Mag 16
L’impegno e la passione
Posted by Fiaschi in Altro on 05 16th, 2007| icon35 Comments »

Amo le storie di chi, da figlio di nessuno, riesce a farsi strada nelle proprie passioni.

Uno di questi è Andrea Rivera che ho conosciuto anni fa a Siena quando ancora non cavalcava i grandi palchi delle piazze.

Faceva il macchinista nei teatri, puntava le luci ed era bravo. Intanto, dopo aver trascorso le sue otto ore illuminando i grandi attori, si esibiva a Trastevere per strada con il cappello in terra e lo faceva con una passione e una capacità di coinvolgere unica.

Intorno a lui di sera in sera si sono radunate decine di persone, poi centinaia, infine anche per lui sono arrivati i palchi di provincia, la menzione della giuria al “Premio Gaber”.

Da allora è stata un’ascesa, Raitre, Sky, i teatri, i grandi palchi, i titoli di giornale.

Ora ha appena girato un video per Riccardo Sinigallia (ex Tiromancino), al fianco del grande Gigi Proietti.

Ora recita con chi illuminava.

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Mag 15
Chiu pilo pe tutti!
Posted by Fiaschi in Altro on 05 15th, 2007| icon38 Comments »

La campagna elettorale della mia piccola realtà locale è qualcosa che sarebbe da analizzare antropologicamente.

E’ arrivato il momento delle promesse elettorali in extremis, tanto care al centrodestra. Così ora tutti i disoccupati pensano di avere un posto di lavoro in mano, almeno qualche centinaio di famiglie la casa popolare, chi pesca ha la pesca anticipata, chi gioca a calcio il nuovo stadio, chi cammina nuovi marciapiedi, chi va in bicicletta la pista ciclabile, chi usa solo la macchina più parcheggi, gli anziani il loculo cimiteriale gratis, fino ad arrivare ai più comici ed assurdi aumenti di stipendi e pensioni.

Ma quello che più fa sorridere è un senso unico. Praticamente l’attuale amministrazione ha riformato la viabilità mettendo a senso unico 400 metri della strada principale del paese. Per carità, sulla bontà di questo intervento si potrebbe discutere, ma leggere al primo punto dei programmi delle due liste di opposizione e udire interi comizi e filippiche sul ripristino del doppio senso (praticamente la rimozione di due cartelli) è qualcosa talmente delirante che spero accada solo qua.

“Cari amici elettori, espressamente, puramente e sostanzialmente, Cazzu io!”

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Mag 12
A Giorgiana
Posted by Fiaschi in Laicità on 05 12th, 2007| icon32 Comments »

Mentre tutti scrivono di Family Day, vorrei utilizzare questo giorno per ricordare una persona.

Giorgiana Masi era una ragazza come tante, diciannove anni, studentessa, radicale. Il 12 maggio 1977 fu uccisa da un proiettile sparato chissà da chi mentre manifestava, mentre celebrava il terzo anniversario del referendum sul divorzio.

Morta per difendere un diritto, di tutti, anche di Casini.

Mag 11
Chiacchiere per i giovani?
Posted by Fiaschi in Altro on 05 11th, 2007| icon310 Comments »

È diventato ormai quasi di moda da parte di aspiranti amministratori parlare di politiche giovanili. Ma di quali interventi in una cittadina come Ronciglione potrebbero veramente avvantaggiare i giovani, generalmente si evita di parlare.
Il discorso è spesso molto più complesso di come si vorrebbe rappresentare: coloro che si generalizzano come una massa di cloni, con stesse attitudini, stessi bisogni, stesse idee, sono invece una realtà molto eterogenea. I giovani hanno bisogno di un ambiente vitale, ma anche di formazione, così come di lavoro, ma anche la possibilità di entrare nel mercato con un’impresa.
Ronciglione, ormai uscito dalla situazione catastrofica in cui si trovava anni fa, è giunto nella situazione di poter pensare oltre e di potersi dedicare con energia anche alle politiche per il futuro . Il compito della prossima amministrazione sarà quello di progettare un ambiente attraente ed interessante per chi presto sarà il motore dell’economia e della cultura di Ronciglione.
Per fare ciò è necessario studiare ciò che è stato fatto in realtà simili alla nostra, intercettare ogni possibilità che ci si presenta, a partire dall’Università della Tuscia che, seguendo le Università più affermate come Siena e Perugia, ha adottato politiche di decentramento dandoci la possibilità di creare un polo didattico con un centro ricerche decentrato, così come già accaduto per Tarquinia, che vede nei grandi contenitori esistenti e non sfruttati di Ronciglione (Monache ed ex Cartiere in primis) il sito ideale.
Un centro di questo tipo sarà poi inserito in un’ottica di sviluppo formativo più ampia, che vede nella realizzazione del nuovo edificio per il liceo scientifico, già finanziato per un milione e mezzo di euro, l’occasione per legare le due realtà e ampliare l’offerta formativa anche superiore.
Un po’ come è accaduto per Viterbo, anche in piccolo per Ronciglione, un centro universitario decentrato non avrebbe certo solo una valenza formativa, ma anche e soprattutto una valenza sociale, che riverserebbe sul nostro territorio un consistente numero di giovani, anche in funzione dell’ampliamento che l’Università della Tuscia potrebbe avere con l’apertura dell’aeroporto di Viterbo ai voli low-cost.
È indubbio comunque che non tutti i giovani di Ronciglione chiedono centri di alta formazione o un ambiente sociale e culturale più fervente. Il mercato del lavoro è sicuramente il problema più sentito e parallelamente anche il più difficile da affrontare.
Qui un ruolo fondamentale lo dovrà giocare la nostra capacità di creare un terreno fertile per le imprese, sia in delocalizzazione dal territorio di Roma (in fuga dai costi degli immobili), sia nascenti sul nostro territorio (e penso immediatamente alla lavorazione in loco dei prodotti agricoli).
È per questo che abbiamo l’intenzione di investire in una piccola zona industriale e in un centro espositivo previsti dal Piano Regolatore, nonché in un incubatore di impresa (come già fatto a Bracciano e Civitavecchia) in grado di fornire assistenza di alto livello ai giovani e ai meno giovani che decidano di investire il proprio futuro nell’impresa e nel lavoro autonomo.
Siamo consapevoli dell’ambiziosità del nostro progetto per il futuro, ma siamo anche convinti che Ronciglione e i suoi abitanti, presenti e futuri, mai come ora, hanno bisogno di progetti ambiziosi e persone con la capacità e la voglia di renderli realtà.

Mag 9
Its potential, my passion.
Posted by Fiaschi in Altro on 05 9th, 2007| icon316 Comments »

Questa candidatura mi emoziona, non ho mai girato per la mia cittadina con la passione che ho ora. Quando vedo un uomo che lavora il legno, saluto una donna in un negozio, incrocio due ragazzini che passeggiano, sento che il loro avvenire, in parte, potrà essere anche una mia responsabilità. Così girando immagino il nostro programma esaudito, così come le loro aspirazioni. Mi immagino la rotatoria là in quell’incrocio con poca visibilità, il museo in quel rudere fatiscente, il centro storico pieno di vita, di botteghe di artigiani e di giovani con un lavoro.

Vedo un centro per la lavorazione dei prodotti agricoli con il figlio della donna del negozio al lavoro, vedo l’erba dove ora ci sono solo rovi, il falegname alla ricerca di funghi dove ora c’è una zona militare.

Non c’è niente di più bello nel presente che vederci il futuro, con tutta la mia passione dentro.

Mag 7
L’ICI e la riforma catastale
Posted by Fiaschi in Economia e finanza on 05 7th, 2007| icon35 Comments »

Visto che sono candidato alle prossime elezioni amministrative, vedrò di trattare un’altra annosa questione che riguarda direttamente i Comuni:

l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili), come lo stesso acronimo suggerisce è un’imposta sul valore catastale di case, uffici e immobili in generale; è spesso criticata aspramente per quanto riguarda la prima casa - in effetti senza andare troppo a fondo alla questione, l’idea che venga tassato il proprio e magari unico tetto lascia un po’ perplessi (in fondo però non è che cibo e acqua non siano tassati) -.

Meno lampante è che l’idea di abbattere l’ICI, anche solo sulla prima casa, svantaggi proprio i più economicamente deboli: ossia coloro che la prima casa non la hanno affatto e sono costretti a vivere in un immobile in affitto (i minori introiti dei comuni avrebbero un effetto positivo nelle tasche dei possessori di una casa, ma un effetto disastroso per i servizi necessari anche e soprattutto per chi una casa non la possiede, come scuole, asili nido, trasporto pubblico, etc.)

È altrettanto vero però che non tutti i possessori di una casa possono essere considerati degli avvantaggiati (una famiglia di 6 persone con un reddito medio per ragioni di spazio probabilmente possederà una casa più grande di un single con un reddito alto, la tassazione si rende così evidentemente iniqua), si inizia dunque a parlare di un rimodellamento dell’ICI a favore dei più deboli.

E qui nasce il punto centrale, in genere poco evidenziato: secondo il catasto, che calcola i valori degli immobili, i più deboli sarebbero proprio i più ricchi! Sembra assurdo, ma ciò è dovuto al fatto che il catasto non aggiorna le proprie tabelle in base al mercato e zone un tempo popolari (ma ormai di lusso) vengono ancora catalogate e dunque tassate come di basso valore. La zona che va da Campo de’ Fiori a piazza Navona a Roma, tutto il centro di Siena, Santo Spirito a Firenze, diverse zone del centro di Venezia sono considerate dal catasto “popolari” (perché effettivamente fino a 50 anni fa lo erano veramente), di conseguenza i proprietari di immobili in queste zone pagano spesso meno ICI di chi vive in periferia. Queste zone però hanno la particolarità di essere tra le più costose ed esclusive d’Italia.

Dunque, prima di riformare l’ICI, pensiamo al catasto.

Mag 5
Riformiamo le Comunità Montane
Posted by Fiaschi in Altro on 05 5th, 2007| icon35 Comments »

Sarò palese, questo post era partito con l’intento provocatorio di argomentare l’abolizione delle Comunità Montane, ma in fondo sono enti che, attualmente inutili, potrebbero avere ruoli chiave nell’amministrazione delle zone di particolare valore ambientale e naturalistico.

Nascono nel ‘71 con lo scopo di risolvere i problemi relativi a zone svantaggiate dal punto di vista geografico e cercare di valorizzare le zone montuose (e insulari). All’epoca le zone collinari e montuose vivevano un forte rischio spopolamento, con un conseguente impatto sull’attività sociale delle stesse e le comunità montane nacquero con uno scopo nobile, che in fondo ha anche avuto il suo buon esito. Ora il rischio spopolamento si è spesso invertito, vista anche la fuga in massa dal caos e dai prezzi degli immobili delle città, sono in parte avvantaggiate dal punto di vista turistico ed ambientale, insomma, i problemi di allora sono svaniti.

A molti viene dunque in mente spesso di abolire questi enti detti “inutili” (non hanno più problematiche da affrontare e competenze tangibili), a dire il vero però di funzioni utili ne avrebbero se solo fossero riformate le loro competenze:

  • La fruibilità di servizi tecnologici, le zone montane spesso sono luoghi in cui ancora non è possibile usufruire di internet in banda larga;
  • Le riserve naturali e i parchi che attualmente amministrati dalle ferrose macchine burocratiche del Ministero dell’Ambiente e delle regioni non riescono ad essere gestiti in maniera adeguata;
  • La viabilità rurale, attualmente in mano ai Comuni, che spesso dimenticano la sua esistenza;
  • La difesa dell’ambiente, con un ruolo di controllo anche sull’attività dei Comuni.

Ma soprattutto necessitano di una riforma radicale nella loro struttura e nel loro numero (esistono Comunità Montane con città di 50000 abitanti, la cui montagna più vicina è a 100km).

Altrimenti evidenziamolo ulteriormente, sono enti del tutto inutili che costano come atenei.

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