Sarò palese, questo post era partito con l’intento provocatorio di argomentare l’abolizione delle Comunità Montane, ma in fondo sono enti che, attualmente inutili, potrebbero avere ruoli chiave nell’amministrazione delle zone di particolare valore ambientale e naturalistico.
Nascono nel ‘71 con lo scopo di risolvere i problemi relativi a zone svantaggiate dal punto di vista geografico e cercare di valorizzare le zone montuose (e insulari). All’epoca le zone collinari e montuose vivevano un forte rischio spopolamento, con un conseguente impatto sull’attività sociale delle stesse e le comunità montane nacquero con uno scopo nobile, che in fondo ha anche avuto il suo buon esito. Ora il rischio spopolamento si è spesso invertito, vista anche la fuga in massa dal caos e dai prezzi degli immobili delle città, sono in parte avvantaggiate dal punto di vista turistico ed ambientale, insomma, i problemi di allora sono svaniti.
A molti viene dunque in mente spesso di abolire questi enti detti “inutili” (non hanno più problematiche da affrontare e competenze tangibili), a dire il vero però di funzioni utili ne avrebbero se solo fossero riformate le loro competenze:
- La fruibilità di servizi tecnologici, le zone montane spesso sono luoghi in cui ancora non è possibile usufruire di internet in banda larga;
- Le riserve naturali e i parchi che attualmente amministrati dalle ferrose macchine burocratiche del Ministero dell’Ambiente e delle regioni non riescono ad essere gestiti in maniera adeguata;
- La viabilità rurale, attualmente in mano ai Comuni, che spesso dimenticano la sua esistenza;
- La difesa dell’ambiente, con un ruolo di controllo anche sull’attività dei Comuni.
Ma soprattutto necessitano di una riforma radicale nella loro struttura e nel loro numero (esistono Comunità Montane con città di 50000 abitanti, la cui montagna più vicina è a 100km).
Altrimenti evidenziamolo ulteriormente, sono enti del tutto inutili che costano come atenei.
Maggio 5th, 2007 at 14:52
Diciamo che la tua idea espressa è quantomeno coraggiosa, se la pensiamo nell’ottica elettorale che stai intraprendendo.
Chiedere l’abolizione o il “ridimensionamento” delle comunità montane, a Ronciglione, è un po’ come darsi la zappa sui piedi.
Personalmente la condivido, ma non voto a Ronciglione
Maggio 5th, 2007 at 15:07
Mi sono sempre lamentato delle posizioni poco nette dei politici e del politically correct. Se iniziassi ora a dire solo quello che conviene, farei bene ad iscrivermi a Forza Italia.
Maggio 10th, 2007 at 21:14
Ma stai scherzando?
Ti candidi a Ronciglione dove c’è la sede della Comunità Montana e la vuoi abolire?
Certo riformare magari togliendo alcune CM come quella di Massa Marittima a 3 km dal mare, ma abolirle no! Vai a fare un giro in Abruzzo e ti renderai conto che sono enti che si danno molto da fare sopratutto per quanto riguarda il turismo. Tornando a noi i cimini rappresentano un “prodotto turistico” ed un ente sovracomunale fa sempre comodo perché è nella sua stessa natura avere una visione d’insieme che i comuni spesso non hanno. I progetti su scala più ampia hanno un successo più scontato, quelli localistici dei comuni nascono spesso “monchi”.
Ti invito a riflettere e a rivedere la tua posizione.
Ciao
Maggio 10th, 2007 at 21:42
Ma io non ho mai scritto che vorrei chiudere le comunità montane (cosa comunque discussa al momento della stesura della finanziaria sia dall’attuale Governo che dal precedente), la mia era una provocazione.
Parlo invece di riformare le competenze delle CM, che in fondo è proprio quello che le comunità montane, almeno quelle serie, credono.
Maggio 12th, 2007 at 12:48
Una proposta per riordinare gli “enti inutili”
CALABRIA - In questi giorni si sta sviluppando un interessante dibattito sulla necessit?i rivedere ed eventualmente eliminare gli enti inutili, i cosiddetti “rami secchi” che, assorbono risorse e non producono niente in termini di sviluppo del territorio. Raccogliamo qui la sintesi di un proposta di riordino delle Comunit?ontane e la loro trasformazione di Enti territoriali per innovazione e sviluppo (ETIS) .
Premessa
Per ripartire la Calabria deve affrontare nuove sfide e per il futuro ci vogliono nuovi modelli, nuove forme di sviluppo e di governo degli Enti sul territorio. Questa mia idea potr?ssere valida, sicuramente, per iniziare un confronto serio sulle politiche gestionali finalizzate allo sviluppo della societ?Il mio auspicio ?he altri dirigenti politici si interroghino sulla triste situazione attuale, della struttura dello Stato, e come potr?ontinuare ad essere domani! La Regione Calabria, se ne avr?a capacit?potr?ssere la prima Regione in Italia a chiudere definitivamente un?poca negativa, costituita da enti burocratici inutili e dispendiosi, come le Comunit?ontane, Consorzi di Bonifica ecc.
Il fallimento delle Comunit?ontane ?ovuto principalmente alla loro sterile incisivit?i progettazione sul reale fabbisogno dei territori e soprattutto dagli stessi Comuni Montani che non hanno mai attuato la prima proposta di riordino, cio?prire gli enti Comunitari ad altri comuni limitrofi non montani, mentre tutti insieme si prodigavano a svuotare le casse dello Stato con associazioni, progetti, piani e patti territoriali, suscitando l?marginazione dell?nte e tenendolo presente solo per questioni di convenienza e di incarichi, non accorgendosi che le loro comunit?ontane diventavano il solito ?arrozzone politico? vuoto sia di contenuti che di programmi e senza quattrini.
Idem per i Consorzi di Bonifica, Afor ecc. dove i costi di gestione ed i continui commissariamenti ne hanno fatto centri di potere ingovernabili e costose centrali di clientele, con i loro bilanci in passivo da decenni.
Questa nuova proposta consiste nella realizzazione degli Enti Territoriali Innovativi e di Sviluppo. L?stituzione dovr?ssere studiata, approfondita e perfezionata in modo serio, cominciando da queste poche righe.
Il progetto, a grandi linee, potr?igliorare e risanare lo Stato, le Regioni ed i Comuni dai tanti sprechi, controllare e monitorare i finanziamenti Regionali, Ministeriali e/o Europei e soprattutto la gestione con un’unica struttura territoriale. Per l?stituzione degli Enti territoriali per l?nnovazione e Sviluppo (ETIS) serve l?brogazione delle attuali Comunit?ontane e Consorzi di bonifica, con una nuova legge Regionale ad hoc sul riordino degli Enti Locali.
La costituzione del nuovo ente (ETIS) dovrebbe avvenire tra le autonomie locali, collocati in zone omogenee sia montane che marine, (es. A.T.O.) .
Il nuovo Ente ?olto ad individuare obiettivi di sviluppo comuni, da realizzare attuando programmi di intervento produttivi ed infrastrutturali tra loro integrati, nonch?arantire supporto amministrativo e assistenza tecnica nei progetti di matrice regionale, ministeriale e/o europea, per rendere pi?fficiente e snella l’azione della politica dello sviluppo del territorio.
Per riordino delle Comunit?ontane si intende in pratica la loro soppressione, perch?l loro attuale funzionamento ?nconsistente ed improduttivo. L?brogazione ovviamente sar?olo burocratica, tuttavia sar?mportante l?tilizzazione delle strutture, delle risorse umane presenti in Pianta organica per cominciare a dare inizio all?stituzione dell?nte Territoriale per Innovazione e Sviluppo.
Il Nuovo Ente (ETIS) dovr?vvalersi ed inglobare tutte forme di unione delle realt?erritoriali, come: PIT, Unioni dei Comuni, PIS, Patti Territoriali, Contratti di Programma ecc. Servir?er coordinare e veicolare i progetti ed i finanziamenti in tutto il territorio. In pratica dovr?ssere il motore di ricerca scientifica, attuando centri studi specifici per settori, valorizzando risorse umane e territoriali (poco impiegate).
La nuova struttura e l?rganizzazione dell?nte avr?n unico consiglio d?mministrazione (formato da rapp. n?1 o 2 per Comune) ed un solo ufficio di Presidenza. Annullando cos?e numerose Presidenze ed i nutriti Consigli d?mministrazione di ?acciata? che sono il vero spreco delle risorse in emolumenti dei molti rappresentanti, oltre a ci?i potr?revedere un solo ETIS ogni due Comunit?ontane con territorio omogeneo (es. Costa Tirrenica Cosentina ?Com. Montane di Verbicaro e Paola un solo ETIS).
Gli indirizzi, i programmi ed i controlli previsti dalla legge saranno a carico della Regione. Sussister?inoltre, pieno sostegno economico tramite finanziamenti di progetti mirati da parte degli enti superiori come la Provincia la Regione e lo Stato e cooperazione con altri Enti come l?RPACal, ecc.
L?nte sar?oordinato per settori da rappresentanti del Consiglio d?mministrazione (formazione della Giunta) pi?l Presidente ma la loro amministrazione sar?ondotta prettamente dai funzionari (impiegati pubblici gi?resenti in organico nelle C.M.).
Ipotesi di massima per la gestione, supponendo quattro Settori:
MANAGEMENT SERVIZI - societ?iste (es. costituzione di societ?iste per la gestione dei servizi ?Trasporti, Comunicazioni, Rifiuti ecc.)
TURISMO ?MARKETING del Territorio ( Progetti di sviluppo ?romozione ecc.)
LAVORO & INNOVAZIONE ?(Corsi di formazione ?Agevolazioni imprese locali ecc.)
AMBIENTE - PROTEZIONE CIVILE (Rifiuti ?Progetti di disinquinamento e di risanamento idrogeologico ?Emergenze , coordinamento di progetti mirati verso lo sviluppo sostenibile come Agenda 21 locale,).
Quest?ltimo settore Ambiente - Protezione Civile potr?urare ed anche coordinare altre risorse mal gestite come l?for ed i Consorzi di Bonifica, se abrogati ed inclusi nell?TIS.
Oppure gli attuali Consorzi di Bonifica potranno essere Ristrutturati in Osservatori ambientali, con il controllo da parte degli Assessorati Regionali all?mbiente, inserititi nella struttura dell?RPACal, diventando cos?rganismi operativi per le bonifiche, utilizzando e ricollocando risorse umane disponibili come gli attuali impiegati forestali per monitoraggi e per la prevenzione dei rischi ambientali, squadre antincendio, ecc.
Conclusioni
Sono sicuro che questa ?oluzione?potr?ambiare in meglio il corso degli avvenimenti, il nuovo ente sovracomunale, di certo, stravolger?uesto logoro sistema degli enti locali. La struttura organizzativa dell?TIS dovr?ssere pianificata al fine di garantire efficienza , risparmio gestionale e massima equit?n base alle esigenze di ogni singolo comune, tenendo conto del suo territorio e della popolazione.
Al Presidente Agazio Loiero invio questa proposta affinch?ossa percorrere sentieri di progresso sostenibili che mirano al risparmio ed all?fficienza dello Stato, ma soprattutto per dare alla Calabria quel ruolo di Regione capofila di novit?oncrete.
Palmiro Manco - Dirigente Federazione dei Verdi