Tranquilli, non state per leggere la solita indignazione di fronte alla qualità di quelli italiani, di certo superiori alla media europea, ma molto più bassi di quelli dei dirigenti di molte aziende pubbliche.
Il post nasce dalla notizia di quelli Brasiliani: i parlamentari carioca hanno approvato all’unanimità (ma guarda un po’) una legge che raddoppierà il loro stipendio, passando da una cifra introno ai nostri 5000 euro a, appunto, 10000 euro mensili (più o meno come da noi), l’assurdità vive nel fatto che in Italia uno stipendio medio si aggira intorno ai 1200 euro, un parlamentare italiano guadagna quindi, più o meno, 10 volte un italiano medio. In Brasile lo stipendio medio è quasi un decimo di quello italiano, con la legge appena approvata quindi, i Parlamentari brasiliani guadagneranno quasi 100 volte un Brasiliano medio, il che è fuori da ogni logica. Lo stesso Presidente Lula è imbarazzato davanti a questo scempio che sta causando una mezza guerra civile, ma non può far nulla davanti alla sovranità del Parlamento.
Ed è qui la falla, non è possibile che il Parlamento, per quanto rappresentante dell’elettorato possa decidere il proprio stipendio. Io proprietario della MIA impresa, posso decidere il mio stipendio, io Parlamentare non sono proprietario del Parlamento, tantomeno dello Stato.
Per l’Italia propongo di dare il controllo degli stipendi dei parlamentari, che ne so, ai sindacati. Sarebbe troppo bello vedere Mara Carfagna incatenata alla maniglia del portone di Montecitorio e l’operaio Franco Finetti che dalla casa del popolo di Civita Castellana, seduto ovviamente sopra un cesso, scuote la testa e non concede l’aumento.