Più leggo il blog di Beppe Grillo, più leggo sui giornali che risulta essere tra i blog più letti del mondo, più mi ritrovo nell’aforisma di Morettiana memoria “Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza”.
Qualche tempo fa scrivevo di una certa analogia tra il personaggio di Berlusconi e quello di Beppe Grillo, ambedue, in campi diversi, sorretti da una impressionante capacità di dire solo quello che la gente vuole sentirsi dire. Sono il marchio di una società paurosa e ignorante che cerca solo rassicurazione anestetica.
L’inquietante realtà si coglie nel suo ultimo post. Secondo Grillo le riforme impopolari non debbono essere fatte, i “dipendenti” riformatori, i “dipendenti” che osano mettere mani con lungimiranza sulla cosa pubblica andrebbero licenziati e messi alla gogna perché non seguono la volontà dei cittadini, la democrazia deve essere diretta, facciamo governare i sondaggi, pensioni più alte, niente limiti di velocità, tre fighe a cranio e meno tasse per tutti. È stupefacente il mondo di Beppe Grillo.
…Non di quelli che odiano i fastfood, le scarpe Nike e la democrazia, non odio nemmeno i chili di troppo, l’assicurazione sanitaria e il Chianti made in California. Quello che odio profondamente degli USA è la patologica difficoltà che incontrano nell’interloquire con ciò che è “estero”.