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Il PD e la laicità, il ritorno

Mi sto impegnando e mi impegnerò per la nascita del Partito Democratico, voglio un partito di massa che sappia democraticamente sintetizzare tutti gli animi della sinistra riformista e proprio per questo non tollero che siano concessi sconti. Se il PD saprà essere laico, saprà rispettare tutti gli animi dei suoi componenti, saprà democraticamente rispettare i diritti degli omosessuali, delle coppie infertili, i diritti di scelta degli individui sulla propria vita, sarò volentieri un suo sostenitore, se, come accaduto finora, Binetti e la compagnia dei teodem, dopo il 15 ottobre, avranno ancora la possibilità di tenere in scacco il partito e la coalizione credo proprio che quel poco rispetto verso me stesso che ancora ho, mi farà veleggiare verso più rassicuranti spiagge (la poltrona del salotto) e ne riparliamo nel 2009 con la matita in mano.

Così tanto per onor di cronaca, in USA il dibattito per i diritti civili c’è, con i Repubblicani da una parte e i democratici dall’altra, non tra Cuperlo e la Binetti. I 447 asinelli del Congresso USA, hanno votato all’unanimità le quote gay. Non mi stancherò mai di dirlo, possibile che in uno dei Paesi più avanzati del mondo il dibattito sui diritti civili debba vedere La Russa da una parte e la “donna col cilicio” dall’altra?

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