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Partecipazione, partecipazione, partecipazione.

Più o meno ne siamo convinti tutti, la politica ha bisogno di più partecipazione, di frequenti ricambi generazionali, di contatto con i bisogni ed i pensieri degli elettori e di crescere con le migliori idee che provengono da fonti anche esterne il grande risiko dei dirigenti.
La politica dovrebbe anticipare i bisogni del Paese, invece in Italia ci ritroviamo una classe dirigente e un’idea di fondo che arranca inseguendo la modernità che spesso è ben radicata al suo esterno: ne sono un esempio lampante le coppie di fatto, diffusissime nel tessuto sociale e il cui riconoscimento, è, stando ai sondaggi, ma anche ad una semplice analisi della società, ampiamente condiviso dalla maggior parte degli elettori, di destra o di sinistra, cattolici o meno. Mentre ai piani alti si discute di ciò con una paura e una cautela che sono totalmente fuori dal mondo.

Tutto quanto ho scritto sembrerebbe condiviso anche da chi potrebbe lavorare perché la partecipazione alla vita politica sia più diffusa, il manifesto del partito democratico per fare un esempio, tratta chiaramente gli stessi temi che ho appena elencato. Eppure, nella pratica, ben poco sembra muoversi in questo senso.
Internet ci da possibilità praticamente illimitate di partecipazione, eppure tolti alcuni sporadici casi, nessuno dei nostri rappresentati attraverso un proprio blog rende conto del proprio operato e da la possibilità ai propri elettori di muovere critiche o consigli. Anche i partiti più attenti alle nuove tecnologie, come i DS, che da tempo hanno attivato addirittura una Web TV, non utilizzano affatto internet per promuovere partecipazione, non hanno un forum in cui i militanti e gli elettori possano discutere, creare nuove idee o criticare e non promuovono il proliferare dei blog tra militanti ed eletti, tantomeno cercano di coinvolgere quelli esistenti.

Non me ne voglia nessuno, ma il rinnovamento della politica passa necessariamente attraverso l’allargamento della partecipazione e l’allargamento della partecipazione passa necessariamente da internet e dai blog. C’è poco da discutere di primarie se non si capisce questo concetto e non se ne fa una bandiera.

9 Responses

  1. Thumper Says:

    CNIPA ?’accordo con te.

  2. daniela Says:

    anche io, ma non ascoltano
    (cfr., per esempio http://www.decidiamoinsieme.it/racconti-di-citta/)

  3. rigitans Says:

    la politica ha bisogno innanzitutto di persone per bene, oneste, coerenti. poi si pu?iscutere di tutto il resto, di cui sono per altro abbastanza d’accordo. i blog dei politici, pi?scolto, e forum e chat nei siti dei partiti aiuterebbero, magari con interventi dei politici di tanto in tanto. ma ?i?antascienza al momento. magari tra 10-15 anni…

  4. Fiaschi Says:

    Se seguissi la campagna per le primarie di Obama e Clinton non diresti lo stesso.

  5. luigi Says:

    Obama e Clinton negli USA
    Sarkozy e la Royal in Francia
    Prodi e Berlusconi in Italia
    basta questo per far capire quanto inguaiati siamo nel nostro paese

  6. Valter Gallo - Pennarossa Says:

    .. dobbiamo continuare a farci sentire, continuare a rompergli le scatole, fino a che capiranno che il “partito nuovo” lo sar?eramente solo se ci sar?a partecipazione, il coinvolgimento della base, ottenuto con tutti i mezzi possibili (la blogosfera in primis). Bye, V.

  7. Alex Says:

    In merito alla partecipazione politica vorrei porle alcune domande su quanto a scritto su un sito in risposta di una protesta di un agricoltore in merito a un esproprio.

    vorrei chiederle se ?l corrente
    con precisione di quanto ?vvenuto
    a Ronciglione in provincia di VT?

    mi domando come mai ?osi convinto
    che una persona si arrivi a fare lo sciopero della fame senza motivo?

    e quali sono le motivazioni che possono portare una persona a comportarsi cosi?

    non ?he la politica alle volte non si comporta propriamente bene? e non?orse per questo che si dovrebbe cercare di partecipare con cognizione di causa e cercare anche di aiutare chi …in qualche modo cerca di denunciare una situazione un po’ strana?

  8. Fiaschi Says:

    Premetto che preferisco dare del tu in un blog, ma mi adeguo.

    Non sono molto a conoscenza della situazione, ma se mi avesse lasciato il suo indirizzo email, probabilmente dopo essermi informato meglio, avrei potuto risponderle con maggiore precisione.

  9. alex Says:

    scusa ho solo 19 anni e lo faccio piu per abitudine. Allora aspetto delucidazioni e cerchero di informarmi a mia volta!
    ciao

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