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Il “democratico” manifesto del Partito Democratico e la scuola privata

Suora BoteroSulla scia di quanto già stato fatto da Qualcosadiriformista e Valentino Piglionica, colgo anch’io l’occasione per discutere un po’ del manifesto del Partito Democratico, qualche pagina di semplice lettura che dovrebbe essere alla base del nascente partito democratico.

Ciò che ha mosso diversi militanti ad utilizzare il proprio blog per discuterne è stata questa scritta che anticipava il manifesto sul sito dei DS: “Pubblichiamo la carta dei valori redatta dal comitato dei quindici saggi, che ora passerà al vaglio dei leader dell’Ulivo”. Un partito che nasce mettendo alla sua base la partecipazione ed il principio di una testa, un voto, invece di favorire una discussione tra iscritti ai partiti fondatori e simpatizzanti pensa bene di mettere al vaglio dei leaders il proprio manifesto di fondazione.

Sembra invece utile che, anche solo attraverso dei blog, se ne possa discutere tra noi, che in fondo, “forse”, saremo i cardini del Partito stesso.

Io l’ho trovato piuttosto condivisibile, solo un punto abbastanza controverso mi ha decisamente colpito negativamente:

[...]Vogliamo sostenere un sistema scolastico pubblico integrato (statale e non statale) che garantisca una elevata soglia di qualità ai percorsi formativi ed escluda i diplomifici. [...]

che vuole semplicemente nascondere il sostegno alle scuole private. Sia chiaro, non ho nulla in contrario alla loro esistenza quando non si tratti di diplomifici, ma non capisco a quale scopo, se non quello di finanziare per vie traverse la CEI, si dovrebbe “sostenere” l’istruzione privata e arbitraria. Concepisco che qualcuno voglia mandare il proprio figlio a fare il liceo dalle monachelle, non sono di certo io ad impediglierlo, ma analogamente non capisco perché dovrei essere io a pagare la retta o una parte per il loro figlio, quando esiste un sistema scolastico pubblico in senso stretto che lo accoglierebbe gratuitamente e lo crescerebbe secondo i canoni di laicità e pluralità che la nostra costituzione e giurisprudenza prevedono.

È assurdo che i contribuenti debbano accollarsi il sostegno a delle scuole gestite da privati che non effettuano di certo un servizio pubblico, visto che parallelamente alla formazione se laiche hanno come scopo il lucro e se confessionali quello di indottrinare gli studenti.

Sono estremamente convinto, come mai è successo finora, che nessuno potrebbe dare una risposta convincente a questo dubbio.

7 Responses

  1. Malthus Says:

    Beh, condivido e non posso certo essere io a dare una risposta, ?vvio che sia un contentino per i teodem e per la Chiesa.

    Ridicolo ?l fatto che mentre DS e Margherita cercano di dare contentini alla Chiesa, essa li ripaghi inviando qualche suora fuori Palazzo a pregare perch?l loro Governo cada. Cos?nvece di incazzarsi, chinano la testa

  2. benny Says:

    partiamo col piede sbagliato…
    come facciamo a chiamarlo democratico, se gi?al scelta del presidente non c’?emocrazia…si dovrebbero fare le primarie

    ed anche sulle scuola private non sn daccordo aiutiamo le ubbliche, al max diamo un contributo alla famiglia allo studente che sceglie una scuola privata, ma mai contributi diretti dallo stato all’istituto privato

  3. Fiaschi Says:

    @Malthus: detto da un economista dell’800 poi!

    @Benny: Scusami, ma per quanto si possa criticare il progetto del Pd, nel manifesto c’?critto in chiare lettere che le primarie saranno alla base dell’elezione di tutti le cariche.

    Per quanto riguarda le scuole private invece credo che il tipo di contributo previsto dal sistema pubblico integrato sia proprio quello che tu accetti, ma indirettamente sono comunque contributi agli istituti. Poi non capisco perch?ovrei finanziare la scelta di mandare tuo figlio in una scuola cattolica, quando io Stato finanzio e ti offro un’istruzione pubblica e laica.

    Comprendo il finanziamento per servizi privati dove non ci sia la possibilit?i accedere a quello pubblico (come gli asili nido), ma dove c’?n’alternativa pubblica sta a te scegliere se mandare tuo figlio comunque (e dunque accollarti anche le spese) ad una scuola privata, non puoi pretendere che tutti i contribuenti paghino la tua (insana) scelta.

  4. mikecas Says:

    Caro Fiaschi, a me risulterebbe che la Costituzione italiana “permette” l’esistenza di scuole private, ma “senza carichi allo stato”. L’interpretazione dei queste semplici parole non dovrebbe dare adito ad alcun dubbio, ma per i nostri vatekanisti evidentemente la Costituzione ?olo un optional, che si pu?on accettare….
    E questo ?olo uno dei tanti elementi che dovrebbe rendere chiaro che l’opinione espressa in commenti ad un tuo post precedente, credo da valentino, che ci sia comunanza di valutazione sociale tra DL e DS ?na grande illusione…. pu?alere per lui, ma allora si iscriva ai DL, che ?eglio….
    Ci si pu?lleare per obiettivi parziali comuni, se non si riesce a fare diversamente una maggioranza di governo, ma sostenere l’esistenza di una comunanza di valutazioni socioeconomiche ?ecisamente irrealistico…

  5. Thumper Says:

    Sono pienamente d’accordo (vedi? ;)).
    Quando mia figlia era piccola, per una serie di ragioni labili, ha frequentato una scuola privata.
    Ma a me non ?ai neanche venuto in mente di pensare che dovesse pagarla qualcuno che non fossi io, che l’avevo scelta.
    Ma condidividerei anche se non chi fosse di mezzo santa romana chiesa.

  6. Valentino Says:

    Mikecas continua nell’improbo compito di trovare elementi di divisione tra noi e i Dl ed elementi di unione con Prc. Data la difficolt?ell’opera gli auguro di non impazzire.
    Detto questo, le sue parole sono la plastica dimostrazione di quell’arroganza tipica di una certa parte del nostro partito che ?lla base della nostra incapacit?i riscuotere consensi pi?mpi. Partendo dal presupposto che loro sono i depositari dell’ortodossia del partito e dei valori della Sinistra, ritengono che i sostenitori del Pd debbano tutti iscriversi ai Dl perch?oro non sono Ds. Bene, caro Mikecas,infilatelo bene in testa: siamo la maggioranza (e anche abbastanza larga) a pensarla cos? mi pare che se il 65-70% di un gruppo la pensa in un modo mentre il 20-25% in un altro non si pu?ffermare che il 70% sbaglia e il 20% ?uello che ha capito tutto. Questo atteggiamento spiega molti dei problemi della sinistra italiana.
    Detto questo non vorrei che si facesse confusione: la Costituzione Italiana vieta oneri a carico dello Stato per le scuole private.
    I fondi destinati sono diretti alle famiglie che scelgono le scuole private.
    Il punto ?he ogni cittadino paga le tasse per far funzionare la scuola pubblica, sia che se ne serva sia che non lo faccia. Se non lo fa, ha diritto o no a riavere indietro una parte delle tasse che ha pagato, sotto forma di contributo per l’istruzione dei suoi figli? ?ormale pagare un servizio che non si usa?
    Pensate che le scuole private siano solo quelle cattoliche? Questa non ?aicit?ari miei ma integralismo laicista che ?en diverso!

  7. Fiaschi Says:

    Condivido il tuo ragionamento sul congresso, Valentino, molto meno quello sul finanziamento pubblico delle scuole private.

    Non ?he se non guido un’auto ho il diritto di avere indietro i soldi per la manutenzione stradale e viceversa se non uso mezzi pubblici quelli utilizzati per il loro rinnovamento. Il principio fiscale democratico non si basa su questo, ma sulla mutualit?ei servizi, se volessi continuare elencando aspetti secondo il tuo principio, potrei scardinare alla base la societ?Perch?agare gli asili nido se non ho figli? Biblioteche se non leggo? Uffici di collocamento se ho un lavoro? Scale mobili se amo camminare? etc…

    Per quanto riguarda la natura delle scuole private, senza fare inutili accuse o difese, ?vidente che, a maggior ragione se tolti i diplomifici, rimangono quasi esclusivamente istituti confessionali. Ma il discorso ?i?mpio e non verte sul laicismo, il problema ?he non capisco perch?ovrebbero essere incentivate le scuole private a discapito di quelle Statali, indipendentemente dalla loro natura.

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