Lo sfogo di un’oliva
Ho difficoltà a ragionare da “Elettore”, tantomeno da politico. Quando leggo un quotidiano mi sento spesso uno straniero tra incudine e martello.
Ho discusso in questi ultimi periodi dell’ormai celebre “tesoretto”, ne ho discusso in casa, in sezione e con navigati Politici del centrosinistra. I punti di vista più o meno sono due: “Più servizi, meno tasse” per gli elettori, “Sarebbe meglio ridurre il deficit, risanare i conti, ma se non vogliamo tracollare elettoralmente bisogna spenderlo tutto” per i politici.
Ma possibile che tutti gli elettori siano così orbi da non guardare più in là del proprio naso e i politici del centrosinistra non sappiano fare altro che inseguire la mera popolarità? Cosa su cui, contro i nostri avversari, non abbiamo gara e perdiamo a palla ferma?
L’Italia non ha certo bisogno di tagli dei servizi, ma basta guardarsi intorno per rendersi conto che il sistema pubblico nostrano è un colabrodo paragonabile all’acquedotto di Palermo:
- Enti locali totalmente inefficienti
- Assistenzialismo dilagante
- Enti inutili come le comunità montane
- Costi accessori della politica
- Clientelismo e Nepotismo
è evidente che ogni euro in più speso in un sistema simile sono almeno 50 centesimi buttati al vento.
Io non milito nell’Ulivo, spendo soldi, tutto il mio tempo libero perché mio padre era comunista o perché amo l’olio extravergine, mi impegno per questa parte perché credo nella capacità dei miei compagni di avventura di pensare al mio futuro e a quello dei miei figli, mi sento sicuro. Non ho mai pensato di votare Prodi per vedere un Governo schiavo delle sue ali o dell’elettorato, ma per vedere un Governo schiavo del buonsenso.
Ti interessa questo articolo? Perché non lasci un commento e continui la conversazione, o ti iscrivi al mio feed per ricevere i nuovi articoli direttamente sul tuo lettore di feed?

versione beta-tester
http://perlitalia.ilcannocchiale.it
registrati poi ti do i parametri per il blogroll..