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Chiacchiere per i giovani?

È diventato ormai quasi di moda da parte di aspiranti amministratori parlare di politiche giovanili. Ma di quali interventi in una cittadina come Ronciglione potrebbero veramente avvantaggiare i giovani, generalmente si evita di parlare.
Il discorso è spesso molto più complesso di come si vorrebbe rappresentare: coloro che si generalizzano come una massa di cloni, con stesse attitudini, stessi bisogni, stesse idee, sono invece una realtà molto eterogenea. I giovani hanno bisogno di un ambiente vitale, ma anche di formazione, così come di lavoro, ma anche la possibilità di entrare nel mercato con un’impresa.
Ronciglione, ormai uscito dalla situazione catastrofica in cui si trovava anni fa, è giunto nella situazione di poter pensare oltre e di potersi dedicare con energia anche alle politiche per il futuro . Il compito della prossima amministrazione sarà quello di progettare un ambiente attraente ed interessante per chi presto sarà il motore dell’economia e della cultura di Ronciglione.
Per fare ciò è necessario studiare ciò che è stato fatto in realtà simili alla nostra, intercettare ogni possibilità che ci si presenta, a partire dall’Università della Tuscia che, seguendo le Università più affermate come Siena e Perugia, ha adottato politiche di decentramento dandoci la possibilità di creare un polo didattico con un centro ricerche decentrato, così come già accaduto per Tarquinia, che vede nei grandi contenitori esistenti e non sfruttati di Ronciglione (Monache ed ex Cartiere in primis) il sito ideale.
Un centro di questo tipo sarà poi inserito in un’ottica di sviluppo formativo più ampia, che vede nella realizzazione del nuovo edificio per il liceo scientifico, già finanziato per un milione e mezzo di euro, l’occasione per legare le due realtà e ampliare l’offerta formativa anche superiore.
Un po’ come è accaduto per Viterbo, anche in piccolo per Ronciglione, un centro universitario decentrato non avrebbe certo solo una valenza formativa, ma anche e soprattutto una valenza sociale, che riverserebbe sul nostro territorio un consistente numero di giovani, anche in funzione dell’ampliamento che l’Università della Tuscia potrebbe avere con l’apertura dell’aeroporto di Viterbo ai voli low-cost.
È indubbio comunque che non tutti i giovani di Ronciglione chiedono centri di alta formazione o un ambiente sociale e culturale più fervente. Il mercato del lavoro è sicuramente il problema più sentito e parallelamente anche il più difficile da affrontare.
Qui un ruolo fondamentale lo dovrà giocare la nostra capacità di creare un terreno fertile per le imprese, sia in delocalizzazione dal territorio di Roma (in fuga dai costi degli immobili), sia nascenti sul nostro territorio (e penso immediatamente alla lavorazione in loco dei prodotti agricoli).
È per questo che abbiamo l’intenzione di investire in una piccola zona industriale e in un centro espositivo previsti dal Piano Regolatore, nonché in un incubatore di impresa (come già fatto a Bracciano e Civitavecchia) in grado di fornire assistenza di alto livello ai giovani e ai meno giovani che decidano di investire il proprio futuro nell’impresa e nel lavoro autonomo.
Siamo consapevoli dell’ambiziosità del nostro progetto per il futuro, ma siamo anche convinti che Ronciglione e i suoi abitanti, presenti e futuri, mai come ora, hanno bisogno di progetti ambiziosi e persone con la capacità e la voglia di renderli realtà.

10 Responses

  1. mario Says:

    scusa ma ?ero che la zona industriale ?norme?

  2. mario Says:

    a dimenticavo .. scusa se ti intaso il forum con unaltro messaggio ma mi spieghi cosa ?uccesso al barco?

  3. Fiaschi Says:

    La zona industriale per ora non esiste, o meglio, nel PRG appena approvato dall’attuale consiglio comunale ?tata pianificata una zona industriale per circa 37 ettari, probabilmente abbastanza da abbondare per il fabbisogno di Ronciglione, ci?on significa che venga creata una zona industriale di 37 ettari, significa che gli imprenditori che volessero investire sul territorio di Ronciglione avrebbero a disposizione 37 ettari. Nessuno pu?apere cosa potr?ccadere all’economia nostrana per i prossimi 10 anni, meglio abbondare che non permettere ad eventuali imprenditori di poter dare lavoro e ricchezza a Ronciglione.

    Il “Barco” era un terreno di propriet?el Comune, dato in concessione ad una cooperativa di lavoratori che, dietro ad un esiguo compenso, lavoravano il terreno. L’amministrazione comunale ha deciso di vendere il terreno, praticamente infruttuoso per la comunit?alla cooperativa stessa che a sua volta l’ha ripartito tra i soci. Con il compenso della vendita dei terreni ?tato finanziato uno stralcio della casa albergo per anziani e non solo…

  4. mario Says:

    credo che sia importante fare chiarezza per dare un voto in coscienza permettimi altre domande per favore.

    io ho vissuto diversi anni in veneto e li ora come ora il problema ? come recuperare ettari e ettari di zone industriali non utilizzate?
    ,citt?he ormai non hanno ne inizio ne fine ma si estendono in modo continuo nelle campagne.
    abbondare potrebbe ?ere veramente la scelta sbagliata!
    forse bisognerebbe fare piu attenzione a certe scelte,se apriranno solo un paio di fabbriche, si roviner?na bella zona senza motivo,
    non c’?na zona piu adatta? i proprietari delle zone in questione? cosa ne pensano? ci sono comuni vicini con delle zone cosi grandi?

    sul barco le voci che girano sono che sia gravato da usi civici
    quindi non ? nelle disponibilit?el comune per la vendita,
    ?ero che di recente sono uscite due delibere che incaricano un avvocato di difendere il comune e ora un perito per stabilire se vi fossero usi civici? quanto costa tutto questo al comune?
    per quanto ?tato venduto ? quanti ettari sono? cosa c’? sul terreno quando ?stato ceduto.

    grazie ancora per l’opera di informazione

    ciao mario

  5. Fiaschi Says:

    Permettimi di ricordarti che non ho fatto parte dell’attuale Consiglio comunale, tantomeno della giunta Bianchini o di quelle passate. Dunque ogni mia opinione ovviamente vale quanto la tua e sinceramente rimango un po’ perplesso del fatto che queste domande vengano rivolte a me.

    Per quanto posso cercher?i esprimere le mie opinioni:
    - Sulla vicenda del Barco non posso esprimermi oltre, perch?utte le informazioni che ho provengono da dicerie. Dunque finirei per difendere o attaccare persone senza la minima cognizione di causa.

    - Per quanto invece riguarda la zona industriale, anche da semplice cittadino posso esprimerti quello che penso. Il Veneto vive esattamente la situazione opposta della nostra provincia. Cos?ome le grandi industrie del nord-est tendono a delocalizzare la produzione nell’Europa dell’est o in Asia in cerca di costi di produzione sensibilmente inferiori, anche molte piccole e medie imprese della Capitale da qualche anno hanno iniziato una “piccola delocalizzazione” verso la provincia di Roma e ora verso il resto della Regione in cerca di immobili a prezzi inferiori. Tanto che di Comuni vicini con zone industriali anche pi?randi di quella pianificata a Ronciglione ce ne sono, Campagnano e Nepi in primis (la prima delle quali ormai satura).
    Per quanto riguarda il discorso ambientale e sociale sinceramente non vedo zone migliori per un intervento simile, sicuramente ?na bellissima zona come un po’ tutta la nostra provincia, ma non ha nemmeno un valore tale da poter far alzare la mano agli ambientalisti. Poi cerchiamo di essere sinceri con noi stessi, si tratta di una zona industriale a bassa densit?dovranno finirci industrie di lavorazione di prodotti agricoli o delle imprese dei servizi, non Porto Marghera.
    Sul discorso dei proprietari del terreno non ho capito come si ?onclusa la questione, mi sono riavvicinato alle vicende amministrative di Ronciglione proprio dalla storia delle sorelle Ginnasi che di rinculo mi ?rrivata fino in Toscana e conosco anche i proprietari.
    Capisco benissimo chi si vede trasformare la propria terra che da anni lavora con amore, ma c’?na regola che in democrazia non pu?ssere tralasciata. L’interesse della comunit? avanti all’interesse del singolo, non si pu?ensare di negare a Ronciglione una zona industriale per l’amore di due sorelle verso la propria terra, che comunque capisco fino in fondo.
    Detto questo bisogna ricordare che l’attivit?conomica delle sorelle Ginnasi non ?erto in pericolo visto che ormai gli espropri si pagano a prezzo di mercato. Le capisco quando ne fanno un fatto affettivo, sorrido quando ne fanno uno economico.

  6. mario Says:

    stavolta la tua risposta mi lascia del tutto insoddisfatto scusami tanto ma ..
    se dovessi scendere in politica mi sentirei in obbligo di conoscere le politiche intraprese negli ultimi anni.
    Sopratutto se dovessi difendere certe scelte.
    quindi spero che sul barco andrai a fondo magari chiedendo a capaldi.

    ti stai preparando ad entrare in politica se come dici vuoi farlo con il cuore con passione informati ,tutte queste questioni, se devo ?ere sincero sono po’ inquietanti o comunque poco chiare.

    x quanto riguarda la zona industriale rimango molto perplesso
    Campagnano ?iu vicino a Roma che a Ronci e non ?n provincia di viterbo quindi non fa parte della nostra realt?

    Nepi ?n comune piu grande di Roncigilone ricade nel polo industriale di Civita Castellana e ha delle attivit?strattive quindi un territorio diverso dai comuni cimini.

    e comunque non avrebbe una zona industriale come quella che ci stiamo preparando a fare a ronciglione

    tra artigianale 30 ettari fieristica 17 industriale 37 e ci sono anche altri ettari zona industriale insalubra e le cartiere …non credo che gli ambientalisti siano cosi contenti anzi avevo letto un articolo di legambiente che condannava un utilizzo di suolo cosi massiccio.
    infatti capranica sutri carbognano caprarola non hanno delle zone cosi estese.

    per quanto riguarda i proprietari io non conosco nessuno delle zone interessate, ma se tu ne conosci ti prego di chiedere a loro quale sia la realt? quali siano i trascorsi non so se ?ero ma alcuni di loro hanno subito diversi espropri senza ricevere nulla e onestamente non mi sembra giusto.
    la FRASE
    “L?nteresse della comunit? avanti all?nteresse del singolo” ?na mi fa un po’ paura! spesso ?tata usata per difendere cause sbagliate a vantaggio di pochi
    e oggi ormai nei paesi civili ?vidente come alcuni diritti di base per l’individuo vengano prima di tutto

    ti ringrazio delle risposte che mi hai fornito, scusami se ti faccio perder tempo per approfondire questi temi, ma penso sia fondamentale per chi vuole intraprendere con “passione” il difficile ruolo dell amministratore.

    ciao grazie di nuovo

  7. Lettrice80 Says:

    Un informazione ma sono gi?ominciati i lavori per il museo???? O le cartiere stanno crollando cosa succede

  8. Fiaschi Says:

    Mario: Ti rigiro l’auspicio di informarti meglio. Sinceramente dubito che possano essere fatti degli espropri senza un compenso. Tra l’altro la costituzione italiana, nel suo articolo 42 precisa che il proprietario di beni espropriati deve ricevere un compenso pari alla perdita. La corte costituzionale ha stabilito inoltre che esso deve essere non inferiore al valore di mercato e pari alla media del valore precedente e quello successivo la modifica del PRG che ha portato all’esproprio.
    Dunque, chiunque si ritrovasse un terreno agricolo inserito come edificabile di qualunque natura e poi espropriato non farebbe altro che guadagnare dall’espropriazione.

    Nepi e Campagnano hanno zone industriali molto pi?iccole?
    Campagnano ha 48 ettari saturi e ha programmato altri 25 ettari, su Nepi non so dirti, ma credo che la dimensione sia pi? meno paragonabile. Inoltre non ha alcun senso inserire Nepi nel polo di Civita Castellana, visto che di ceramiche a Settevene c’?oco e niente.

    Sulla tua ultima affermazione sono d’accordo, tanto che la Commissione europea ha bocciato la legislazione italiana in maniera di espropri risalente all’800. Fortunatamente con il DPR unico del 2002 abbiamo recepito l’antifona, ma ora c’?oco da dire.

    Poi se sei contrario alla zona industriale ?n conto, ma non cominciamo a discutere sul chi la spara pi?rossa, perch?oi finisci per affermare che le strade dovrebbero passare sotto terra e le industrie volare come startrek.

  9. Fiaschi Says:

    Lettrice80: Sono le ferriere, non le cartiere e stanno crollando.

  10. mario Says:

    caro fiaschi , ma questa ?a tua posizione o della lista?

    comunque Se il progetto ?trasformare Ronciglione in Campagno di sicuro non c’?olto da discutere,almeno con me, ?hiaro che sono contrario, se invece si vuol parlare di sviluppo sostenibile la questione cambia .
    paragonarsi a paesi che sono a 20 km da roma, sulla Cassia Bis ,con un autodromo , non mi sembra obbiettivo.
    Nepi fa parte dei comuni del viterbese ambito 4 ovvero quelli del distretto industriale Viterbese… Civita Fabbrica Gallese..ecc.ecc
    mentre Ronciglione appartiene all’ ambito 2 “area Cimina e lago di vico” Sutri Capranica Vetralla Caprarola..ecc…ecc
    per questo ci vorrebbe un altro tipo di tutela e di idee
    la zona ?iccola? Non mi sembra e dire che servir?er la trasformazione dei prodotti agricoli mi sembra poco credibile ,in una zona cosi vasta sono tantissime le aziende che potrebbero insediarsi altro che bassa intensit?r
    I prodotti agricoli si possono trasformare anche nelle aziende agricole e se ti fai i conti per bene tra tutte le zone produttive Artigianale ,industriale, fieristica …gli ettari sono veramente tanti.
    sugli espropri non ho informazioni dirette ma sembra che queste persone siano state espropriate senza avere nulla in cambio non stento a crederlo e ?er questo che la comunit?uropea ha condannato l’Italia nel recente passato , proprio perch?i sono amministratori senza scrupoli che si sono approfittati di leggi poco chiare per danneggiare dei cittadini con la scusa dell’ interesse pubblico.
    Se cosi fosse considero ingiusto e immorale andare nuovamente a colpire le stesse persone quando si potrebbero trovare soluzioni diverse.

    comunque …. visto che mi dici che gli espropri si fanno al prezzo di mercato mi sono andato a leggere per curiosit?l dpr 8 giugno 2001 n 327 e all ‘articolo che parla dell’ esproprio di aree edificabili
    indica l’ indennit?ella misura del valore venale(valore di mercato ) + 10 volte il reddito dominicale il tutto diviso per due ?hiaro che il valore dominicale sono pochi spicci e quel diviso due …piu le tasse rendono l’indennit?n valore intorno al 40% del valore di mercato bene.
    spesso argomenti in modo confuso e pretestuoso con il chiaro intento di difendere la tua parte politica, e lo posso accettare ?el gioco della politica….,quello che non condivido ?l modo poco rispettoso con cui hai concluso la risposta.

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