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Giustizia, certezza e processi mediatici

Sono sempre più dell’opinione che il sistema giustizia in Italia stia man mano scivolando verso l’oblio: nulla da obiettare al ministro Mastella, ci mancherebbe (che comunque non sopporto), ma sono arrivato al punto, come tutti credo, di sorridere difronte a notizie inquisitorie nei confronti di tizio e caio.

Si aprono infiniti fascicoli su infinite persone per infinite ipotesi di reato che immancabilmente cadono in un buco nell’acqua, il tutto condito con il classico e parallelo processo mediatico condotto dai Vespa di turno.

Tutto ciò ha effetti terribili per la nostra società con la diffusa e fondata idea che in Italia non esista alcuna certezza della pena e, di fianco, terribili effetti per gli imputati, soprattutto quando innocenti, visto che ormai parallelamente alla giustizia ordinaria devono imparare a difendersi anche da quella mediatica.

Tra intercettazioni pubblicate candidamente, titoloni di giornale, mafiosi e faccendieri sempre impuniti il sistema giudiziario italiano sembra la cartina tornasole di tutto ciò che di male pensano gli stranieri del nostro Paese. Ho l’impressione che se Mastella non prenda in mano a breve la situazione, gli unici a pagare in Italia saranno politici e assassini, indipendentemente dalla loro colpevolezza e solo con la loro immagine.

il Pubblico ministero ormai è Vespa, i giudici noi e le sbarre sono solo dita puntate, sarà la giustizia del terzo millennio?

O ci siamo semplicemente un po’ rincoglioniti?

P.S. più d’uno mi chiede perché scriva continuamente “difronte” e non “di fronte“, consiglio dunque un’occhiata al Vademecum su parole ed espressioni da scrivere unite o separate dell’Accademia della Crusca ;)

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