Questo breve commento di Giavazzi sul Corriere della Sera lo butto qua perché sia letto da chi vota e sostiene la sinistra radicale che tanto si oppone alle riforme. Non è una critica, ma un consiglio.
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Questo breve commento di Giavazzi sul Corriere della Sera lo butto qua perché sia letto da chi vota e sostiene la sinistra radicale che tanto si oppone alle riforme. Non è una critica, ma un consiglio.
Gennaio 16th, 2007 at 14:06
lo inserito anche nel mio blog , perch?sprime quello che io penso adesso degli amici comunisti, in Italia come me va adesso penso non piace a nessuno e allora perch?n contrari alle riforme??
Gennaio 16th, 2007 at 15:31
Pensiero condivisibile, per?i prego, sei una persona intelligente. Non cadere anche tu nel tranello mediatico-linguistico della destra : “sinistra radicale” non ?ltro che un accostamento insensato e propagandistico per screditare la sinistra tutta. Se l’ala di sinistra pi?iformista inizia ad usare linguaggi e toni della destra ?ome darsi una martellata sui coglioni. Io non sono comunista, ne radicale, ma si dovrebbero ascoltare attentamente le parole, ad esempio, di Giordano per capire che non sono contrari n?lle riforme n?lla finanziaria. Esprimono legittimamente il loro parere. Cos?ome fa Fassino.
E’ la destra che continua a menarla co ’sta sinistra radicale ed ora iniziano a crederci tutti.
Gennaio 16th, 2007 at 17:39
In realt?i venivano solo gli aggettivi “radicale” e “massimalista” e ho scelto quello migliore, chiamarla semplicemente sinistra ?ngiusto nei miei confronti, sono anch’io la sinistra. Ad ogni modo dalle parole di Giordano comprendo sicuramente un distinguo che fa tra riforme e riforme. Giavazzi forse la mena un po’ troppo sulle liberalizzazioni sulle quali anche Rc ha dato la sua approvazione, ma non ?a sottovalutare il problema, perch?al mio punto di vista ?n problema, del dogmatismo di Giordano e Diliberto che sta frenando la riforma delle pensioni (ricordiamoci che a gennaio prossimo ci ar?o scalone) e che in difesa di un non so quale principio rifiuta ogni provvedimento che tocchi i privilegi dei dipendenti pubblici e per privilegi non intendo la sicurezza del proprio lavoro, ma la possibilit?i ricevere stipendi da dirigente non dirigendo nessuno, la possibilit?i ricevere uno stipendio non lavorando affatto o la sicurezza di non essere spostato di ufficio con il risultato di avere uffici o enti con un sovraccarico di impiegati con le palle all’aria e altri senza i soldi per poter assumere quelli necessari.