Siamo al settantaduesimo posto nel mondo per quanto riguarda la classifica della parità sociale uomo-donna; alle donne in Italia non è permesso ricoprire ruoli rilevanti nella politica e nell’economia. Come al solito tutti si sporcano la bocca evidenziando il problema, ma pochi si muovono per risolverlo.
La Francia domenica dovrà scegliere il futuro Presidente della Repubblica tra un uomo e una donna, negli Stati Uniti alle primarie del Partito Democratico per le presidenziali correranno un uomo e una donna, il cancelliere tedesco è una donna di centrodestra, in Spagna il governo di Zapatero è composto per metà da donne.
In Italia, tralasciando la politica nazionale e l’economia che sono sotto gli occhi di tutti, esistono situazioni emblematiche come la mia realtà locale, dove alle prossime elezioni amministrative competeranno tre liste, tutte composte da 16 candidati, di cui, in una saranno presenti due donne e in un’altra addirittura solo una.
Non riesco a comprendere come gli elettori e le elettrici potranno mai votare delle persone che, già dalla presenza femminile, dimostrano mentalità e idee degne dell’Iran.