Signore e Signori, ritornano le banane
12 giugno 2008
Se c’è un campanello di allarme sullo stato della democrazia italiana è l’intenso dibattito che stiamo vivendo in questi giorni sul futuro delle intercettazioni.
Come affermazione potrebbe sembrare un po’ forte, ma quando il dibattito pubblico viene letteralmente colonizzato da un tentativo della classe dirigente di eliminare il principale strumento di inchiesta utilizzato dalla magistratura per scovare i reati della classe dirigente stessa e non si solleva una sommossa popolare, è evidente che nella democrazia non sta tirando vento di bonaccia.
Si potrebbe discutere della pubblicazione delle intercettazioni non inerenti al reato, è comprensibile che se un magistrato ritenesse utile intercettare le mie telefonate per una mio possibile ruolo nel malaffare non verrebbe comunque meno il mio diritto ad una vita privata, ma se l’intenzione è quella di imbavagliare la giustizia quando tenta di scovare i reati dei poteri forti, noi semplici cittadini, che al massimo abbiamo da nascondere qualche ritardo in ufficio e l’auto in divieto di sosta, per dirla alla Bossi dovremmo imbracciare i fucili.
Ma, ahimé, guardiamo Porta a Porta e dolcemente, cullati dalla voce del Ministro Alfano, ci addormentiamo con serenità.
Il PD e il Parlamento Europeo
8 giugno 2008
Manca meno di un anno alle elezioni europee e il PD non ha ancora sciolto il più stretto nodo che si porta dietro sin dal suo concepimento: la sua collocazione internazionale. Anzi, a dirla tutta questo nodo, non solo non è stato ancora sciolto, ma dalle voci che si sollevano sembrerebbe proprio che non ci sia la volontà di scioglierlo e di far continuare a sedere gli europarlamentari del PD su scranni separati anche nella prossima legislatura europea.
Non sono uno stratega della politica e non mi metto a dare giudizi di metodo o soluzioni, ma da iscritto ed elettore, sinceramente, credo che un Partito incapace di trovare una collocazione internazionale (che cela l’incapacità di trovare un accordo sui punti fondanti ideologici dello stesso), non è un Partito.
Allarme Stampa
29 maggio 2008
Che la stampa italiana sia ridotta in pessime condizioni è ormai qualcosa di largamente discusso e appurato, ma oggi tutto diventa più chiaro a leggere il nuovo scoop di Repubblica che svela a grandi lettere che l’aggressore della spedizione “neonazista” del Pigneto in realtà sia un normale cittadino romano, magari con qualche precedente violento, ma con Che Guevara tatuato sull’avanbraccio e comunque alcun legame con la destra eversiva.
Prima montano l’emergenza, in questo caso quella della sicurezza e dell’immigrazione, poi corrono a fare interviste meravigliate quando scoprono che il bombardamento ha toccato i cervelli di tutti, perlopiù ubriacandoli, facendo poi due scoop con la stessa storia.
Non fa evidentemente notizia dire che in Italia siamo fin troppo fortunati, abbiamo un tasso di reati decisamente inferiore rispetto a molti Paesi europei e americani pur avendo una giustizia praticamente inesistente, fortuna che non durerà per sempre. Non fa notizia dire che in Italia non c’è bisogno di ronde o espulsioni, Polizia e Carabinieri fanno già egregiamente il loro lavoro, in Italia abbiamo bisogno di una giustizia che sappia colpire con fermezza e velocità a prescindere dalla nazionalità di chi compie un reato.
Fortunatamente non fa notizia e dunque ora vi lascio: vado a rapinare una banca.
Tuttologi
10 maggio 2008
Allarme di Benedetto XVI: «Il sesso rischia di diventare una droga»
Ma se non sa nemmeno cosa sia il sesso.
Il nucleare
2 maggio 2008
Con il nuovo Governo si tornerà a parlare, nuovamente e inutilmente, di nucleare. Sia chiaro, non sono affatto contrario all’uso del nucleare come fonte di energia: è probabilmente, insieme al metano, la fonte con maggiori qualità ecocompatibili con cui oggi l’uomo può produrre energia in grandi quantità, ma sentire parlare di ritorno al nucleare oggi in Italia mi fa sinceramente sghignazzare.
L’Italia ha perso quel treno più di 20 anni fà, rimettere in moto la macchina atomica oggi, significherebbe iniziare a produrre energia tra 15, o forse più, anni. Con un bilancio costi-benefici che diventerebbe positivo almeno tra 40-50 anni, quando la tecnologia permetterà agli altri Paesi di riconvertire massicciamente le vecchie fonti di energia (nucleare compreso) con fonti rinnovabili e ad impatto zero.
Esiste poi un altro particolare impossibile da tralasciare: in una buona fetta dell’Italia (succede più al sud, ma anche al nord) lo stoccaggio dei rifiuti è completamente in mano alla malavita che è l’unica capace di individuare siti in cui scaricare (come i campi), per lo Stato è impossibile trovare il posto dove costruire un semplice inceneritore o una discarica, vi immaginate un Governo italiano (di qualunque colore) alle prese con la localizzazione dei siti di stoccaggio delle scorie nucleari?
L’Italia, proprio perché energeticamente svantaggiata dall’assenza di centrali nucleari, è il Paese che può e deve investire di più per non perdere il prossimo treno energetico, quello delle nuove fonti e del risparmio. La Germania, l’Inghilterra, la Spagna e tanti altri Paesi stanno iniziando oggi a rivoluzionare il loro sistema produttivo e distributivo, ci si è resi conto che ormai più del 10% dell’energia prodotta viene dispersa nella rete e si sta ripensando tutta la rete produttiva, con piccole centrali sparse nel territorio, piuttosto che imponenti e potentissime centrali lontane dalle città e con le nuove tecnologie a gestire i flussi di energia elettrica per rendere minimi gli sprechi.
Noi no, preferiamo far gestire Terna (la rete elettrica italiana) a Cattaneo e continuare a discutere di carbone (centro sinistra) e nucleare (centro destra), fermo poi rimanere immobili in ambedue le direzioni.
Della serie: avevo chiuso battenti, ma è più forte di me.
1 maggio 2008
Non ce la faccio a non spiattellare al vento i miei logorroici e soggettivi punti di vista sul mondo che ci circonda, figuratevi ora che ho maturato una mia idea chiara sull’esito delle elezioni.
Cercherò di essere il più schietto possibile:
Avrei voluto scrivere degli errori che hanno portato a questa catastrofica sconfitta, ho iniziato a scrivere un post e ho capito che ci vorrebbe un libro:
Gli errori del PD
100 pagine su un leader che gira tutte le piazze d’Italia per parlare di rinnovamento e candida Rutelli.
P.S. Io parlo sempre di tennis, sono una pippa.


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