Ma cosa saranno queste liberalizzazioni? Chi ci guadagna? Chi ci rimette?
Con il termine “liberalizzazioni” si intendono quelle leggi emanate con lo scopo di favorire la concorrenza in determinati settori. Come è immaginabile, la concorrenza favorisce l’abbassamento dei prezzi e il miglioramento dei servizi.
Per comprendere bene il perché si fanno queste liberalizzazioni è necessario dividere i casi in due tronconi: le liberalizzazioni di ex monopoli statali e degli oligopoli privati.
Ex monopoli statali cosa?
In passato, essendo lo Stato molto più presente nell’attività economica del Paese di quanto lo sia ora, un po’ in tutta Europa, deteneva il monopolio di molti servizi ai cittadini: Per quanto riguarda l’Italia, la SIP, l’ENEL, le Poste, le Ferrovie dello Stato, etc. erano tutti enti di proprietà statale che fornivano dei servizi ai cittadini. Dalla fine degli anni ‘80, in tutta Europa si iniziò un processo di privatizzazione dei servizi; questo processo, che in Italia si concentrò soprattutto negli anni ‘90, non è stato ancora portato a termine o non è stato attuato bene, in quanto molto spesso gli ex enti statali furono ceduti a dei privati senza garantire ad altri privati di poter competere con essi, in pratica furono consegnati in mano a dei privati dei redditizi monopoli di fatto. Per fare l’esempio della telefonia, tutta la SIP fu ceduta dal governo D’Alema a Telecom Italia che tuttora è sia un operatore telefonico che compete con altri concorrenti (wind, Tele2, Tiscali, etc.), sia però il proprietario della rete telefonica italiana sulla quale si devono appoggiare anche gli altri operatori “noleggiandola” dal loro concorrente. È semplice comprendere che Telecom Italia sia avvantaggiata rispetto i suoi concorrenti, sia perché gli utenti sono costretti a pagare a lei il canone (che sarebbe il corrispettivo per la manutenzione dell’”ultimo miglio”, ossia il tratto di rete che va dalla centrale alle abitazioni), sia perché gli altri operatori devono pagare per poter utilizzare la rete.
Un processo di liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni dovrebbe favorire la concorrenza tra i vari operatori, mettendo Telecom Italia nelle stesse condizioni degli altri concorrenti, per esempio costringendo Telecom a vendere la rete ad un altro privato che non sia nel mercato delle telecomunicazioni o addirittura con un acquisto statale della rete il cui uso sarebbe poi consentito equamente a tutti gli operatori che volessero competere sul mercato italiano.
Lo stesso discorso vale per tutti gli altri servizi privatizzati come l’energia o il trasporto ferroviario.
E gli oligopoli privati?
Gli oligopoli privati sono un’eredità che la dittatura fascista prima e la Prima Repubblica poi ci hanno lasciato.
In passato si riteneva positivo un controllo Statale sui commerci e fino a diversi anni fa per intraprendere un’attività commerciale o una professione, di qualunque tipo, era necessaria una licenza dello Stato (Ministeri, Regioni o Comuni in particolare), la quale era concessa in base a delle leggi ad hoc che stabilivano il numero di esercizi o di professionisti che dovevano essere presenti su un determinato territorio. Questo accadeva per due diversi motivi: assistenzialismo statale che salvaguardava gli affari degli esercenti e soprattutto dalla scarsa dinamicità dei mercati (in fondo il mercato di cinquant’anni fa era molto più semplice di quello attuale).
Negli anni si è proceduto ad una parziale liberalizzazione degli esercizi commerciali e degli oligopoli in genere, alcune categorie però non sono state oggetto di queste liberalizzazioni e hanno conservato fino ad oggi la loro posizione vantaggiosa nel mercato. Taxi, Tabaccai, Edicole, distributori di carburante… sono tuttora regolati nel numero e nella distanza tra essi (ovviamente la distanza non vale per i taxi
) da delle concessioni Statali, è comprensibile che questo non favorisca assolutamente la concorrenza.
Concorrenza, ma chi ci guadagna?
Con la concorrenza ci guadagnano principalmente i consumatori:
Gli esercenti e i professionisti che per anni si sono cullati nell’assenza di agguerriti rivali, con la liberalizzazione della propria attività devono in qualche modo mantenere i propri clienti e per fare questo hanno due possibilità: 1- abbassare i prezzi, 2- migliorare il servizio. Due possibilità che avvantaggiano il consumatore.
Analogamente i nuovi esercenti e professionisti che potranno entrare nel mercato dovranno in qualche modo conquistarsi dei clienti fornendo migliori servizi a prezzi più bassi dei vecchi oligopolisti.
A guadagnarci non è solo il consumatore, ma anche coloro che decideranno di sfruttare le liberalizzazioni per intraprendere un’attività, guadagnando dunque un posto di lavoro.
Concorrenza? Ma chi ci rimette?
Qualcuno ci rimette. Sono i vecchi esercenti e professionisti che per anni hanno goduto di un trattamento di favore e hanno potuto mantenere, spesso in accordo con i pochi altri, prezzi alti e molti clienti.
Ma se aprono un distributore di carburante vicino al mio, io fallirò.
No non fallirai, perché se io aprissi un distributore accanto al tuo, nel caso ci fosse un mercato anche per me e riuscissi a trarne un guadagno soddisfacente significa che in quel posto c’è un mercato che da spazio soddisfacente per tutti e due, altrimenti sarei io a fallire visto che tu hai già una tua clientela e io no. A meno che io non offrissi un servizio migliore o prezzi più bassi, in quel caso, come posso farlo io, puoi farlo anche tu. Sempre tenendo conto che nel caso non ci fosse spazio per tutti e due, quello svantaggiato sono sempre io, dovrai abbassare i prezzi, migliorare il servizio e guadagnare un po’ meno a tutto vantaggio dei tuoi clienti. Vorrà dire che la prossima estate invece di andare in Marocco ti farai quindici giorni a Rimini, ma a fine mese c’arriverai tranquillo, perché se non c’arrivi tu che hai i tuoi clienti e l’esperienza, io chiudo battenti e tu potrai tornare a guadagnare decentemente.
Gennaio 27th, 2007 at 15:10
Tendenzialmente concorde su tutta l’analisi, anche se ho delle eccezioni da porti in merito all’ultimo paragrafo sui distributori.
L’analisi ?n po’ sbagliata, perch?l problema non ?anto l’apertura di piccoli/medi distributori privati vicino ad altri gi?sistenti, quanto la possibilit?he i grandi gruppi piazzino sul territorio quanti pi?istributori possono, dato che non esisterebbero pi?incoli di distanza minima.
Vien da s?he un privato distributore non possa agevolmente competere con i prezzi della grande distribuzione. Cos?ome non ?eanche vera la correlazione che hai fatto “che in quel posto c? un mercato che da spazio soddisfacente per tutti e due”. I distributori sono legati da vincoli di tassazione elevati, il resto ?uadagno. Il privato deve alzare per guadagnarci qualcosa (e sicuramente non andare in vacanza in Marocco con la facilit?he indichi tu), mentre la grande distribuzione fa strategie da impresa.
Allo stesso tempo sono vere due cose : il mercato dovrebbe autoregolamentarsi, quindi anche la grande distribuzione prima di investire in nuovi distributori valuterebbe lo stesso.
Mentre la seconda ?he “non si potr?mpedire,agli imprenditori di vendere prodotti e servizi ritenuti complementari in aggiunta a quelli oggetto della sua attivit? Il che significa apertura ad altre iniziative commerciali all’interno dei distributori, quindi maggiori prospettive di lavoro/guadagno.
Ovviamente sono assolutamente favorevole agli di liberalizzazione, anche se vanno analizzati caso per caso ed eventualmente criticati gli aspetti pi?dubbi” come questo.
Ho fatto un po’ di confusione, spero si sia capito qualcosa.
Gennaio 27th, 2007 at 16:03
Ma questa ?na storia molto simile alla lotta tra piccoli negozi alimentari o elettrodomestici e grande distribuzione, ovviamente i centri commerciali e ipermercati potranno inserire nei loro parcheggi distributori di carburante con prezzi concorrenziali per invogliare la gente ad acquistare altri prodotti, ma ?a stessa storia dei prodotti sottocosto di unieuro o delle offerte dell’ipercoop.
Non ?he si pu?ietare l’apertura di un centro commerciale per salvaguardare gli interessi dei piccoli negozi di alimentari.
La stessa cosa vale per i distributori, i benzinai avranno la possibilit?i crescere, aumentando, come tu stesso dici, i servizi ai propri clienti o aprendo altri punti di rifornimento in nuovi luoghi. Il resto lo fa il mercato, i punti di rifornimento nei centri commerciali saranno comunque nuovi posti di lavoro, magari qualche benzinaio fallir?nche o tirer?a cinghia, ma qualcun’altro inizier? lavorare in un distributore di un Auchan e qualcun’altro aumenter?nche i propri guadagni ampliando il proprio businness.
C’?a dire poi che saranno le stesse compagnie in larga parte ad abbattere i prezzi per far competere i propri distributori, ne ?n esempio Viterbo che ?a citt?’Italia in cui i carburanti al netto delle accise costano meno, li una compagnia locale ha iniziato a fornire carburante a prezzi nettamente inferiori alla concorrenza delle grandi compagnie, i vecchi distributori non sono per?alliti, si sono semplicemente adeguati e a stringere la cinghia non sono stati i gestori, ma le compagnie.
Aprile 11th, 2007 at 23:37
[...] un problema annoso, se ne parla distrattamente dall’apertura del mercato della telefonia (io ne parlavo poco meno di tre mesi fa). In pratica fu ceduta la SIP in “toto”, privatizzando di [...]
Aprile 13th, 2007 at 13:54
bell’articolo! L’analisi sulla distribuzione ?n po’ superficiale: la discussione importante ?ui rapporti tra piccola/grande distribuzione, qualit?elle merci, poteri “nuovi”, confrontando i mercati americani ed europei.
Pace,R
Marzo 8th, 2008 at 15:02
SAPETE CHE I TABACCHI SONO UNA CATEGORIA PROTETTA DALLO STATO;
PER LORO ESITONO DISTANZE PER ALMENO 200 MT. DA UN ESECIZIO A ESERCIZIO DI TABACCHI ,PERO NON VALE ALTRETANTO PER UN BAR ,MI SPIEGO UN TABACCHI PUO
DIVENTARE BAR E TABACCHI E NON VICEVERSO.CREANDO CONNCORENZA SLEALE DI FATTO .
Marzo 8th, 2008 at 15:40
Il problema dei tabacchi è più complesso dei medicinali o dei carburanti. I tabacchi oltre ad essere soggetti ad un mercato chiuso delle licenze sono soggetti anche al monopolio di Stato. Dunque, per quanto sarebbe giusto liberalizzare le licenze, questo provvedimento non avrebbe alcun effetto per il consumatore (visto che i prezzi vengono stabiliti dal monopolio e non dal tabaccaio). Il processo di liberalizzazione dei tabacchi non può prescindere quindi dalla cancellazione del Monopolio di Stato, faccenda abbastanza complessa.
Bersani ha comunque previsto questa possibilità in un’eventuale Governo del PD.
Marzo 14th, 2008 at 12:46
e vero che il consumatore dalla liberalizzazione dei tabacchi non risparmierebbe niente pero’avrebbe tutti i servizi che oggi anno in esclusiva itabaccai sotto casa?
pagamenti bollo auto,marche da bollo,francobolli,bollette telefoniche ec. ec. sa che la f.i.t (federazione italiana tabacchi)e pesente nel consorzio lotterie italiane,lottomatica s.p.a, logista distibuzione tabacchi,
ec.ec.sa’un povero bar come dovrebbe di fendersi sul piano commerciale
da i sudetti sevizi in esclusiva de tabaccai?
Aprile 11th, 2008 at 13:06
sono un giovane imprenditore o lavorato per parecchio tempo all’estero e il problema della liberarizzazione dei tabbacchi non esiste perchè e tutto libero solo in Italia esiste questo problema spero che qualcuno ne prendera atto e risolva al piu presto.
Aprile 11th, 2008 at 13:30
Sono d’accordo.
Credo comunque che la tua prolungata permanenza all’estero ti abbia fatto dimenticare l’uso della lingua italiana
Giugno 12th, 2008 at 22:05
Per me cari Fiaschi Gennaro e piccolapatria avete semplicemente paura di perdere ciò che avete o che non riusciate a prendere quello che il mercato vi potrebbe offrire.
Ognuno di voi ha paura dell’altro per la mancanza di leggi giuste e voi volete farvi giustizia con leggi ad-personam?…dite la verità ma chi volete convincere voi stesi o noi consumatori?
Il primo morto è stata la tris ed ora l’avete tutti, poi è toccato al totocalcio e con tutti sti corner gli operatori non sanno nemmeno come si sviluppa un ridotto condizionato o come si gioca una cross…volete fare altri morti?…amen
Ricordo a lor signori che tutta l’europa si basa sulla teoria dei costi comparati (per chi non lo sa la cerchi su google) e le specializzazioni sono alla base di ogni azienda che si occupi della vendita beni o servizi ma se volete vendere bolle di sapone il consumatore prima o poi se le farà da solo con il sapone.
Voi marionette del sistema sarete sempre più sfruttati: prima facevate 10 ore? ora saranno 12….guadagnate di più?…hi hi sempre uguale ma con più lavoro, i burattinai aumentano e voi non vedete sempre meno la luce.
Ma chi dovrebbe decidere quanti dovreste essere?
Solamente noi..si noi consumatori e non i vostri grassi sindacati che vivono solo grazie al vostro profitto(ve li tenete stretti perchè non vi faranno mai perdere il lotto le sigarette o il superenalotto)
Forse anche io saprei dire in base a dove abitate o dove lavorate quanti dovreste essere e ci vuole poco…è solamente statistica…voi la conoscete quella deduttiva? è semplice ed il gioco è fatto.
E invece no…lottomatica sisal snai stanley tutti i bet immaginabili e qualcuno nuovo si scervellano e vi martellano…risultato? anarchia.
Il gioco responsabile??? ma fatemi il piacere con tutto sto casino avete affamato un paese che si era già mangiato tutto…deficit al 120% annuo e ci si gioca la vita?
Giugno 12th, 2008 at 22:24
Un ultima cosa…se una ricevitoria può diventare bar e non viceversa non dovrebbe essere un opinione a giustificarla ma un ragionamento e se la ragione ce l’ha sempre il più forte allora spero che venga squalificato per doping.
L’alcool non si vende al distribbutore ..le sigarette si…ed anche di giorno…
Tutto questo stà diventando come Napoli…un casino irragionevole dove la cacca dei poveri non la vuole nessuno ma poi assurdamente si riesce a dimostrare che i ricchi non cacano…..(semplice anarchia del più forte)
Lottomatica deve essere una semplice azienda e le metrature le deciderà il mercato :i 200 metri che non tengono conto del più stupido coefficiente tipo quello della densitò demografica o quello dello sviluppo sociale..mi fanno ridere.
Il fumo è regolamentato, l’alcool che fa più morti no.
mah…buono furto a tutti.
Settembre 9th, 2008 at 21:30
Per quanto rigfuarda i tabacchai tenete conto che ‘aggio (guadagno) al lordo delle tasse e’ solo del 105 sul pacchetto.Un ricarico commerciale molto basso.
Liberalizzazione delle licenze=chiusura di meta’ delle tabaccherie (quella senza giochi)con la rovina di molte molte famiglie=sigarette nella garde distribuzione e dappertutto= stesso prezzo di vendita (un ricarico minore non e’ realistico).
Settembre 9th, 2008 at 21:31
SCUSATE OVVIAMENTE L’AGGIO E’ DEL 10% !!!!!!!!