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Il modello siculo.

Noto tanta attenzione per la riforma Tremonti sulla scuola, ma un’attenzione distratta, che si focalizza sul grembiule, sulla piazza, perdendo di vista le cause, un’attenzione che dimentica di commentare seriamente ciò che sta accadendo alla nostra scuola.

Qualche anno fa il centro-sinistra fondò una campagna elettorale per le amministrative sulla “toscanizzazione”, sull’esportazione del modello Toscana al resto d’Italia; quelle amministrative andarono bene, ma il modello Toscana fatica a entrare nel sistema di molte realtà lontane dall’Arno. Il PdL invece, come al solito, sta avendo la capacità di mettere in pratica tutti i suoi buoni propositi e questa “riforma” non è altro che uno dei mattoni di esportazione del suo modello regionale, che non è il Veneto, come qualche ottimista potrebbe affermare, ma la Sicilia.

E’ una regoletta che si studia da anni nelle libere università della malapolitica, messa in pratica un po’ in tutto il Paese, ma che ha avuto il suo maggior successo proprio in Sicilia: più si affossano i servizi pubblici, più quelli privati guadagnano (doppiamente). Il guadagno è doppio per un semplice assioma economico e finanziario: più i servizi pubblici perdono attrattiva, più quelli privati guadagnano mercato, più i servizi pubblici si affossano, più quelli privati si posizionano nell’eccellenza, più è possibile giustificare pubblicamente il loro sostegno con denaro pubblico, se i privati sono nostri amici il cerchio è chiuso.

Venne la sanità e poi fù la scuola.

Cari amici della Lega, vi pubblicizzano tutto come tagli agli sprechi di Roma ladrona, ci ritroveremo tutti nella libera Sicilia.

Speriamo esportino anche il mare.

One Response

  1. ale Says:

    SEI UN GRANDE!!!!
    CIAO ALE

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