Gen 23
Obama vs Hillary
Posted by Fiaschi in Politic on 01 23rd, 2007| icon32 Comments »

Obaba vs Hillary ClintonNegli USA il Partito Democratico dovrà scegliere tra due candidati: una donna e un nero. Mi fanno cagare ambedue, però sono la cartina tornasole di un’America che sta cambiando e me ne felicito.

P.S. Non ditemi che somiglio ad Obama perché me l’hanno già detto in tanti. Sono diversissimo e soprattutto più bello.

Gen 23
Quando i sondaggisti ci vedono lungo.
Posted by Fiaschi in Politic on 01 23rd, 2007| icon3No Comments »

Ho appena letto il sondaggio di IPR Marketing commissionato da la Repubblica sulle opinioni degli elettori di centro-sinistra sulla politica estera, in particolare sulla base Statunitense di Vicenza e sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, nulla di sconcertante nel suo complesso, ma tre cose fanno sorridere:

1- Per IPR Marketing già esiste il Partito Democratico.

2- Per IPR Marketing non esiste più la Rosa nel Pugno.

3- Il 95% degli elettori dello SDI è a favore del ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il 94% degli elettori dei Radicali Italiani è contro il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, come si dice, laici, socialisti, liberali, radicali e soprattutto uniti.

Gen 19
Altalena democratica
Posted by Fiaschi in Politic on 01 19th, 2007| icon32 Comments »

Qualcuno inizierà a credere che la mia sia follia, in questo altalenare di posizioni sul Partito Democratico. Ma la situazione è diversa, è che sono per natura un “non tifoso”, non riesco ad arroccarmi in una posizione scelta e convinta, quasi mai. Sono l’uomo wikipedia.

Credo che un grande partito riformista, che raccolga tutte le anime del riformismo italiano, sia una grandissima opportunità per la sinistra, forse l’unica opportunità. Allo stesso tempo però ho molti dubbi sul fatto che quello che va delineanosi come PD sia realmente un grande partito riformista e non una grande accozzaglia misto riformista, misto conservatrice. Come si pensa di creare il grande calderone del riformismo senza chiamare Boselli e lo SDI? E soprattutto come si fa a credere di poter creare un partito moderno, europeo e riformista chiamando all’appello chi in Parlamento dichiara apertamente con il voto la propria omofobia?

Diciamo anche che i giorni in cui apre bocca la Binetti io sono contrario al PD, quando tace, ci ragiono un po’.

Gen 19
Breaking news
Posted by Fiaschi in Politic on 01 19th, 2007| icon32 Comments »

Oggi, nessuno ha lasciato i DS.

Gen 17
Botteghino, abbiamo un problema!
Posted by Fiaschi in Politic on 01 17th, 2007| icon36 Comments »

Tramonto DS FassinoSiamo ufficialmente allo sfascio, a via Nazionale si respira l’aria dei saluti, ma dalla stessa aria non si coglie cosa sarà di noi, il IV Congresso è un aereo che sta scaldando i motori con qualche preoccupante spia accesa.

Chi come Veltroni ha a cuore le sorti dell’aereo, anche personali senza negarlo, tenta di spegnerlo prima che prendi velocità; intanto molti dei passeggeri scendono anche un po’ incazzati. Chi rimane a bordo in fondo lo fa perché il biglietto che ha pagato è salato, si è impegnato nella preparazione di un aereo che non volerà mai, lo sa, ma non se ne vuole convincere, me compreso.
C’è chi invece, come il Segretario, ormai lontano anni luce dagli umori di chi il partito lo fa ogni giorno, sminuisce il problema e intanto questo aereo senza meta e carburante sta per prendere velocità.
Volevamo fare il grande Partito Democratico e finiremo per fare la grande diaspora riformista.

Va a finire che voto Mussi.

Gen 17
Ero un autarchico.
Posted by Fiaschi in Politic on 01 17th, 2007| icon3No Comments »

Sulla vicenda dell’allargamento della base statunitense non ho molto da dire, ma innanzi tutto c’è da partire da questo post di qualche giorno fa, che metaforicamente esprime comunque come la penso in via generale della politica estera anche intima degli USA. Però diciamo che non sono contrario a priori nell’ospitare nuovi basi NATO, avrei preferito però che il Presidente del Consiglio, invece di fare l’ignavo e glissare l’argomento scaricando il barile al precedente Governo e agli enti locali avesse analizzato politicamente l’eventualità e la reale convenienza di un allargamento per i cittadini vicentini e per gli italiani in generale e che avesse reso pubblica questa analisi.

Non dimenticando che la massiccia presenza di forze militari USA sta trasformando il nostro Paese in una grande rampa di lancio americana nel Mediterraneo, aumenta il rischio di attacchi terroristici e che questo servilismo nei confronti degli Stati Uniti, “nazionalisticamente” parlando, non solo non aiuta i rapporti internazionali dell’Italia e dell’Europa, ma finirà per essere anche un’arma a doppio taglio, se non lo è divenuta già.

Gen 16

Nella precedente puntata ho spiegato in larghe linee cosa comporterà per i lavoratori dipendenti questa riforma. In questo nuovo post vorrei entrare nel dettaglio e analizzare le varie scelte che i lavoratori dipendenti potranno fare per investire al meglio la propria trattenuta del TFR.

Dividerò le scelte possibili in due categorie: i fondi pensionisti e i fondi di investimento, in quest’ultima categoria inserirò forzatamente anche il TFR in azienda perché del tutto paragonabile.

Fondi pensionistici

Possono essere personali o di categoria, gestiti da banche, assicurazioni e finanziarie o gestiti direttamente dalle organizzazioni di categoria, di imprese e di lavoratori (confederazioni e sindacati). Garantiscono un reddito pensionistico da sommare alla normale pensione di anzianità dell’INPS e sono la principale novità introdotta dalla riforma del TFR. Il funzionamento è semplice e analogo all’attuale sistema contributivo pensionistico, tu versi il tuo TFR nel fondo, in base a quanto versato negli anni riceverai una pensione integrativa.

È ovvio che essi convengano a chi prospetta di ricevere una pensione di anzianità non sufficiente, a chi avrà il tempo di versare abbastanza da poter rendere la pensione integrativa decente, in particolare dunque ai giovani, soprattutto precari (non ha un gran senso scegliere questo tipo di opzione per chi prospetta di andare in pensione entro 4 anni e magari assicurarsi una pensione integrativa di 30 euro), infine è conveniente per chi possiede già un capitale e non avrà dunque il bisogno di una liquidazione ad esempio per l’acquisto di una nuova auto o per la ristrutturazione di casa.
Fondi di investimento

Possono essere gestiti dalle banche e dalle finanziarie, dall’INPS e per le aziende sotto ai 50 dipendenti, anche dall’azienda stessa. Funzionano come il TFR precedentemente la riforma, i contributi mensili trattenuti per il Tfr vengono versati in un fondo ed investiti, maturano dunque un interesse e vanno a formare un capitale che il dipendente potrà ricevere al momento della fine del rapporto di lavoro (nel caso del fondo dell’INPS o del TFR gestito dalle aziende con meno di 50 dipendenti) o secondo contratto (nel caso di fondi proposti da banche o finanziarie). Sono la scelta adeguata per chi pensa di ricevere una pensione soddisfacente e che pensa dunque alla maturazione di un capitale, per chi è prossimo al pensionamento e che dunque non traerebbe un grosso guadagno cambiando ora il sistema di accumulamento del TFR e, nel caso di un fondo che dia la possibilità di avere disponibile in forma “cash” in qualunque momento una parte o la totalità del capitale, anche ai precari che credono di dover stare alcuni periodi senza lavoro e che quindi potrebbero usare il capitale accumulato come sostentamento temporaneo (ammortizzatore sociale).

I precari

Molti di voi si saranno accorti che ho consigliato per i precari ambedue i tipi di investimento. Il discorso precari è complesso, in quanto hanno contemporaneamente il problema di potersi trovare per un periodo senza salario e quello di ricevere una pensione piuttosto esigua raggiunta l’età per il pensionamento (i precari fino al 2006 hanno versto meno contributi dei fortunati stabili). La scelta per essi va dunque ponderata valutando le prospettive future singolarmente e il futuro del welfare italiano:

l’aumento della flessibilità nei rapporti di lavoro infatti ha portato i governi di tutta Europa ad adottare sistemi efficienti di ammortizzamento sociale, come contributi di disoccupazione per quei lavoratori precari, che nell’attesa di un nuovo contratto di lavoro, occupino il proprio tempo nella formazione specialistica, lavori socialmente utili, etc. L’Italia, ahinoi, è un po’ indietro in questo campo, ma non è detto che nei prossimi anni non segua l’esempio di Spagna, Danimarca e Germania. Questa eventualità, che darebbe maggiore sicurezza ai precari, li indirizzerebbe verso dei fondi integrativi pensionistici, ma d’altronde rimane sempre un’eventualità, conviene dunque ragionare su basi più solide e individuali.

Se ad esempio si è da diverso tempo precari, ma l’opportunità di un lavoro stabile si comincia a far vedere è bene optare per un fondo pensionistico in modo da integrare con gli anni i contributi non versati (sottoversati) negli annipassati, se al contrario si è precari al momento e nella prospettiva futura, o maggiormente se si inizia a lavorare ora precariamente potrebbe essere bene optare per un fondo che permetta la disponibilità in cash di tutto il capitale, così da accumulare un piccolo capitale utile per poter vivere qualche mese nel malaugurato caso di trovarsi senza lavoro e nel caso cambino le prospettive di poterlo tramutare in un’assicurazione pensionistica.

Fondi di categoria o privati?

La riforma permette di scegliere anche, indipendentemente dal tipo di fondo che si ritiene più adatto alle proprie prospettive, che a gestire il fondo sia un privato (banche, assicurazioni, etc) oppure che il fondo sia gestito tramite un accordo tra sindacati e associazioni delle imprese, dall’impresa stessa o dall’INPS. La differenza non è sostanziale, l’INPS, le imprese e i fondi di categoria maturano un interesse stabilito per legge, che non è alto, ma sicuro e allacciato all’inflazione, in pratica ci si guadagna poco, ma si ha la sicurezza di non rimetterci, le banche e gli altri istituti finanziari offrono una gamma di prodotti molto più vasta, in particolare offrono anche prodotti che potrebbero garantire interessi mediamente più elevati, ma in via generale, ad un maggiore potenzialità di guadagno corrisponde una maggiore possibilità di rischio.

Una volta scelto se si vorrà maturare un capitale o una pensione integrativa, scegliere chi sarà a gestire il fondo è solo una questione personale di propensione al rischio, sapendo comunque che anche nel caso si scegliesse di far gestire il proprio TFR alla propria piccola o media impresa a garantire (per eventuali fallimenti) ci sarebbe l’INPS come avvenuto fin’ora e che i grandi gruppi bancari, nei prodotti paragonabili al fondo dell’INPS e ai fondi di categoria offrono anche paragonabili garanzie.

Ringrazio qualcosadiriformista per lo spunto.

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