Che ne sarà di noi? dopodomani?


Il logo dei Giovani Democratici

Il logo dei Giovani Democratici

In questi ultimi due giorni ho sbirciato con molto interesse i sondaggi pubblicati da Repubblica e Corriere sul toto-Segretario del Partito Democratico. Nonché le centinaia di messaggi giunti a l’Unità.

Il dato, per quanto riguarda le persone in carne ed ossa, va a premiare la chiarezza di Bersani, il coraggio di Soru e la passione della Finocchiaro, ma tutto ciò era scontato e prevedibile. Il dato più importante e allarmante è che al primo posto si piazza indiscutibilmente “un volto nuovo”.

Questo dato va oltre la semplice scelta del futuro Segretario del PD, indica la richiesta da parte dei nostri militanti di una classe dirigente nuova, ci indica come  i nostri elettori siano stremati dalla gran parte dell’attuale dirigenza del centro-sinistra.

Il problema, grave, è che questa richiesta non potrà essere soddisfatta, per un assioma molto semplice: i Segretari (e i dirigenti in genere) non si tirano fuori dal cappello. Obama, per fare un esempio alla moda, prima di imbattersi nella corsa alle primarie sedeva al Senato di Washington, non faceva il farmacista a Chicago, ma il centro sinistra, il Partito Democratico, l’Ulivo, i Ds e la Margherita negli ultimi 15 anni non sono stati in grado di far crescere una nuova classe dirigente. Tra i “giovani” spendibili, abbiamo Gianni Cuperlo, Nicola Zingaretti, Enrico Letta e pochissimi altri, la statistica non è dalla nostra parte, se Lippi avesse dovuto selezionare la Nazionale tra i nati a Viterbo o a Cuneo, probabilmente non solo non avrebbe vinto i Mondiali, forse nemmeno un campionato di Provincia. Viene da sé che, a prescindere dalla validità dei nomi che ho menzionato, risulta piuttosto restrittivo dover trovare la donna o l’uomo che debba riprendere in mano le sorti del PD e del centrosinistra da una rosa di nomi grande poco più di un pugno.

Per questo credo sia necessario, chiunque sia chiamato a risollevare le nostre sorti, rimettere in piedi un sistema di selezione della classe dirigente efficace, capace di portare avanti i meritori, farli brillare (ce ne sono in grande quantità nelle federazioni e nella giovanile) non una schiera di fedeli portaborse che si spengono con i loro “padroni”, tra i quali anche per gente di calibro come quelli che ho citato precedentemente è stato difficile emergere.

Perché i Partiti si trasformano, muoiono, rinascono, vengono plasmati, ma le istanze, gli ideali, il modo di fare politica della nostra parte esisterà ancora tra 10 anni ed è nostro dovere pensare a chi saremo un domani. I trentenni del 1999 (ieri in pratica), sono i nuovi quarantenni che oggi cerchiamo e non troviamo, credo sia un dovere fare in modo che nel 2019 non ci senta costretti a porsi le stesse domande di oggi.

  1. #1 by Marco Gentili - febbraio 20th, 2009 at 10:30

    A Stefano, io lo dico, Pierluigi Bersani a vita! Meglio di Walter è, perlomeno (”pare”) avere idee più chiare.

CommunityAlready a member?
Login
Login using Facebook:
Powered by Sociable!
(will not be published)
  1. No trackbacks yet.