Archive for febbraio, 2008
Un sondaggio da analizzare: il voto dei giovanissimi
Si tratta di un sondaggio commissionato dal Corriere della Sera ad ISPO che analizza le intenzioni di voto dei giovanissimi elettori 18-20 anni. Il campione è di circa 1000 interviste e selezionato come standard per età, sesso, scolarità, professione, e residenza.Il dato è abbastanza particolare e va analizzato:
| Partito | Voto giovani (%) | Voto generico (%) |
|---|---|---|
| Partito Democratico | 31.4 | 35.6 |
| Italia dei valori | 1.4 | 3.4 |
| Popolo delle libertà | 21.5 | 40.5 |
| Lega Nord | 15.2 | 4.5 |
| Sinistra Arcobaleno | 15.0 | 5.8 |
| UDC | 11.0 | 6.1 |
| La destra | 1.4 | 1.0 |
| Altro Partito | 2.9 | 3. |
Analizzare il dato è utile un po’ per tutti nella campagna elettorale, perché per quanto la battaglia si concentri perlopiù al Senato (e questo campione vota solo alla Camera) si parla comunque di una fetta consistente e abbandonata dell’elettorato, che guarda la TV si, ma che non segue i dibattiti, che non compra i quotidiani e che ormai si informa perlopiù su Internet.
Se è normale, come diceva il poeta Pitigrilli al secolo Dino Segre, che si nasca incendiari e si muoia da pompieri, il risultato della Lega Nord e della Sinistra Arcobaleno è comunque sorprendente rispetto agli stessi sondaggi del 2006 e deve dare uno spunto di riflessione a tutti.
Il Partito Democratico regge il colpo, ma comunque, tra i giovani, cede molti punti alla sua sinistra e questo è evidentemente esempio del fatto che del PD stia passando più la sua caratterizzazione moderata che quella riformista (chiunque abbia studiato un po’ di sociologia elettorale sa che i giovani ormai non sono più tanto attratti dalle posizioni estreme quanto da quelle innovative, vedasi Barack Obama negli USA e il PD avrebbe tutte le carte in regola per attrarre questo elettorato).
Il PdL, nonostante il suo spostamento a destra, crolla inesorabilmente e la cosa seppur soddisfacente (dal mio punto di vista) non è altro che l’effetto di una leadership ormai troppo vecchia e trita come quella dell’ultrasettantenne Berlusconi (il suo giovane popolo preferisce la Lega Nord al nord e soprattutto il nuovo nemico Casini al centrosud).
I tre dati più strani sono infatti tre:
- La destra che dovrebbe avere in questo elettorato la sua roccaforte non sfonda (sarà la Santanché, sarà che la destra ormai vive solo negli stadi semivuoti…)
- L’Italia dei Valori, nonostante le velate sponsorizzazioni di Beppe Grillo e l’impegno di Di Pietro nella campagna via internet (qualcuno si ricorderà anche della sezione IDV aperta su Second Life) non piace ai giovanissimi.
- L’UDC che appare come un partito vecchio, un po’ stanco, ultramoderato, ultracattolico invece fa il colpaccio tra i ragazzi. Qui l’analisi è un po’ più complessa, ma è evidente che Casini e il suo Partito abbiano fatto un grosso lavoro tra i giovani. Sicuramente il segno di novità che hanno dato abbandonando la CdL ha aiutato, come il fatto che peschino abbastanza nelle parrocchie, ma c’è da dire che l’UDC in questi anni si è impegnato a rinnovare la propria classe dirigente sul territorio (conosco diversi ragazzi che occupano ruoli chiave all’interno dell’UDC) ed è un dato che tutto ciò premia.
Cravatte e rifiuti (il pullover di Velardi)
Inizio a credere veramente che la Politica abbia bisogno di un Ground Zero da cui ricominciare a costruire tutto. Non lo dico alla Beppe Grillo, non lo dico da demolitore, ma da manovale. Lo dico da muratore che al primo piano si rende conto dell’esistenza di un serio problema strutturale del palazzo alla sua base, alle sue fondamenta.
E lo dico da uno che un tempo sarebbe stato chiamato “apparatista”, che nonostante la giovane età si è sempre impegnato nel comprendere i complessi meccanismi formali e di prassi che governano la politica, ma quando leggo che il neoassessore al turismo della Campania (Claudio Velardi) viene richiamato dal Presidente del Consiglio Regionale per il suo abbigliamento poco consono (un pullover), quando lo stesso Consiglio è stato immobile in questi anni difronte al collasso del sistema di smaltimento dei rifiuti e al dilagare della corruzione, non posso far altro che scuotere la testa, non c’è paura dello scendere nel populismo che mi blocchi.
La politica è vecchia, stantìa, puzza di doppiopetti, di formalità e non riesce più a fare il proprio lavoro.
Qualcuno dica alla Presidentessa Sandra Leonardo in Mastella che uno dei migliori (forse il migliore) top manager che abbiamo in questo vecchio Paese è Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, che ad ogni assemblea dei soci, riunione o presentazione ufficiale si presenta in un comodo pullover (proprio come quello di Velardi) con risultati che tanti manager in doppio petto, che si sono succeduti alla guida del gruppo, hanno solo sognato e nessuno si sognerebbe mai di richiamarlo per il suo abbigliamento.
Mi auguro che Velardi (che tra l’altro è un cervello sprecato nel fare l’Assessore Regionale) ritorni in Consiglio con lo stesso pullover e gli stessi risultati di Marchionne. Alla faccia di Ceppaloni.
Se tocca un bambino tocca tutti noi
Non ho figli, sono ancora solo un figlio, sarà per questo che pur sentendone parlare spesso non avevo mai ragionato sulla pedofilia o per lo meno non me ne fossi mai occupato pubblicamente.
Più volte ho parlato della violenza sulle donne come di uno dei crimini più vigliacchi che esistessero, perché la violenza, pur essendo intrinseca alla natura umana, quando colpisce i più deboli (le donne, gli anziani) diventa qualcosa di ignobile, di inumano, quando addirittura finisce per colpire i bambini diventa qualcosa contro la quale l’uomo ha il dovere di impegnarsi, attivamente, non solo imprecando contro qualcuno all’ennesima notizia in merito ascoltata al TG.
Il telefono arcobaleno è una onlus che si occupa di combattere la pedofilia online: il proliferare di materiale pedopornografico (che ho avuto la sfortuna di scoprire), l’organizzazione di viaggi pedosessuali e gli adescamenti online.
Con solo 1 euro si possono donare 5 minuti di attività alla ONLUS, il tempo di far chiudere un sito web.
Pedopornografia e P2P (filesharing)
Oggi non ho voglia di parlare di politica, ma di tuttaltro argomento, molto più delicato.
Voglio parlare della pedopornografia in rete:
Fino a qualche giorno fa credevo avesse una diffusione di nicchia, siti di scambio nascosti, privati, qualcosa inaccessibile o comunque dove nessun bambino o internauta “sano” sarebbe potuto incappare.
Invece qualche giorno fa, scaricando, da un noto sistama di file-sharing dove molti di voi scaricheranno films e musica, un film, sono incappato in uno dei cosiddetti “fake” (si definiscono per fake quei file che presentano un nome diverso da quello che in realtà contengono), sarà capitato a molti di voi, di aver appena scaricato l’ultimo film della disney per vostro figlio e averci trovato in realtà un film porno. La gravità dell’accaduto è che questo fake in realtà conteneva un filmato pornografico in cui era coinvolto un bambino.
Così ho scoperto un mondo terribile: il programma che utilizzo da anni (forse non molto legalmente) per scaricare film e musica è un calderone di filmati terribili, uno strumento orrendo per i pedofili.
Basta cercare qualunque chiave che possa identificare roba simile e si viene inondati da una quantità impensabile di filmati simili.
Scrivo questo post perché mi è capitato spesso di difendere i programmi di file sharing dagli attacchi dele major musicali e cinematografiche, ma a questo punto diventano piuttosto indifendibili. Capisco che l’uso che se ne fa non dipende dal sistema stesso, ma da ciò che decidono di farne gli utenti e non vorrei scendere nella demagogia, ma quando diventano uno strumento per la divulgazione di roba così, forse sarebbe il caso di chiuderli.
Nulla si crea, nulla si distrugge.
Inizio a credere che la rete abbia veramente quel potenziale che spesso si chiede alla politica di sfruttare.
Sono anni che scrivo su questo blog qualunque cosa mi passi per la testa, anche piuttosto provocatoria o poco conveniente, eppure nessuno si è mai lamentato. Ma negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, non potete immaginare che vespai si aprano tra circolo e coordinamento provinciale ogni qualvolta scriva qualcosa che riguardi la politica locale o l’organizzazione del Partito.
Ricoprissi incarichi capirei anche, ma ciò che non colgo (e anche il bello di tutto ciò) è che in fondo non conto nulla: non sono un dirigente, non sono un eletto, nessuno mi ha mai dato niente. Insomma, sono un povero scemo, un po’ ragazzino, un po’ trombato, che non scrive niente di nuovo, ma roba pensata un po’ da tutti a sentire in giro, che però riesce a far incazzare sempre qualcuno.
Mi dispiace sinceramente per quelle persone, ma devo ammettere che la cosa mi da una certa soddisfazione.
Oggi
Eletto il coordinamento di circolo, una giornata di faticose votazioni.
1)
Io: “Ah, anche tuo marito è candidato al coordinamento…”
Lei: “E’ si, gli è toccato farlo, ma lui vota PdL.”
Stiamo parlando di un membro del coordinamento di circolo!!!!
2)
A scrutini conclusi, vado da una persona che non conoscevo appena eletta con me:
Io: “Complimenti, ora ci sarà tanto da lavorare insieme”
Lei: “Ma non so che dovremo fare, ma dobbiamo andare in comune?”
Stiamo parlando di un membro del coordinamento!!!
Bah! Sarà ora di eliminarli questi circoli o sezioni che siano?
Vado in campagna
Dopo essermi tolto qualche sassolino dalla scarpa (il prendermela con tutti non ha sortito i suoi effetti), inizia ufficialmente la mia personale campagna elettorale, ovviamente a favore del caro Veltroni che rappresenta la più grande novità nel panorama politico italiano degli ultimi 15 anni, insieme al Partito Democratico, la migliore chance per il Paese e che soprattutto, fortunatamente, ha anche qualche difetto.
Non so voi, ma io non sono in ginocchio.
Si può fare.


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