Signore e Signori, ritornano le banane
Se c’è un campanello di allarme sullo stato della democrazia italiana è l’intenso dibattito che stiamo vivendo in questi giorni sul futuro delle intercettazioni.
Come affermazione potrebbe sembrare un po’ forte, ma quando il dibattito pubblico viene letteralmente colonizzato da un tentativo della classe dirigente di eliminare il principale strumento di inchiesta utilizzato dalla magistratura per scovare i reati della classe dirigente stessa e non si solleva una sommossa popolare, è evidente che nella democrazia non sta tirando vento di bonaccia.
Si potrebbe discutere della pubblicazione delle intercettazioni non inerenti al reato, è comprensibile che se un magistrato ritenesse utile intercettare le mie telefonate per una mio possibile ruolo nel malaffare non verrebbe comunque meno il mio diritto ad una vita privata, ma se l’intenzione è quella di imbavagliare la giustizia quando tenta di scovare i reati dei poteri forti, noi semplici cittadini, che al massimo abbiamo da nascondere qualche ritardo in ufficio e l’auto in divieto di sosta, per dirla alla Bossi dovremmo imbracciare i fucili.
Ma, ahimé, guardiamo Porta a Porta e dolcemente, cullati dalla voce del Ministro Alfano, ci addormentiamo con serenità.
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E’ si…Il lupo perde il pelo…