…Non di quelli che odiano i fastfood, le scarpe Nike e la democrazia, non odio nemmeno i chili di troppo, l’assicurazione sanitaria e il Chianti made in California. Quello che odio profondamente degli USA è la patologica difficoltà che incontrano nell’interloquire con ciò che è “estero”.
Evitiamo la politica internazionale, le guerre e le basi militari, i problemi congeniti di una nazione si notano in fatti molto più semplici come la diatriba tra un museo di Los Angeles e il Ministero dei beni culturali italiano:
Viene scoperto che quarantasei tra reperti archeologici ed opere d’arte italiane trafugate illegalmente sono presenti in un museo americano, non è un’ipotesi, esistono documenti in merito. Il museo esclude la riconsegna della totalità delle opere, finché un quotidiano statunitense (LA Times) tira fuori un servizio in cui avanza l’ipotesi che non solo le opere siano state ovviamente trafugate dall’Italia, ma che il museo stesso le abbia acquistate, almeno in parte, sapendo la loro origine illegale.
Qui bisogna parlare un po’: se le opere d’arte fossero state trovate in casa mia mi sarebbero state sequestrate, mi sarei fatto almeno qualche mesetto di carcere e se si fosse dimostrato che le avessi acquistate sapendo la loro origine illegale, probabilmente il mio periodo di permanenza carceraria, salvo indulti, sarebbe durato qualche annetto.
Il museo californiano invece, che è guidato da persone magnanime, per scusarsi pensa di potercene riconsegnare la metà, così, tanto perché passa la Befana. E vi dirò di più, ci conviene anche accettare, non sia mai ci trovassimo un embargo.
Lo farebbero anche, tanto loro Venezia ce l’hanno a Las Vegas, Roma la guardano sull’HBO e il Brunello di Montalcino lo fanno a Orange County, sa di Tavernello e fa diventare orbi, ma mescolato con la Sprite si sposa bene con il Big Mac.
Gennaio 4th, 2007 at 11:51
si comportano cosi. perch?anno di poterlo fare, si sentono i pi?randi e quindi dobbiamo essere noi ad accettare le loro condizioni