Inizio a credere veramente che la Politica abbia bisogno di un Ground Zero da cui ricominciare a costruire tutto. Non lo dico alla Beppe Grillo, non lo dico da demolitore, ma da manovale. Lo dico da muratore che al primo piano si rende conto dell’esistenza di un serio problema strutturale del palazzo alla sua base, alle sue fondamenta.
E lo dico da uno che un tempo sarebbe stato chiamato “apparatista”, che nonostante la giovane età si è sempre impegnato nel comprendere i complessi meccanismi formali e di prassi che governano la politica, ma quando leggo che il neoassessore al turismo della Campania (Claudio Velardi) viene richiamato dal Presidente del Consiglio Regionale per il suo abbigliamento poco consono (un pullover), quando lo stesso Consiglio è stato immobile in questi anni difronte al collasso del sistema di smaltimento dei rifiuti e al dilagare della corruzione, non posso far altro che scuotere la testa, non c’è paura dello scendere nel populismo che mi blocchi.
La politica è vecchia, stantìa, puzza di doppiopetti, di formalità e non riesce più a fare il proprio lavoro.
Qualcuno dica alla Presidentessa Sandra Leonardo in Mastella che uno dei migliori (forse il migliore) top manager che abbiamo in questo vecchio Paese è Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, che ad ogni assemblea dei soci, riunione o presentazione ufficiale si presenta in un comodo pullover (proprio come quello di Velardi) con risultati che tanti manager in doppio petto, che si sono succeduti alla guida del gruppo, hanno solo sognato e nessuno si sognerebbe mai di richiamarlo per il suo abbigliamento.
Mi auguro che Velardi (che tra l’altro è un cervello sprecato nel fare l’Assessore Regionale) ritorni in Consiglio con lo stesso pullover e gli stessi risultati di Marchionne. Alla faccia di Ceppaloni.