In italia c’è un deficit di laicità pratica che è unico nel mondo occidentale. Ma non lo dico per l’8 per mille, per il concordato, la fecondazione assistita e la ricerca o l’ora di catechismo nelle scuole, come si è solito fare. Parlo del clericalismo dell’informazione e dell’attenzione politica che è padre di tutto ciò.
Analizzando la società italiana si nota che siamo tra i paesi al mondo in cui si fanno meno figli, un matrimonio su due termina prima del tempo, sempre più coppie convivono senza pensare al matrimonio e quasi tutte fanno un test di convivenza prematrimoniale, c’è una grossa attenzione per l’eutanasia, etc. Insomma, di fatto, siamo un Paese per nulla assoggettato all’etica e ai dettami della Chiesa cattolica come superficialmente si potrebbe pensare, eppure gli appartenenti ad essa godono di un potere politico inimmaginabile per una gerarchia religiosa, se non negli stati arabi.
C’è un’attenzione patologica da parte della politica, dell’informazione, ma non solo, ai dettami e alle aperture dei Ruini e dei Martini. Per parlare un po’ pragmaticamente, i sindacati confederali insieme hanno un numero di iscritti che è cinque volte superiore al numero di cattolici praticanti, possono portare in piazza milioni di persone e fermare la produttività del Paese eppure, per quanto giustamente presi in considerazione come rappresentanti di intere categorie di cittadini, a nessuno verrebbe mai in mente di trasformare in un evento mediatico una dichiarazione di Angeletti o di Epifani.
Ho contatti di amicizia variegati e nelle discussioni a nessuno, di destra o di sinistra, cattolico o meno, è mai venuto in mente di argomentare una posizione della Chiesa su temi politici, ne è conferma il fatto che nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione il divorzio o la contraccezione, è la Chiesa che inizia a pensare di riformarsi su questi temi. Sui PACS, sulla fecondazione assistita sento di gran lunga più opinioni influenzate dai leaders politici che da Ruini, la storia ci insegna che sono le religioni ad adattarsi alla società, perché quest’ultima è influenzata da infiniti fattori nel mezzo dei quali la religione è sempre stata una goccia in un oceano. Eppure la politica dei perpetui, per dirla alla Scalfarotto, arranca dietro alla società fermandosi ad ascoltare, a criticare, a dibattere sulle posizioni di chi, per numeri e influenza reale potrebbe essere tranquillamente paragonato al presidente dell’ARCI o al segretario di Confcommercio.
Gennaio 23rd, 2007 at 19:19
curioso: informazione e politica stanno “a novanta” rispetto alla chiesa, ma a pigliarlo in quel posto siam sempre noi cittadini (scusa la volgarità)
Gennaio 24th, 2007 at 09:24
La religione non pu?i?sser considerata un fatto privato ma ha diritto di esprimersi nello spazio pubblico, ha il diritto di propagandare la (sua) verit?n tutti i domini dell’etica ed anche della politica laddove essa incrocia temi eticamente sensibili. Nessuno contesta questo diritto.
Piuttosto si contesta l’ingerenza nella politica, il voler condizionare non solo moralmente il dibattito sui temi dell’etica con dei veri e propri sconfinamenti di campo nei quali Ruini dimostra tutta la sua abilit?r
In questo la politica italiana ?ncora troppo poco laica.
Gennaio 24th, 2007 at 11:58
Potrebbe essere anche una magra consolazione.