Gen 8
Beppe Grillo e la democrazia del sodaggio
Posted by Fiaschi in Politic on 01 8th, 2007| icon33 Comments »

Più leggo il blog di Beppe Grillo, più leggo sui giornali che risulta essere tra i blog più letti del mondo, più mi ritrovo nell’aforisma di Morettiana memoria “Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza”.

Qualche tempo fa scrivevo di una certa analogia tra il personaggio di Berlusconi e quello di Beppe Grillo, ambedue, in campi diversi, sorretti da una impressionante capacità di dire solo quello che la gente vuole sentirsi dire. Sono il marchio di una società paurosa e ignorante che cerca solo rassicurazione anestetica.

L’inquietante realtà si coglie nel suo ultimo post. Secondo Grillo le riforme impopolari non debbono essere fatte, i “dipendenti” riformatori, i “dipendenti” che osano mettere mani con lungimiranza sulla cosa pubblica andrebbero licenziati e messi alla gogna perché non seguono la volontà dei cittadini, la democrazia deve essere diretta, facciamo governare i sondaggi, pensioni più alte, niente limiti di velocità, tre fighe a cranio e meno tasse per tutti. È stupefacente il mondo di Beppe Grillo.

Gen 8
Via le rendite dalle balle
Posted by Fiaschi in Politic on 01 8th, 2007| icon3No Comments »

Queste parole sono musica per le mie orecchie.

Gen 7
Sistemi elettorali for dummies parte 2
Posted by Fiaschi in Politic on 01 7th, 2007| icon39 Comments »

Nella prima parte dell’articolo ho presentato, in larghe linee, i sistemi elettorali più importanti: maggioritario a collegio uninominale e proporzionale, ho parlato del premio di maggioranza e dei collegi regionali o locali. Ora vorrei approfondire il discorso, sempre semplicisticamente, con i modelli di sistemi elettorali utilizzati in altri paesi europei e spesso citati da politici e giornalisti.

Il primo, auspicato soprattutto dai partiti più piccoli, è il sistema elettorale tedesco. È un sistema elettorale misto, in quanto ogni elettore tedesco ha a disposizione due voti per eleggere i propri parlamentari, con il primo voto, di natura proporzionale a collegio nazionale, l’elettore tedesco sceglie, una lista, la quale riceverà un numero di seggi in Parlamento sulla base dei voti ricevuti su scala nazionale. Con il secondo voto invece, l’elettore da la propria preferenza ad un candidato del proprio collegio uninominale che verrà eletto a maggioranza semplice (in sostanza il candidato che riceve più voti all’interno del collegio uninominale va in Parlamento). Nella quota proporzionale esiste una soglia di sbarramento del 5% che esclude dal Parlamento i partiti che non supereranno il 5%, la norma può essere però aggirata dai partiti riuscendo a far eleggere nei collegi uninominali almeno tre candidati.

Il secondo sistema elettorale, auspicato invece dai partiti più grandi, è il sistema elettorale francese. Esso è di natura unicamente maggioritaria a collegio uninominale, in ogni circoscrizione può essere presentato un solo candidato per partito o coalizione, vincerà il candidato che nel proprio collegio riceverà il maggior numero di voti, superando però il 25% delle preferenze, in caso contrario la domenica successiva si effettua un secondo turno elettorale al quale potranno accedere solo i candidati che abbiano ricevuto almeno il 12,5% delle preferenze al primo turno, di questi verrà eletto il vincitore, questa volta a maggioranza semplice.

Attualmente il sistema elettorale italiano, approvato con la legge elettorale del passato Governo Berlusconi, si presenta come di natura assolutamente proporzionale ma con una differenziazione tra le due camere. La Camera dei Deputati viene eletta attraverso un proporzionale a collegio nazionale con un premio di maggioranza (i deputati vengono eletti in proporzione ai voti ricevuti dai propri partiti, la coalizione vincitrice ha però in premio 25 deputati in più). Il Senato della Repubblica viene eletto sempre con un voto proporzionale, ma con un collegio regionale, il che vuol dire che ad ogni regione vengono assegnati un certo numero di seggi, i quali verranno divisi dai vari partiti in proporzione ai voti ricevuti nella Regione in esame.

Con l’esperienza si è appurato che i sistemi elettorali di pura natura proporzionale (come quello italiano) sono fallimentari nel contenere la frammentazione dei partiti e dunque nell’assicurare una buona stabilità ai governi, si guarda dunque a due sistemi, uno puramente maggioritario e uno proporzionale ma bilanciato. È facile comprendere, come segnalavo nel precedente post, che i partiti maggiori sostengano l’eliminazione del proporzionale, quindi un sistema simile a quello francese, mentre quelli minori il mantenimento di una quota proporzionale.

Gen 5
Sistemi elettorali for dummies parte 1
Posted by Fiaschi in Politic on 01 5th, 2007| icon312 Comments »

Questo post lo dedico a mia sorella, che ho notato naviga nel buio più assoluto tra i sistemi elettorali.

La notizia del giorno, è la proposta del ministro Amato di aprire un tavolo aperto anche all’opposizione per discutere la riforma del sistema elettorale italiano. Molti di voi avranno letto che trasversalmente i partiti più piccoli preferirebbero un modello tedesco, mentre i partiti più grandi come DS, Margherita, Forza Italia e AN, sempre trasversalmente, un modello maggioritario più simile a quello francese.

Cos’è il maggioritario? E il proporzionale? Come funzionano i sistemi elettorali?

Le elezioni politiche, ossia quelle che eleggono il Governo e il Parlamento sono piuttosto complesse, in quanto devono permettere l’elezione di un Parlamento (composto da due Camere) che rispecchi il più possibile la volontà degli elettori, ma allo stesso tempo permettere la governabilità del Paese, ossia che il Parlamento rispecchi il più possibile anche la volontà del Governo, o viceversa. Attualmente, ad esempio, il Parlamento è diviso in due schieramenti molto variegati al loro interno: la maggioranza comprende partiti che vanno da quelli di tradizione cattolica e popolare come l’UDEUR e una parte della Margherita, a quelli di cultura comunista come Rifondazione Comunista e PDCI passando per partiti riformisti come Ds, Rosa nel Pugno e una buona parte della Margherita. Il Governo dovendo rispecchiare, con la propria azione, tutta la maggioranza che lo appoggia, può trovarsi spesso in difficoltà o addirittura non riuscire ad attuare delle riforme che ritiene importanti per non scontentare una parte dei suoi sostenitori.

I modelli in larghe linee sono due: maggioritario e proporzionale (che spesso in passato in Italia sono stati mescolati insieme).

Con proporzionale si intende quel sistema in cui i Parlamentari appartenenti ad un partito vengono eletti in proporzione ai voti ricevuti dal partito a cui appartengono. Un esempio di proporzionale puro è semplice: i democratici di sinistra ricevono il 43% dei voti alla Camera, la Camera dei Deputati sarà composta per il 43% da deputati dei DS e così via. Generalemente non viene mai usato il proporzionale in maniera così pura: o vengono utilizzati collegi regionali (es. alla Toscana vengono attribuiti 12 deputati, i DS in Toscana ricevendo il 50% dei voti si vedranno eletti 6 deputati per la Toscana e così per ogni regione) oppure viene utilizzato un premio di maggioranza (es. si eleggono i Parlamentari con il sistema proporzionale, ma la coalizione che riceverà il 51% dei voti non occuperà il 51% del Parlamento, ma ad esempio il 55% per evitare che si destabilizzi la maggioranza a causa di assenze dei Parlamentari o passaggi all’altra sponda).

Con maggioritario che sottintende “maggioritario a collegio uninominale” si intende quel sistema in cui i collegi, di cui parlavamo a proposito del proporzionale, si riducono ad eleggere un solo Deputato o Senatore. (es. il territorio della provincia di Livorno forma un collegio uninominale per il Senato, le varie liste presenteranno il proprio candidato al Senato nel collegio di Livorno, solo colui che riceverà il maggior numero di voti potrà sedere in Parlamento).

Viene da sé che i partiti più piccoli preferiscano il sistema proporzionale: anche ricevendo pochi voti potrebbero garantirsi, seppur pochi, dei Parlamentari. Al contrario con il maggioritario, ipotizzando che nel colleggio di Livorno vengano candidate quattro persone: una dall’Ulivo, una da AN+Forza Italia, una da Rifondazione e una dall’UDC, viene da sé che difficilmente possano vincere i candidati di Rifondazione o dell’UDC, che moltiplicato per tutti i colleggi può significare l’esclusione o comunque la contrazione nel Parlamento dei partitini, ma allo stesso tempo una maggiore stabilità per il Governo che magari potrebbe esistere anche appoggiato da un solo Partito.

Nella seconda puntata ho approfondito l’argomento analizzando i modelli stranieri che spesso vengono citati nelle notizie.

Gen 4
Calo del fabbisogno for dummies.
Posted by Fiaschi in Politic on 01 4th, 2007| icon33 Comments »

Un’importante notizia di questi giorni per i conti pubblici è stata:

“Cala il fabbisogno statale in Italia. Nel 2006 è sceso a 35,2 miliardi, in flessione del 41% rispetto ai 60,036 miliardi del 2005. Lo rende noto il Tesoro precisando che a dicembre si è registrato un avanzo di circa 21 miliardi.”

Ma cos’è il fabbisogno? Cos’è l’avanzo? e come funzionano i conti pubblici?

I conti di uno Stato, con qualche impallidimento di economisti, possono essere facilmente paragonati a quelli di una famiglia. Il padre a fine mese fa una previsione delle entrate e delle uscite del prossimo. Prevederà che la sua pensione che dovrebbe arrivare il 15 sarà di 950 euro, che lo stipendio della moglie che dovrebbe arrivare l’8 del mese sarà di 1100 euro e che il figlio precario dovrebbe incassare intorno ai 740 euro, nello stesso tempo prevede che 250 euro dovranno essere spesi per le bollette, altri 400 euro per la spesa alimentare, 170 euro per la benzina, 600 euro per pagare una parte dei debiti contratti in tempi precedenti e via discorrendo. In questo modo il padre ad inizio mese farà una legge finanziaria per il mese successivo, ossia un bilancio preventivo delle uscite e delle entrate, che può comunque dare, alla fine del mese successivo, delle buone o delle cattive sorprese.
La famiglia Stato spesso però, ogni mese (in realtà il bilancio dello stato usa come unità di tempo l’anno e non il mese) si continua ad indebitare nuovamente, quello che tenta di fare è indebitarsi meno di quanto nello stesso anno sia riuscita a pagare ai creditori, tenta così di ridurre pian piano il proprio debito (debito pubblico). Lo Stato solitamente infatti non riesce a spendere meno di quanto incassa, necessariamente, almeno lo Stato Italiano, vive sopra le proprie possibilità. La differenza tra le uscite (spese) e le entrate (gli stipendi per continuare l’esempio della famiglia, le tasse generalmente per quanto riguarda lo Stato) viene definita fabbisogno (o disavanzo) per integrare il quale dovrà indebitarsi nuovamente. Il contrario del fabbisogno, ossia la differenza tra entrate e uscite, che sta a rappresentare l’eccesso delle entrate rispetto alle spese è detto avanzo, esso sarà positivo quando lo Stato (o la famiglia) riuscirà, in un certo periodo di tempo, a spendere meno di quanto abbia incassato nello stesso periodo.

Detto questo la notizia risulta molto più comprensibile:

Nel 2006 lo Stato Italiano ha speso solo 35,2 miliardi di euro in più di quanto ne abbia incassati, molti meno rispetto ai 60,04 mld in più che aveva speso nel 2005. Nel mese di dicembre 2006 addirittura è riuscito a spendere 21miliardi in meno di quanto ne abbia incassati.

Buon Risiko a tutti.

Gen 4
Se vabbè, è arrivato il professore.
Posted by Fiaschi in Politic on 01 4th, 2007| icon31 Comment »

Qualche giorno fa ho letto Risiko, l’ultimo saggio di Giovanni Floris che vorrebbe entrare in concorrenza con Bruno Vespa. Vista la cagata che è il libro nella sua totalità è sicuramente sulla retta via per emulare il collega.

Si notano sempre i libri scritti per contratto, quasi senza argomenti, ma si nota anche, in questo caso, la profonda conoscenza del panorama politico italiano da parte degli autori. La tesi supportata dal libro è che la politica ormai sia una grande partita a Risiko, dove i politici sono i giocatori, le regole ignote ai più e, in quanto gioco, totalmente lontana dalla realtà. Insomma, secondo Floris, i politici e i media sono caduti nella trappola di trasformare la politica, cioè l’arte di amministrare la cosa pubblica, in una grande e distaccata discussione di filosofia.
Il Presidente Napolitano con il suo discorso di fine anno ha esortato i cittadini a partecipare alla politica e i politici a fare in modo che ciò avvenga.

Detto questo è evidente che esiste un problema di gap comprensivo tra gli addetti ai lavori (e appassionati) e la stragrande maggioranza dell’elettorato attivo. Così ho deciso di dedicare una parte dei miei post alla spiegazione delle notizie strettamente di natura politca e economica a chi semplicemente non ha voglia di districarsi tra disavanzi, debiti pubblici e cunei fiscali.

Gen 4
Sono un antiamericano…
Posted by Fiaschi in Altro on 01 4th, 2007| icon31 Comment »

…Non di quelli che odiano i fastfood, le scarpe Nike e la democrazia, non odio nemmeno i chili di troppo, l’assicurazione sanitaria e il Chianti made in California. Quello che odio profondamente degli USA è la patologica difficoltà che incontrano nell’interloquire con ciò che è “estero”.

Evitiamo la politica internazionale, le guerre e le basi militari, i problemi congeniti di una nazione si notano in fatti molto più semplici come la diatriba tra un museo di Los Angeles e il Ministero dei beni culturali italiano:

Viene scoperto che quarantasei tra reperti archeologici ed opere d’arte italiane trafugate illegalmente sono presenti in un museo americano, non è un’ipotesi, esistono documenti in merito. Il museo esclude la riconsegna della totalità delle opere, finché un quotidiano statunitense (LA Times) tira fuori un servizio in cui avanza l’ipotesi che non solo le opere siano state ovviamente trafugate dall’Italia, ma che il museo stesso le abbia acquistate, almeno in parte, sapendo la loro origine illegale.

Qui bisogna parlare un po’: se le opere d’arte fossero state trovate in casa mia mi sarebbero state sequestrate, mi sarei fatto almeno qualche mesetto di carcere e se si fosse dimostrato che le avessi acquistate sapendo la loro origine illegale, probabilmente il mio periodo di permanenza carceraria, salvo indulti, sarebbe durato qualche annetto.

Il museo californiano invece, che è guidato da persone magnanime, per scusarsi pensa di potercene riconsegnare la metà, così, tanto perché passa la Befana. E vi dirò di più, ci conviene anche accettare, non sia mai ci trovassimo un embargo.

Lo farebbero anche, tanto loro Venezia ce l’hanno a Las Vegas, Roma la guardano sull’HBO e il Brunello di Montalcino lo fanno a Orange County, sa di Tavernello e fa diventare orbi, ma mescolato con la Sprite si sposa bene con il Big Mac.

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