Il nostro Paese è condannato al declino, servirebbe un miracolo, ma io ai miracoli, come è noto, non credo.
Potrebbe sembrare semplice pessimismo, è invece il risultato di un insieme di idee e di domande che mi sono fatto negli ultimi mesi.
L’Italia non ha più un’economia competitiva, i salari hanno un potere d’acquisto sempre più basso, il debito pubblico ci strozza e quello privato strozzerà le famiglie tra qualche mese, non esiste una classe imprenditoriale capace di guardare al di là del proprio naso, la politica è ingessata, siamo governati da piccole “caste” che difendono miopi interessi di nicchia, i Sindacati sono impegnati a difendere le prerogative di Statali e pensionati per poter avere un’idea di insieme sul futuro del mercato del lavoro, la burocrazia ci rode dall’interno, fa fuggire gli imprenditori stranieri e distrugge ogni futura grande idea imprenditoriale che proviene dall’interno, siamo completamente dipendenti da Paesi poco stabili come Russia e Medio Oriente per quanto riguarda l’energia, non riusciamo più nemmeno a costruire una discarica o un inceneritore dove smaltire i rifiuti che produciamo, siamo alla frutta. Insomma, se l’Italia fosse un’impresa, un imprenditore poco serio arrufferebbe valigie e contanti per volare a Santo Domingo e abbandonare la nave incagliata.
Eravamo nella poco felice condizione di “Stivale d’Europa” e ora, l’Europa, inizia a sentirsi un po’ Achille.
Ma noi italiani si sa come siamo fatti, finiremo col culo per terra, ci guarderemo attoniti qualche anno e poi lentamente risaliremo la corrente, inizieremo a riformarci, costruiremo un sistema istituzionale che dia la possibilità al Governo di decidere (sia chiaro non si tratta di una semplice riforma elettorale, ma di una riforma Costituzionale), inizieremo a tagliare le spese inutili dal Bilancio dello Stato, potrà iniziare un processo serio di contenimento del debito pubblico e con esso il taglio delle tasse, a partire da i ceti più poveri e dalle imprese, i Sindacati capiranno che il mondo è cambiato, concorreranno alle riforme utili al Paese. Evadere le tasse diverrà motivo di vergogna, l’istruzione e la formazione smetteranno di essere tele per Ministri creativi e saranno considerate il trampolino del rinnovamento, renderemo più semplice il sistema Italia, l’aprire un’impresa non solo sarà reso facile, ma addirittura banale, la classe imprenditoriale capirà che se vuole futuro deve dare futuro e probabilmente con molta calma, ma costanza, convertiremo anche le nostre forniture energetiche.
I Partiti? Si dimenticheranno per un po’ di correnti, Segretari, Papi, tassisti, casalinghe di voghera, notai, filosofi dell’ottocento e inizieranno a fare Politica.