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27/01 Per non dimenticare.

Deportati

Ripropongo il mio terzo post, di ormai due anni fa, perché spesso guardare indietro aiuta a prendere la strada giusta davanti.

Ricordo a tutti i passeggiatori che il 27 gennaio del 1945 finì un’epoca vergognosa per tutta l’umanità. 60 anni fa Auschwitz fu liberata; la mia generazione non deve dimenticare l’orrore delle innumerevoli famiglie distrutte, degli orfani, delle milioni di innocenti vittime che le dittature naziste e fasciste hanno causato. Vorrei che la mia generazione sia garante del fatto che follie simili non si ripetano in nessuna forma.

I nostri nonni ci hanno raccontato più o meno simpaticamente la dittatura, spero di raccontare più o meno simpaticamente ai miei nipoti come abbiamo costruito un mondo migliore, più egualitario, dove le differenze religiose, culturali, sessuali non si avvertino come minacce, ma come patrimonio dell’umanità. (27/01/2005)

3 Responses

  1. Thumper Says:

    Sono capitata qui per caso, seguendo dei link al(i) post sul TFR.
    Ti legger?on piacere.

  2. Benny Says:

    “Vorrei che la mia generazione sia garante del fatto che follie simili non si ripetano in nessuna forma”
    ci riusciremo????
    ieri sera ho visto un intervista FRANCA VALERI grande attrice dei tempi passati,che raccontava la adolescenza nascosta erch?veva un padre ebreo…?tata emozionante

  3. med?a Says:

    capitata ugualmente qui per caso (colpa di google e dei rimandi assurdi) e chiss?e riuscir? tornarci… ieri sono andata a vedere una mostra fotografica che parla di una storia ancor pi?imenticata anche se contemporanea (ma in fondo, sono cos?ante le storie dimenticate, gli scheletri [anche Nostri] negli armadi che non ci si dovrebbe pi?reoccupare quando emerge qualcosa di “nuovo”…)a questa di cui parli. ma non si tratta di ebrei, bens?el massacro dei serbi da parte dei croati nel ‘42 quando grazie all’italia prima e alla germania poi in croazia prese il potere il partito cattolico di estrema destra degli ustascia, che aveva come obbiettivo l’eliminazione dei serbi dal territorio croato. le foto erano foto di bambini di un campo di sterminio chiamato jasenovac, dove vennero sterminati da 56.000 a 97.000 persone, molte di queste erano bambini fino ai 14 anni, volontariamente eliminati in quanto “nuova generazione”…a capo del campo c’era un frate-e fra l’altro il vaticano fu complice della fuga di alcuni dei capi ustascia.
    non so perch?o cominciato a scrivere…solo che la foto che ho visto qui su mi ha fatto venire in mente quelle che ho visto ieri, questi volti che sempre sono specchio della stessa sofferenza, che siano ebrei o serbi, o zingari, o omosessuali, grandi o piccoli.
    la giornata della memoria a poco serve se gli altri giorni dell’anno tutto finisce nel dimenticatoio.

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