i redditi più bassi;
- gli stanziamenti per l’abbattimento degli abusi edilizi;
- il potenziamento degli studi di settore;
- gli incentivi di rottamazione per caldaie, frigoriferi ed automobili;
- e soprattutto il superbollo per i SUV (i jeepponi da tangenziale):
Come suggerisce Suzukimaruti il provvedimento non riguarderà tutti i fuoristrada, ma tutte le auto con una “massa massima” superiore ai 2600kg, ossia tutti quei giganti (fuoristrada e berlinone) contrari ad ogni logica di acquisto sostenibile (inutili per portare i bimbi a scuola, troppo per andare a vendemmiare o per scorrazzare in autostrada) e simbolo di un consumismo “Ranzaniano” egoista e indifferente ai problemi di sicurezza stradale e inquinamento.

Dei SUV avevo parlato anche in un vecchio post dove comparavo i costi di gestione, la massa e soprattutto le emissioni di SUV e di berline della stessa marca e di comparabili qualità, a dimostrare che le politiche anti SUV (per quanto sia giusto e base di ogni società civile, che chi più ha, più paghi) non devono essere lette come attacchi alle classi più abbienti, ma come leciti provvedimenti dediti a rallentare mode tendeziosamente dannose per la salute dei cittadini.

Per comodità ripropongo, aggiornandola, la tabella di comparazione (la massa nella tabella è quella in ordine di marcia, quella considerata nel provvedimento è la massa a pieno carico):

Berlina vs SUV Mercedes
Berlina vs SUV BMW

Ott 3
Quando la classe media veste Prada
Posted by Fiaschi in Politic on 10 3rd, 2006| icon31 Comment »

La manovra di cui si è più parlato a proposito della legge finanziaria è stata la modifica delle aliquote IRPEF. A conti fatti a rimetterci saranno tutti i contribuenti con un reddito lordo superiore ai 40000 euro più una fascia di contribuenti con un reddito compreso tra 32000 e 40000 euro ma con un lavoro autonomo, il resto dei contribuenti ci guadagnerà (chi più, chi meno).

A proposito ho letto pareri piuttosto contrastanti, se tutta la maggioranza plaude a questa svolta come un epocale tentativo di inizio di redistribuzione del reddito, l’opposizione, facendo in parte il suo lavoro, la critica definendola un “attacco alla classe media”.

Avendo un’idea dello stato dei redditi Italiani decisamente più pessimista di Berlusconi&C. mi sono incuriosito proprio su questa definizione di classe media, che secondo i critici della manovra dovrebbe essere composta dai contribuenti che nel 2007 pagheranno più tasse, e ho indagato un po’:

i dati più recenti disponibili sono quelli delle dichiarazioni dei redditi 2004, dunque per i redditi percepiti nel corso del 2003, li ho presi e ne ho dato una veloce scandagliata:

Secondo la tabella del ministero delle finanze e dell’economia sulla distribuzione dei contribuenti per classi di reddito complessivo solo il 5,01% dei contribuenti nel 2004 dichiarava un reddito superiore ai 40000 (il presente dato non comprende i lavoratori autonomi con un reddito compreso tra 32000 e 40000 euro di cui sopra si parlava).

Ho preso poi sempre dal sito del ministero delle finanze, la tabella di distribuzione del reddito/perdita d’impresa o professionale, della base imponibile Irap e del valore aggiunto imponibile Iva per classi di reddito complessivo, dalla quale emerge che in Italia nel 2003 206.659 titolari di partita IVA hanno percepito un reddito compreso tra 30000 e 40000 euro, o che almeno dichiaravano di percepire.

206.659 contribuenti sono ben lo 0.51% dei contribuenti totali.

A conti fatti i contribuenti che da questa manovra contenuta nella finanziaria ci rimetteranno saranno più o meno (ripeto che i dati presi in esame si riferivano al 2003) il 5,52% dei contribuenti totali, a guadagnarci sarà invece il 94,48%. Ora mi dicano, questi signori che si mobilitano per portare la gente in piazza, se la classe media sia formata dal 5,52% più ricca della popolazione.

Chiarito questo se qualcuno si chiede come sia possibile che solo il 5,01% dei contribuenti percepisca un reddito superiore ai 40000 euro, o che solo lo 0,67% ne percepisca più di 100000 quando di auto di grossa cilindrata, di barche, di lussuose ville se ne vedono molte di più, la risposta glie la do io: Potere dell’evasione fiscale, ma questa è un’altra storia (strafritta perdipiù).

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