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Sistemi elettorali for dummies parte 2

Nella prima parte dell’articolo ho presentato, in larghe linee, i sistemi elettorali più importanti: maggioritario a collegio uninominale e proporzionale, ho parlato del premio di maggioranza e dei collegi regionali o locali. Ora vorrei approfondire il discorso, sempre semplicisticamente, con i modelli di sistemi elettorali utilizzati in altri paesi europei e spesso citati da politici e giornalisti.

Il primo, auspicato soprattutto dai partiti più piccoli, è il sistema elettorale tedesco. È un sistema elettorale misto, in quanto ogni elettore tedesco ha a disposizione due voti per eleggere i propri parlamentari, con il primo voto, di natura proporzionale a collegio nazionale, l’elettore tedesco sceglie, una lista, la quale riceverà un numero di seggi in Parlamento sulla base dei voti ricevuti su scala nazionale. Con il secondo voto invece, l’elettore da la propria preferenza ad un candidato del proprio collegio uninominale che verrà eletto a maggioranza semplice (in sostanza il candidato che riceve più voti all’interno del collegio uninominale va in Parlamento). Nella quota proporzionale esiste una soglia di sbarramento del 5% che esclude dal Parlamento i partiti che non supereranno il 5%, la norma può essere però aggirata dai partiti riuscendo a far eleggere nei collegi uninominali almeno tre candidati.

Il secondo sistema elettorale, auspicato invece dai partiti più grandi, è il sistema elettorale francese. Esso è di natura unicamente maggioritaria a collegio uninominale, in ogni circoscrizione può essere presentato un solo candidato per partito o coalizione, vincerà il candidato che nel proprio collegio riceverà il maggior numero di voti, superando però il 25% delle preferenze, in caso contrario la domenica successiva si effettua un secondo turno elettorale al quale potranno accedere solo i candidati che abbiano ricevuto almeno il 12,5% delle preferenze al primo turno, di questi verrà eletto il vincitore, questa volta a maggioranza semplice.

Attualmente il sistema elettorale italiano, approvato con la legge elettorale del passato Governo Berlusconi, si presenta come di natura assolutamente proporzionale ma con una differenziazione tra le due camere. La Camera dei Deputati viene eletta attraverso un proporzionale a collegio nazionale con un premio di maggioranza (i deputati vengono eletti in proporzione ai voti ricevuti dai propri partiti, la coalizione vincitrice ha però in premio 25 deputati in più). Il Senato della Repubblica viene eletto sempre con un voto proporzionale, ma con un collegio regionale, il che vuol dire che ad ogni regione vengono assegnati un certo numero di seggi, i quali verranno divisi dai vari partiti in proporzione ai voti ricevuti nella Regione in esame.

Con l’esperienza si è appurato che i sistemi elettorali di pura natura proporzionale (come quello italiano) sono fallimentari nel contenere la frammentazione dei partiti e dunque nell’assicurare una buona stabilità ai governi, si guarda dunque a due sistemi, uno puramente maggioritario e uno proporzionale ma bilanciato. È facile comprendere, come segnalavo nel precedente post, che i partiti maggiori sostengano l’eliminazione del proporzionale, quindi un sistema simile a quello francese, mentre quelli minori il mantenimento di una quota proporzionale.

9 Responses

  1. marco Says:

    Sono arrivato qui da wikipedia
    grazie!
    m

  2. Massimiliano Says:

    Interessante.
    Una opinione: non penso che, come da te asserito, ci siano sitemi “fallimentari” (quello post riforma Belusconi ), ma solo sistemi che fotografano la situazione politica, partitica e sociale di un determinato paese.
    Il nostro sistema elettorale, insomma, a mio parere, sarebbe solo figlio dell’ attuale frammentazione partitica. Le richieste avanzate in sede di riforma elettorale, come giustamente notavi tu, sono spinte da valutazioni “statistiche” di convenienza operate dalle dirigenze di partito, al fine di assicurarsi una posizione parlamentare, possibilmente di governo.
    Saluti

  3. Fiaschi.org » Blog Archive » Sulla legge elettorale e il maggioritario Says:

    [...] sistemi elettorali ne parlavo qualche mese fa tentando di tenere a bada le mie opinioni in [...]

  4. rigitans Says:

    sto studiando un sistema elettorale che riesca ad abbracciare le varie esigenze

  5. pratugo Says:

    Cosa impedisce ai partiti più grossi di votare un sistema con sbarramento 8%, maggioritario e con premio di maggioranza per avere un sistema stabile per tutta la legislatura?
    Nella spiegazione adesso mancherebbero i diversi sistemi di controllo in mano al premier o alla coalizione.
    Grazie

  6. Fiaschi Says:

    Aspè, forse non sono stato abbastanza chiaro nella spiegazione, ma non ha senso parlare di sbarramento in un sistema maggioritario!

    In un sistema proporzionale i seggi vengono distribuiti in base alla percentuale dei voti ricevuti, lo sbarramento esclude dalla distribuzione i partiti che non abbiano ricevuto un numero di voti tale da raggiungere una determinata percentuale. In un sistema maggioritario i seggi vengono distribuiti in base all’esito degli “scontri diretti” dei vari candidati nei collegi uninominali. Per assurdo si potrebbe parlare di un premio di maggioranza con il maggioritario (ma veramente per assurdo), non di certo però di uno sbarramento.

    Insomma, glielo impedisce la logica.

    Per quanto riguarda il bilanciamento dei poteri istituzionali, viene spesso associato alla legge elettorale perché ovviamente una buona riforma prende in esame tutto il quadro istituzionale, ma qua ho voluto parlare solo di sistemi elettorali, non delle tipologie di Governo.

  7. Simbad Says:

    Visto che ora l’argomento è tornato prepotentemente d’attualità, mi stavo informando e ho trovato questo forum… davvero interessante.
    domande:
    -non risulta chiaro quale sistema elettorale preferisca il caro Fiaschi…. maggioritario, proporzionale, ibrido?
    -non viene analizzato il sistema con il doppio turno, che a mio avviso garantisce il candidato meno “estremista”, che ne pensate?

  8. Fiaschi Says:

    Il sistema francese è a doppio turno, e ne ho parlato.
    Per quanto riguarda il sistema elettorale che preferisco, visto che mi hai dato lo spunto, ne parlerò nel prossimo post.

  9. Fiaschi.org » Sistemi elettorali for dummies: Bozza Bianco Says:

    [...] è la terza puntata della saga che ho iniziato un anno fa (prima puntata, seconda puntata) e che mi pare doveroso aggiornare con la spiegazione dei risvolti degli ultimi mesi sul tema dei [...]

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