articolo

Un sondaggio da analizzare: il voto dei giovanissimi

Si tratta di un sondaggio commissionato dal Corriere della Sera ad ISPO che analizza le intenzioni di voto dei giovanissimi elettori 18-20 anni. Il campione è di circa 1000 interviste e selezionato come standard per età, sesso, scolarità, professione, e residenza.Il dato è abbastanza particolare e va analizzato:

Partito Voto giovani (%) Voto generico (%)
Partito Democratico 31.4 35.6
Italia dei valori 1.4 3.4
Popolo delle libertà 21.5 40.5
Lega Nord 15.2 4.5
Sinistra Arcobaleno 15.0 5.8
UDC 11.0 6.1
La destra 1.4 1.0
Altro Partito 2.9 3.

Analizzare il dato è utile un po’ per tutti nella campagna elettorale, perché per quanto la battaglia si concentri perlopiù al Senato (e questo campione vota solo alla Camera) si parla comunque di una fetta consistente e abbandonata dell’elettorato, che guarda la TV si, ma che non segue i dibattiti, che non compra i quotidiani e che ormai si informa perlopiù su Internet.

Se è normale, come diceva il poeta Pitigrilli al secolo Dino Segre, che si nasca incendiari e si muoia da pompieri, il risultato della Lega Nord e della Sinistra Arcobaleno è comunque sorprendente rispetto agli stessi sondaggi del 2006 e deve dare uno spunto di riflessione a tutti.

Il Partito Democratico regge il colpo, ma comunque, tra i giovani, cede molti punti alla sua sinistra e questo è evidentemente esempio del fatto che del PD stia passando più la sua caratterizzazione moderata che quella riformista (chiunque abbia studiato un po’ di sociologia elettorale sa che i giovani ormai non sono più tanto attratti dalle posizioni estreme quanto da quelle innovative, vedasi Barack Obama negli USA e il PD avrebbe tutte le carte in regola per attrarre questo elettorato).

Il PdL, nonostante il suo spostamento a destra, crolla inesorabilmente e la cosa seppur soddisfacente (dal mio punto di vista) non è altro che l’effetto di una leadership ormai troppo vecchia e trita come quella dell’ultrasettantenne Berlusconi (il suo giovane popolo preferisce la Lega Nord al nord e soprattutto il nuovo nemico Casini al centrosud).

I tre dati più strani sono infatti tre:

  1. La destra che dovrebbe avere in questo elettorato la sua roccaforte non sfonda (sarà la Santanché, sarà che la destra ormai vive solo negli stadi semivuoti…)
  2. L’Italia dei Valori, nonostante le velate sponsorizzazioni di Beppe Grillo e l’impegno di Di Pietro nella campagna via internet (qualcuno si ricorderà anche della sezione IDV aperta su Second Life) non piace ai giovanissimi.
  3. L’UDC che appare come un partito vecchio, un po’ stanco, ultramoderato, ultracattolico invece fa il colpaccio tra i ragazzi. Qui l’analisi è un po’ più complessa, ma è evidente che Casini e il suo Partito abbiano fatto un grosso lavoro tra i giovani. Sicuramente il segno di novità che hanno dato abbandonando la CdL ha aiutato, come il fatto che peschino abbastanza nelle parrocchie, ma c’è da dire che l’UDC in questi anni si è impegnato a rinnovare la propria classe dirigente sul territorio (conosco diversi ragazzi che occupano ruoli chiave all’interno dell’UDC) ed è un dato che tutto ciò premia.

One Response

  1. nelsonche Says:

    Molto interessante, ma non sono del tutto convinto sul + 15 della Lega (il sondaggio è stato fatto solo al Nord-Est?), ed anche il + 15 della sinistra arcobaleno (le ideologie non fano più presa tra i giovani. sono un docente di liceo)
    ciao Paolo

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.